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Partita del cuore, il dirigente della Nazionale Cantanti ora si difende: “Querelo Ciro e Aurora dei The Jackal, ecco cosa è accaduto veramente”

Sessismo nella Nazionale Cantanti? Ecco la versione dei fatti di Gianluca Pecchini, il dirigente che si è dimesso pochi giorni fa

Vi ricordate la polemica per il caso Aurora Leone alla Partita del cuore (trasmessa per la prima volta su Canale 5 – con flop di ascolti)? Sembra passata un’eternità ed invece è soltanto pochi giorni fa. Nelle scorse ore la vicenda si è arricchita di qualche dettaglio, con la versione dei fatti di Gianluca Pecchini, il dirigente 68enne della Nazionale Cantanti che si è dimesso dopo le accuse di sessismo nei suoi confronti.

Pecchini, infatti, ha rilasciato una intervista a Tpi, dove ha, tra le altre cose, annunciato l’intenzione di portare in tribunale Aurora Leone e Ciro Priello dei The Jackal. La sua ricostruzione di quanto accaduto alla cena della vigilia della Partita del cuore inizia così:

Vedo due persone che non conosco perché non le avevo invitate io: Ciro e Aurora. Di questo mi assumo la colpa: non sapevo chi fossero, forse da lì è scattato il reato di lesa maestà. Ho detto: ‘Questo è il tavolo della Nazionale Cantanti, vi potete mettere a un altro tavolo?’. Un tavolo che era a un metro eh, non chissà dove (… ) ho invitato entrambi a spostarsi. Guardi che quella sera a un altro tavolo c’era anche un grosso imprenditore che avrebbe giocato l’indomani con l’altra squadra. Non era neppure lui al tavolo con i cantanti ed era un uomo.

Pecchini, che tra le ‘prove’ della sua innocenza cita anche il fatto di avere tre figlie femmine, continua il suo racconto, tirando in ballo anche Fanpage, la testata che ha dato per prima risalto alla denuncia di Aurora, affidata ad una serie di stories pubblicate su Instagram:

Loro, da quel che ho capito dopo, sono gestiti da Vincenzo Piscopo, l’editore di Fanpage. Piscopo chiama due volte la responsabile di sala, Augusta Gay, protestando per il trattamento riservato ad Aurora e Ciro e dicendo altro che non voglio riferire perché lei sarà mia testimone quando farò querela per togliermi di dosso tutto questo fango che penso di non meritare

Pecchini chiude la sua difesa domandosi perché, visto che “c’erano i due dirigenti della fondazione Candiolo (la fondazione attraverso la quale Ciro e Aurora sono stati invitati alla Partita del cuore, Ndr) al tavolo con me, non l’hanno detto a loro?” e perché non si sono alzati e non abbiano denunciato a loro il fatto che “sono un maleducato o un sessista“? Domande alle quali per il momento non esistono risposte, visto che Ciro e Aurora hanno deciso di non replicare.

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