• Tv

Rai continua ad assumere, anche con la pandemia: salgono a 12.711 i dipendenti

Nonostante la pandemia, la Rai continua ad assumere: al 30 giugno 2021 contava 12.711 dipendenti. Intanto continuano le tensioni tra Usigrai e vertici

Nonostante la pandemia, la Rai continua ad assumere e ad aumentare i costi del personale. A scriverlo è il quotidiano Italia Oggi, citando il documento ufficiale di bilancio consolidato intermedio, secondo il quale al 30 giugno 2021 i costi del personale nei primi sei mesi dell’anno sono cresciuti a 524,8 milioni di euro (+2,3%), per un totale di 12.711 dipendenti (12.677 al 30 giugno 2020).

Per la precisione, per la tv pubblica lavorano 2.029 giornalisti (erano 1.838 al 30 giugno 2020), 7.846 impiegati (7.910), 1.568 quadri (1.606), 836 operai (888), 313 dirigenti (319) e 119 orchestrali (116).

Claudio Plazzotta nell’articolo osserva che il gruppo Rai chiude comunque il primo semestre 2021 con un utile netto di 9,7 milioni di euro (4,8 mln nel giugno 2020) e ricavi in ripresa dopo l’anno orribile 2020, in cui è scoppiata la pandemia.

Questi dati arrivano nelle ore subito successive al gran caos per lo sciopero dei giornalisti Rai indetto per la giornata di ieri. L’Usigrai oggi è tornata a chiedere alla tv pubblica di fermare “i tagli all’informazione” di aprire “al confronto con il sindacato“:

Lo sciopero delle giornaliste e dei giornalisti che si è appena concluso, con il blocco di fatto della programmazione su reti web e testate, dice che il metodo adottato dall’azienda di comunicare solo decisioni già prese non può funzionare. E dice che le redazioni vogliono essere protagoniste del cambiamento (…) Chiediamo quindi che si avvii con urgenza la consultazione con le parti sociali per la definizione di un progetto per il rilancio dell’azienda che non può avvenire con il metodo dei tagli lineari. Bisogna aggredire gli sprechi, valorizzare il personale interno e migliorare il servizio ai cittadini. Il sindacato è pronto a fare la propria parte.

Resta da capire nelle prossime ore se il dialogo tra le parti porterà ad una situazione più distensiva o se permarranno le tensioni.