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Pigiama Rave, Saverio Raimondo si scatena (e diverte) in smartworking

Il comico romano convince al debutto su Rai4 confezionando un late night show davvero molto ben scritto e zeppo di fugaci ospitate

pubblicato 7 Dicembre 2020 aggiornato 8 Dicembre 2020 01:36

Quando si libera dalle briglie istituzionali di Bruno Vespa e Massimo Gramellini, Saverio Raimondo torna a fare il Saverio Raimondo, quello che gli appassionati di stand up comedy hanno imparato a conoscere ed apprezzare negli anni. Con Pigiama Rave tuttavia registra un salto di qualità nel linguaggio (molto più ripulito rispetto ai tempi della stand up) e nella scrittura, nonostante la formula artigianale e il canale non di primissimo piano, ovvero Rai4.

La struttura ricalca quasi in tutto e per tutto il Covid Late Night che il comico romano si era inventato sul suo canale Youtube nel corso del primo lockdown. Raimondo conduce comodamente in pigiama da casa sua, supportato a distanza dal regista Massimo Caliendo, che alla fine assume il valore di Andrea Zalone per Maurizio Crozza, ovvero di autentica spalla.

Sin dalle prime battute Pigiama Rave promette benissimo. Raimondo scende da una scala a gradini con in sottofondo la colonna sonora dell’ultimo Festival di Sanremo, promettendo che il programma non chiede un euro di canone ai cittadini, ma anzi che lo finanzia in quanto per realizzarlo sta pagando la luce di casa sua (da qualche anno com’è noto il canone Rai viene inserito nella bolletta della corrente elettrica).

La serata si rivela una piacevole e veloce chiacchierata tra amici e nuovi conoscenti. Come per esempio Frankie Hi-nrg Mc, del quale Saverio Raimondo promuove il singolo Nuvole con la tecnica della preterizione, comunicandogli che non ne parlerà in quanto ha perso a scacchi con la campionessa italiana Marina Brunello, che probabilmente non sarebbe mai stata invitata se non ci fosse stato l’exploit della serie Netflix La regina di scacchi.

Ma in Pigiama Rave emerge l’attaccamento alla cultura nazionalpopolare di Raimondo, ancora con continui rimandi al Festival della Canzone italiana: il comico fa giocare il rapper a scacchi in quanto glielo aveva visto fare proprio sul palco dell’Ariston con Simone Cristicchi. Poi introduce una divertente rubrica a tema Sanremo chiamata Spoiler Alert, con battute piuttosto riuscite (“Le signore con pellicce di visone saranno abbattute“), ma che fanno ridere chi è davvero sul pezzo. Esilarante l’innesto di Gigi Nardini, ovvero l’immancabile sosia di Luciano Pavarotti, presente ad ogni esterna in Riviera, a dimostrazione dell’attenzione di Raimondo per i dettagli, per il contorno che qui acquista centralità.

A differenza di Una pezza di Lundini, in Pigiama Rave non si finge che il Covid non esista ma lo si prende in giro con raffinatezza. A tal proposito il conduttore ingaggia una battaglia per l’abolizione dell’anno bisestile, promettendo per i nati il 29 febbraio dei “compleanni di ristoro“. La dichiarazione diventa divertente quando Saverio si collega con il surfer Leonardo Fioravanti direttamente dalle Hawaii, che ha una nipote nata proprio quel giorno (“Prometto che uscirò da una torta per lei, anzi da una crostata“, dimostrando una notevole autoironia sull’altezza).

Ma la parte migliore della serata è la passerella mancata di signore dell’alta borghesia milanese assente per ovvi motivi oggi alla Prima della Scala. Quando dietro Marinella Di Capua si intravede lo sfarzoso e immenso salotto  dal quale è collegata Raimondo commenta “Sembra uno spot per la patrimoniale“, una battuta da manuale che non fa capire allo spettatore se gli fosse venuta spontanea o invece fosse stata scritta a tavolino (il programma peraltro è davvero ben scritto).

Pigiama Rave si rivela nel complesso una bella sorpresa, che tuttavia nella prima puntata non è stata esente da sbavature. Ad un certo punto della trasmissione è passata la scritta in sovrimpressione “Il racconto delle avventure di Arturo di Corinto continuerà nella prossima puntata di Wonderland“, (ovvero il programma predecessore in quella fascia, una delle poche produzioni originali di Rai4). Lo stesso comico è incappato in una gaffe religiosa quando la manager del lusso Claudia Granati Bucellati si è immersa nella sua grande vasca idromassaggio completamente agghindata da Prima, commentando “Ma che è, il battesimo nel Getsemani?“, ma probabilmente si riferiva al fiume Giordano nel quale era stato battezzato Gesù, in quanto nel campo del Getsemani invece fu arrestato.

