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Prodigi 2021, UNICEF può contare su veri talenti (e quanto è bravo Gabriele Corsi)

L’edizione 2021 di Prodigi non differisce dalle precedenti e ha nei talenti il suo traino. Se solo si lasciasse più spazio alla leggerezza…

Quinta edizione per Prodigi – La musica è vita, il charity show in chiave talent che porta sul palco di Rai 1 veri, purissimi talenti del canto, della danza, della musica men che minorenni ma con un piglio da consumati artisti, fondato su una bravura indiscutibile che non ha bisogno della tv. Anche quest’anno il programma ha nelle esibizioni dei ragazzi il veicolo per mostrare al pubblico a casa le condizioni di vita di tanti bambini in varie parti del mondo con i filmati realizzati in loco grazie ai progetti realizzati da UNICEF. I talenti sono quindi il ‘traino’ (o anche la civetta) per conquistare gli occhi e i cuori dei telespettatori sulla chiave dello show e incatenarli poi alle missioni svolte dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. Anche gli artisti sono ospitati in funzione della loro partecipazione diretta ad alcune iniziative, il che rende tutto lo show un organico spot alle attività UNICEF per raccogliere fondi. Ci sta, anche se qualche esibizione in più su quasi tre ore di tv non ci starebbe male.

Del resto Prodigi non è una gara, ma una rassegna di meraviglie. La giuria non ha davvero nulla da giudicare, al massimo commentare con lodi, lodi, lodi sotto lo sguardo di sufficienza dei ragazzi stessi, che sanno benissimo chi sono e cosa fanno. Il più delle volte quel che si legge nei loro occhi ai commenti della giuria è un neanche tanto velato ‘GAC’, visto che si esibiscono a livelli alti da anni, nonostante ne abbiano pochi. E il modo quasi infantile che hanno gli adulti di trattarli stona con la loro imbarazzante bravura.

I veri ‘dilettanti’ di questo show in fondo sono i giurati, che più di tutti appaiono fuori ruolo non avendo di fatto nulla da valutare: più che giudicare, i membri della giuria dovrebbero servire a dare la misura del talento dei concorrenti al pubblico a casa, dovrebbero essere i divulgatori della bravura altrui. Peccato che avendone già visti alcuni di loro lodare la qualunque su altri palchi, questi rischino di perdere autorevolezza: e se è vero che l’obiettivo è quello di far donare – e quindi di rendere tutto intellegibile a tutti – è anche vero che, di fronte a talenti del calibro di questi ragazzi, ci starebbero bene commenti più articolati, più tecnici, più profondi del “Che bravo! Che meraviglia! Che Talento!”. Se il livello delle esibizioni è alto, sarebbe piacevole mantenere alto anche quello dei commenti. Tanto più che è un charity sull’eccellenza, come quella di UNICEF. Eccezioni Malika Ayane e Beppe Vessicchio, su tutti.

Peccato che il charity porti con sé sempre una chiave melodrammatica, come se solo la lacrima portasse alla donazione. E se il racconto è tarato sulla commozione, è importante il controcanto della conduzione: un’arte in cui Fabrizio Frizzi era maestro e le sue edizioni di Telethon lo dimostrano. In questo senso, Gabriele Corsi è una benedizione: è l’unico a condurre, a essere sul palco, ad avere presente quello che sta succedendo, ad abbattere il velo di perenne retorica che invece intessono gli interventi di Serena Autieri che purtroppo non riesce a bucare lo schermo, sempre così immersa nella versione televisiva che ha di sé.

Se si è senza ‘veli’ e senza filtri si vede, la tv in questo non mente: Gabriele Corsi appartiene alla categoria dei conduttori veri, capaci di gestire palco, ospiti, pubblico in sala e telespettatori, che sa seguire la scaletta senza farlo vedere e sa anche improvvisare (“E’ la prima volta che la Polizia ci insegna come tagliare la corda” commenta con un sorriso alla fine dell’esibizione di un poliziotto mago; se l’ha pensata prima, l’ha scritta bene; se gliel’hanno scritta, bravi gli autori). Sdrammatizza ed emoziona, è attore e presentatore, riuscendo a essere sempre credibile: rivedere la sua promozione della Pigotta per credere.

Il programma tv in sé ha uno schema consolidato e di edizione in edizione sarà difficile modificarlo: quello che può cambiare è però la chiave, il taglio narrativo, che non deve essere stravolto ma deve essere rinfrescato (anche nella messa in scena, che questi blu intensi hanno un po’ scocciato). E in quanto a freschezza, Gabriele Corsi non è secondo a nessuno, men che meno a chi è sceso dall’alto dei satelliti. Una conduzione di peso, in diretta, su palchi fioriti  di ‘riviera’ non sarebbe una follia. Intanto speriamo di rivederlo almeno al commento dell’Eurovision Song Contest, se non proprio sul main stage.

Prodigi 2021, tutte le informazioni sulla quinta edizione

Prodigi – La musica è vita è realizzato in collaborazione con UNICEF ed Endemol Shine Italy, è in programma mercoledì 17 novembre alle 21.20 su Rai 1, ha come set il Teatro 1 di Cinecittà World con la conduzione di Serena Autieri, già conduttrice della scorsa edizione, e di Gabriele Corsi, al suo debutto.

Si esibiscono nove talenti tra i 10 e i 16 anni, accompagnati nelle loro esibizioni dall’orchestra giovanile “Sesto Armonico” diretta dal Maestro Matteo Parmeggiani. La giuria è composta da Malika Ayane e il Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia Peppe Vessicchio per il canto, Ermal Meta e Laura Marzadori, primo violino dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, per la musica, Samantha Togni e Luciano Cannito per la danza. Guest star della giuria Flavio Insinna, già conduttore delle precedenti edizioni del programma. La giuria indicherà per ciascuna categoria –  musica, danza, canto – il migliore che andrà quindi in finale: il vincitore sarà invece scelto da una giuria tecnica composta da cento esperti nel campo delle tre categorie e conquisterà una borsa di studio offerta dall’UNICEF Italia.

I fondi raccolti dall’UNICEF durante il programma sosterranno i programmi contro la malnutrizione dei bambini e per combattere il COVID- 19. I telespettatori possono sostenere l’UNICEF donando 2 euro al 45525 con SMS da cellulare Wind Tre, TIM, Vodafone, Poste Mobile, Iliad e CoopVoce; 5 euro al 45525 con chiamata da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile; 5 o 10 euro al 45525 con chiamata da rete fissa TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb; sarà possibile anche effettuare una donazione regolare di 9 euro mensili telefonando al numero verde 800 07 06 06.

Prodigi – La musica è vita è un programma di Rai1, realizzato in collaborazione con UNICEF ed Endemol Shine Italy, scritto da Emanuele Giovannini, Leopoldo Siano, Ermanno Labianca, Emiliano Ereddia, Francesco Valitutti. La Direzione Artistica è di Peppe Vessicchio. La regia è di Maurizio Pagnussat.

Prodigi 2021, vincitore Silvestro Palmiero

Prodigi 2021 finalisti

I finalisti sono stati: per il canto Martina Luci, che ha cantato Imagine; per la danza Silvestro Palmieri che ha ballato un contemporaneo su musice di Čajkovskij; per la musica la pianista Monica Zhang.

L’Orchestra dà una borsa di studio di 6000 euro, per merito, al fagottista Daniele Falco

La giuria tecnica però assegna il titolo di vincitore, e l’annessa borsa di studio, al ballerino Silvestro Palmiero.

Prodigi 2021 vincitore