Paola Marella: “Racconto su La7d storie di donne con tumori al seno, in tv ormai si parla solo di Covid”

L’intervista di Blogo a Paola Marella, che con Donne – Storie che ispirano porta in tv, su La7d, il tema del tumore al seno metastatico

Dimenticate case, affitti e arredi. Paola Marella cambia pelle e stavolta si presenta in tv nel ruolo di intervistatrice di donne con storie… che ispirano. Alla vigilia della messa in onda della prima delle quattro puntate di Donne – Storie che ispirano, su La7d ogni domenica, da domani 22 novembre, alle ore 18.20, Blogo ha intervistato la interior designer diventata popolare grazie a programmi come Cerco/Vendo casa disperatamente. Si tratta di una docu-serie nata nell’ambito della quarta edizione della campagna Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico, promossa da Pfizer con il patrocinio di Fondazione AIOM e in collaborazione con Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia (tutte le informazioni sulla campagna sono disponibili sul sito www.voltatiguardaascolta.it)

Sono quattro interviste a quattro donne con tumore al seno metastatico, Nicoletta, Rossella, Ilaria e Paola. Attraverso una scatola che contiene quattro oggetti importanti per la protagonista, raccontano gli obiettivi raggiunti nonostante la malattia. È la prima volta che si porta un tema del genere in televisione e noi proviamo a trattarlo in modo lieve. Nel senso che le nostre sono donne che riescono a parlare con intimismo della loro vita e dei traguardi raggiunti, senza ansia e tristezza. Ovviamente non vengono nascoste le difficoltà, lo sconforto per la prima diagnosi, ma queste quattro straordinarie donne non sono la loro malattia. E poi parliamo di prevenzione, che è molto importante.

Nicoletta, una delle protagoniste, è stata colpita anche dal covid, per fortuna asintomatico. Oggi in televisione sembra molto complicato riuscire a parlare di altre malattie.

Esatto, sembra quasi che non si possa parlare di altro che non sia covid. A Nicoletta le hanno trovato il coronavirus e ha dovuto interrompere le cure. Vorrei che si capisca che purtroppo ogni giorno ci sono 500 morti per tumore.

Ora diranno che Paola Marella è negazionista.

Per carità, le sta parlando una che è appena uscita dal covid e che l’ha preso in forma complicata, perché mi ha preso al cuore e mi porterò avanti per qualche mese la miocardite. Ma per fortuna sono stata curata bene a casa. Non è questione di negazionismo, dico che il covid non va sottovalutato, che bisogna rispettare le regole, bisogna curarsi da subito, ma aggiungo che quest’anno a marzo ho dovuto fare un intervento oncologico (nel 2012 ho avuto un carcinoma al seno, Ndr) e l’ho potuto fare privatamente solo perché ho un’assicurazione. Diversamente non so se me l’avrebbero fatto. Insomma, io vorrei – senza che mi venga attaccata l’etichetta di negazionista – che venga accesa una lampadina su questo aspetto: ci sono malati che, covid o non covid, devono essere curati.

La televisione italiana è un po’ troppo schiacciata su un unico tema, quello del covid?

Mio figlio vive a Londra e mi dice che la tv inglese non vive il problema covid 24 ore su 24. Nella tv italiana si parla solo di quello, siamo bombardati h24. Io la sera ho bisogno di alleggerire la testa, per fortuna ci sono serie meravigliose o programmi come Propaganda Live, Crozza o varietà. Un po’ di luce in fondo al tunnel la si deve vedere.

Paola Marella per il pubblico televisivo significa case, arredamenti, design. Donne – Storie che ispirano è solo una parentesi?

La prossima settimana registrerò la nuova serie di A te le chiavi per La7 e poi riprenderò Un sogno in affitto per Sky. Quindi continuerò con i miei programmi, ma la verità è che io da bambina volevo fare medicina, ne sono sempre stata appassionata. In questo progetto ci ho messo tutta me stessa, mi sono sentita molto coinvolta, anche per il mio vissuto. Come intervistatrice non so se io sia stata brava o meno, ovviamente non è il mio lavoro, ma le quattro donne mi hanno regalato qualcosa che porterò per sempre nel cuore, davvero. Come recita il titolo, sono donne che danno ispirazione.

Ha citato A te le chiavi. Immagino che cambierà collocazione nel palinsesto di La7, visto che da domenica scorsa la rete alle 14.00 ha piazzato L’aria di domenica con Myrta Merlino…

Ci metteranno da qualche altra parte, credo a partire da febbraio 2021, lo scoprirò nei prossimi giorni. È un branded content, è un progetto piccolino e l’anno scorso – secondo me, complice il covid – abbiamo fatto ascolti importanti.

Un sogno in affitto, invece?

Continuerò a portare in giro una persona conosciuta a vedere case da sogno. Lo stiamo già registrando, continueremo a farlo anche in primavera per la parte del programma più estiva. Andrà in onda tra maggio e giugno 2021.

A causa del lockdown inevitabilmente si parla sempre di più di casa.

Con il lockdown abbiamo vissuto pienamente e in sincro la casa, come mai era stato fatto negli ultimi 20 anni. Prima uscivi di casa al mattino e ci rientravi la sera, adesso le cose sono cambiate. Ci siamo resi conto che le nostre case vanno riviste, ci vogliamo metter mano. Ne abbiamo scoperto pregi e difetti. Non a caso, l’arredo sta andando nella direzione di mobili che siano anche elementi divisori, che aiutino a dividere gli spazi, soprattutto se le case sono piccole.

E con lo smart working in televisione abbiamo visto molte librerie (e non solo) alle spalle degli ospiti collegati da casa. È rimasta colpita da qualcosa in particolare?

Da nulla in particolare (ride, Ndr). A parte Cottarelli – che mi è molto simpatico – che si collega da una mansarda molto poco arredata e forse Cacciari – che trovo uomo di grandissima cultura e con fascino – che dietro fa intravedere qualcosa di suo. Invece molti sfondi sono studiati. Servirebbe un tocco di colore in più, magari mettendoci alle spalle una parete con dei quadri, io lo faccio sempre.

Foto | Giuseppe Foglia

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