Pucci Show: una serata ben ritmata nonostante una comicità mainstream e qualche volgarità

Il primo appuntamento di Italia 1 On Stage è uno spettacolo gradevole ma troppo lungo.

Non sarà Fiorello, ma Andrea Pucci porta a casa il risultato con Pucci Show, uno spettacolo registrato per la tv in occasione di Italia 1 On Stage, primo di quattro speciali comici in prime time sulla rete cadetta Mediaset (i prossimi saranno Maurizio Battista, Giuseppe Giacobazzi e Max Angioni).

Che lo spettacolo sia stato registrato mesi fa, precisamente lo scorso febbraio, si vede dal fatto che nella location del Teatro Repower di Assago, in provincia di Milano, il pubblico – tra i quali svetta il centravanti del Milan Zlatan Ibrahimovic – indossi ancora la mascherina, oltre a un monologo di apertura dedicato all’esperienza del lockdown.

Il cabarettista, che nell’apertura ha citato nientemeno che il Talmud per rammentare che la donna vada protetta e amata, viene introdotto dalla Zurawski Live Band sulle note di Mi sento bene di Arisa. La presenza della band è uno degli elementi vincenti della serata, entrando a gamba tesa soprattutto in presenza di battute più debolucce e conferendo un ritmo più piacevole allo spettacolo, anche se a volte sembra di ritrovarsi in uno show di Capodanno. Ad impreziosire la serata le incursioni dei Neri per Caso e Katia Follesa.

Andrea Baccan, questo il suo nome all’anagrafe, si dichiara come il comico più politicamente scorretto in circolazione (“Se parlo dei gay sono omofobo, se parlo dei neri sono razzista“), quindi decide di colpire le persone di colore, probabilmente bersaglio più facile (“Posso dire una cosa sui neri? Che vi fate a fare i tatuaggi? Tanto non si vedono”). Nei giorni scorsi si è molto parlato di Pucci per una battuta ritenuta omofoba ai danni di Tommaso Zorzi.

In realtà non è corretto giudicare Pucci unicamente sulla scrittura: il comico può non piacere, ha una comicità mainstream da maschio bianco eterosessuale, a volte si rivela anche gratuitamente volgare, ma è innegabile che possieda i tempi e sappia interagire con il pubblico, con persone che si presentano a vederlo addirittura mettendosi in viaggio da Cagliari. Non aiuta la durata di tre ore, ma qui subentrano ragioni di share. La battuta migliore della serata? “A Milano c’è così tanta afa che gli alberi inseguono i cani per farsi pisciare addosso”.