Primo Canale russo, irruzione durante il Tg: “Vi stanno mentendo!”

Una dipendente del Primo Canale russo fa irruzione durante il Tg delle 21 protestando contro la guerra e la propaganda putiniana.

UPDATE 15.45 – 15 marzo 2022

Marina Ovsyannikova, l’ex dipendente del Primo Canale russo di cui non si avevano notizie dall’arresto, è comparsa in una foto scattata dall’avvocato che l’assiste in Tribunale. Lo scatto, postato su Telegram dal legale, Sergei Badamshin, è stato fatto proprio nel palazzo di Giustizia. Lo riporta la Novaya Gazeta.

14 marzo – 21.00 ——–

Fuori programma durante l’edizione delle 21.00 del Tg di Pervyj Kanal, il Primo Canale russo. Intorno alle 21.35 (ora russa, le 19.35 ora italiana) una dipendente dell’emittente ha fatto irruzione in studio mostrando un cartello con su scritto “No alla guerra”. Il video – non presente sul sito di Channel One, che al momento non ha caricato l’edizione integrale del Tg ma i singoli servizi – è stato postato su Twitter da Yaroslav Conway, che si definisce leader del Partito Libertario Russo (Libertarian Party – Либертарианская партия России (ЛПР)).

“Fermate la guerra*. Non credete alla propaganda. Vi stanno mentendo”

si legge nel cartello (stando a una sommaria traduzione automatica). La sigla che si intravede in chiusura del cartello è “Russi contro la guerra”. A esibirlo Marina Ovsyannikova, produttrice tv  – secondo altre fonti, redattrice – dipendente (ormai ex) di Pervyj Kanal. Già online una pagina Wikipedia che ne racconta l’azione e che dà notizia del suo arresto: stando a quanto riportato da The Insider, la donna è stata condotta al dipartimento di polizia di Ostankino dove, con molta probabilità, è stata accusata non solo di aver violato le norme contrattuali in quanto dipendente del canale, ma anche di aver violato il Codice dei reati amministrativi sulla censura militare per aver screditato le forze armate russe.

La stessa Marina ha registrato un video prima dell’incursione. La donna racconta che il padre è ucraino, chiama a raccolta i russi perché manifestino contro la guerra e dichiara di vergognarsi di lavorare per la propaganda del Cremlino, ribadendo la sua contrarietà alla guerra.

“Quello che sta accadendo in Ucraina è un crimine. La Russia è l’aggressore. E la responsabilità di questa aggressione ricade sulla coscienza di un solo uomo: Vladimir Putin. Mio padre è ucraino, mia madre è russa e non sono mai stati nemici. La collana che indosso (che unisce le due bandiere, ndr) è segno che la Russia deve porre fine immediatamente a questa guerra fratricida. I nostri popoli fratelli potranno costruire la pace. Sfortunatamente, ho passato molti degli ultimi anni lavorando per Channel One, facendo propaganda al Cremlino e me ne vergogno profondamente. Mi vergogno di aver permesso che dalla Tv arrivassero nelle case tante bugie. Mi vergogno di aver permesso la zombificazione del popolo russo. Siamo rimasti in silenzio nel 2014 quando tutto questo era appena iniziato. Non abbiamo protestato quando il Cremlino ha avvelenato Navalny. Abbiamo semplicemente osservato in silenzio questo regime all’opera. E ora il mondo intero ci ha voltato le spalle. Le prossime 10 generazioni non basteranno per lavar via la macchia di questa guerra fratricida. Noi russi siamo persone intelligenti. Solo noi abbiamo il potere di fermare questa follia. Protesta! Non avere paura! Non possono arrestarci tutti!”.

Di Marina, però, non si hanno più notizie dal momento dell’arresto: gli avvocati che hanno cercato di raggiungerla dicono di non essere riusciti a contattarla.

L’incursione in diretta è stata a dir poco inattesa per il Primo Canale russo, il cui telegiornale si presenta come una sequela di servizi sulle ‘operazioni militari speciali russe’ a ‘sostegno’ della popolazione ucraina sotto scacco – secondo la propaganda russa – dei ‘nazionalisti ucraini’. La giornalista alla conduzione,  Ekaterina Andreeva, stava lanciando un servizio sull’incontro tra il Primo Ministro russo e il suo collega bielorusso in merito alla collaborazione tra i due paesi e al controllo dei confini quando è avvenuta l’irruzione. La regia ha staccato, mandando in onda un servizio e il tg è poi proseguito con la consueta propaganda.

Pervyj Kanal sta indagando sull’incidente avvenuto in diretta tv con l’ingresso di un estraneo in studio“, riferisce l’agenzia di stampa russa TASS. Seguiremo gli sviluppi.

 

 

* Il testo originale è questo:

“остановите воин[a?] не берите пропаганде здесь вам врут”.