Pierluigi Diaco: “So accettare le critiche e non è vero che litigo con i colleghi”. E sugli ascolti di Ti sento…

Pierluigi Diaco parla della sua tv “distesa e dolce” e risponde alle voci sulle sue liti con collaboratori e colleghi

Intervistato dal quotidiano Il Giornale, Pierluigi Diaco parla di Ti sento, il programma che conduce su Rai2, in onda in seconda serata ogni martedì (stasera a fare da traino sarà, eccezionalmente, La caserma e non Stasera tutto è possibile). Un prodotto nel quale “abbiamo puntato molto sulla confezione” e che finora ha fatto registrare ascolti superiori alla media, considerando anche gli altri esperimenti testati in seconda serata, da Una pezza di Lundini a Voice Anatomy di Pino Insegno:

Le prime quattro puntate hanno avuto una media del 4,6% (375 mila telespettatori, Ndr): 2,1 punti in più rispetto ai mesi precedenti in quella fascia oraria“, esulta Diaco, che stasera intervisterà Sabrina Salerno e che negli ultimi due appuntamenti stagionali ospiterà invece Massimo Lopez e Cristina D’Avena (in onda dopo Sanremo, il 9 marzo). A proposito delle polemiche che lo hanno riguardato negli scorsi mesi, quando era alla guida di Io e te su Rai1, Diaco spiega:

Tutta la narrazione che c’è stata su di me la scorsa estate non corrisponde a verità: è stato il frutto di una sorta di pigrizia di alcuni colleghi giornalisti, anche dei media tradizionali, che basano gli articoli su pochi tweet. Ma io non ho mai ceduto e non voglio cedere al ricatto degli odiatori dei social.

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Dopo essersi detto “felice di essere un giovane vecchio e di fare una tv dolce, distesa, dilatata“, Pierluigi Diaco garantisce che con Matano, “come ha puntualizzato Alberto in un’intervista, non c’è mai stato alcun problema” e che “basta riguardare le puntate di Io e te per constatare che” le liti con i collaboratori di cui si è parlato “sono tutte falsità“:

Certo, io sono una persona scrupolosa ed esigente, prima con me stesso e poi con la mia squadra.

Dunque, come si spiega l’accanimento – come lo definisce Laura Rio de Il Giornale – contro di lui?

Lavoro in radio e in tv da quando avevo 15 anni. È naturale essere destinatari di apprezzamenti, di giudizi o pregiudizi. Non rispondo mai a nessuno perché chi fa questo mestiere deve saper incassare le critiche. Però resta singolare che ci sia così tanta attenzione su un programma in onda alle due del pomeriggio.

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