Porta a porta e la mezza bufala della puntata sulle donne senza donne. Storia di un caso che non c’è

Porta a porta nella bufera per la puntata del 9 novembre. Ma la realtà è ben diversa da quella proposta da un singolo fotogramma

Bruno Vespa e tre ospiti, tutti uomini, con alle spalle un videowall che presentava un titolo che lasciava ben poco spazio alle interpretazioni: “Lavoro, perché le donne sono penalizzate”. Immagine perfetta per scatenare la polemica e generare un’insurrezione di massa, assai distante però dalla realtà dei fatti. La puntata di Porta a Porta del 9 novembre scorso ha tenuto banco per un fotogramma, isolato e rilanciato sui social privo del suo contesto. Un contesto ampio, articolato che se evidenziato magari non avrebbe evitato legittime osservazioni al programma, ma che al contempo avrebbe ridimensionato l’episodio.

Già perché parliamo di un frammento di appena 9 minuti su un totale di un’ora e venti, inclusi all’interno di un confronto con il ministro del lavoro Andrea Orlando, rimasto in onda per 54 minuti. La trasmissione è poi proseguita con uno speciale su Il Volo, celebrato fino ai titoli di coda.

Tradotto: la puntata di martedì scorso non era dedicata alle donne e alla loro difficoltà di trovare un’occupazione. L’argomento, al contrario, ha fatto capolino dopo che in studio si era parlato di covid, green pass, reddito di cittadinanza, taglio delle tasse e, addirittura, di corsa al Quirinale.

Motivata dunque la partecipazione dell’infettivologo Matteo Bassetti e del direttore di Repubblica Maurizio Molinari che presentava il suo nuovo libro sulla crisi globale. I due hanno fatto comunque da contorno, nel corso di un confronto che, come detto, vedeva al centro il ministro.

Arrivati al momento clou, dedicato appunto alle donne, lo stesso Orlando è stato interrogato da Vespa. “Abbiamo promosso uno stanziamento di 50 milioni per iniziare ad incentivare le imprese che fanno più attenzione a questo aspetto”, ha spiegato. “Ma dovremmo risolvere anche il problema delle infrastrutture sociali. Là dove ci sono più asili nido e servizi per anziani, le donne fanno più carriera e sono più occupate. Sembra una banalità e non lo è. Inoltre, le donne sono quelle che hanno più contratti a tempo determinato e sono state quelle più penalizzate dalla pandemia”.

Bassetti, interpellato, si è limitato a raccontare rapidamente la sua personale esperienza: “La sanità è un settore molto al femminile, è forse uno dei settori dove le donne sono più presenti. Nel mio gruppo sono quasi tutte donne e hanno ruoli importantissimi“. Stop.

Certo, una donna al tavolo non avrebbe sfigurato, tuttavia il fatto che seduti ci fossero solo maschi è stato assolutamente casuale. Sarebbe stato pertanto assurdo non sottoporre la problematica ad Orlando per una mera questione di principio.

Insomma, per lanciare un’accusa di maschilismo a Vespa bisognerebbe  analizzare molteplici appuntamenti di Porta a porta e contare il numero di donne invitate. Un esperimento svolto ad esempio con  Otto e mezzo dove la predominanza di ospiti maschili è ormai un dato acquisito.

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Porta a porta è il talk show ormai storico della seconda serata di RaiUno, in onda dal 22 gennaio 1996 (inizialmente solo al lunedì e mercoledì, poi dal lunedì al giovedì) con la conduzione di Bruno Vespa.

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