Al netto della momentanea inutilità apporti dei due rider Tommaso Faoro e Guia Scognamiglio, che hanno un po’ abbassato il ritmo della trasmissione e dell’ospitata di Margherita Vicario, completamente avulsa dallo spirito del programma, Pigiama Rave ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento irrinunciabile del lunedì sera, oltre che un secondo capitolo per la carriera di Saverio Raimondo.

 

Pigiama Rave, anticipazioni prima puntata 7 dicembre 2020

C’è grande curiosità per questo Pigiama Rave, late night show in onda su Rai4 che segna il debutto alla conduzione dello stand up comedian Saverio Raimondo per viale Mazzini. Il programma andrà in onda stasera alle 23.15 ogni lunedì.

Collegato rigorosamente da casa, Raimondo ospiterà nella sua trasmissione personaggi del mondo dello, spettacolo, della cultura e della musica che parleranno anche loro dalle proprie abitazioni. Ognuno di loro sarà invitato a mostrare angoli insoliti della propria dimora, naturalmente con un tono molto scanzonato.

Il comico romano aveva già dimostrato di saper fare di necessità virtù in un periodo difficilissimo anche per la sua categoria: dal nulla durante il lockdown si era inventato sul suo canale Youtube il Covid Late Night, un late night show rudimentale ma con un buon ritmo e ospiti di rilievo, tra i quali Giancarlo Magalli. Pigiama Rave nasce proprio da quest’esperimento, in quanto il capo intrattenimento Palomar (che produce il programma) Marco Cingoli durante quei mesi si era imbattuto nella creatura di Raimondo.

Per chi non conoscesse il comico romano, ripercorriamone le orme. Nonostante la giovane età (è nato nel 1984), è sulle scene dal 2002, debuttando come autore per Serena Dandini in Bra – Braccia rubate all’agricoltura. Nel 2010 è ospite di Tetris su La7 e successivamente approda su Rai3 in Stiamo tutti bene al fianco di Belen Rodriguez. Due anni dopo partecipa a Un due tre stalla di Sabina Guzzanti e l’anno successivo affianca la sorella Caterina a Mtv ne La prova dell’otto, una sorta di Boris dei programmi di intrattenimento. Sempre nel 2013 entra a far parte del cast di Glob su Rai3 e de La Gabbia di Gianluigi Paragone. In quest’ultima occasione probabilmente la sua popolarità comincia a farsi largo, facendosi notare per i suoi interventi efficaci ma totalmente senza filtri (ne ricordo uno sulla reiterazione di una parola inerente al sess0 orale, che in questo modo perderebbe la sua carica discriminatoria nei confronti di una donna).

Ma è dal 2015 che Comedy Central inizia a puntare su di lui, affidandogli per quattro anni CCN – Comedy Central News, una rubrica di stand up comedy travestita da telegiornale. Nello stesso anno in esclusiva sul sito della Rai conduce il Dopofestival al fianco di Sabrina Nobile, ma probabilmente in viale Mazzini si accorgono di aver fatto il passo più lungo della gamba ingaggiando un comico che non conosce inibizioni nel linguaggio, a tal punto che alcune puntate spariscono dal portale (per poi tornare consultabili, si imputò la causa a problemi tecnici).

Proprio questa esperienza tuttavia si rivela fondamentale per il suo special Netflix Il satiro parlante uscito nel 2019, nel quale racconta tutte le difficoltà legate a quel progetto (soprattutto quando un dirigente Rai si chiede cosa sia lo squirting, nominato naturalmente da Raimondo in trasmissione).

Negli ultimi due anni in realtà la Rai più mainstream pare essersi innamorata di Saverio Raimondo: dal 2018 è ospite de Le parole della settimana di Massimo Gramellini, mentre dall’anno successivo addirittura di Bruno Vespa a Porta a Porta. L’impressione tuttavia è che il comico in tali contesti decisamente rassicuranti abbia iniziato a contenersi fino a istituzionalizzarsi, perdendo quella carica trasgressiva che lo rende unico.

L’auspicio è che con questa trasmissione su Rai4 torni a dimostrarsi un battitore libero ma soprattutto, sembra lapalissiano dirlo, a farci ridere dal momento che questa stagione televisiva è comprensibilmente avara di nuove produzioni e di conseguenza di programmi comici. Le uniche eccezioni sono rappresentate da Una pezza di Lundini, che dopo un avvio spumeggiante si è lentamente accartocciato nel suo surrealismo (Valerio Lundini ed Emanuela Fanelli hanno un ottimo potenziale) e da Geppi Cucciari con Che succ3de?, praticamente un ibrido tra  G’Day e Rai Pipol ma finora divertentissimo.