Home Notizie Paddington in tribunale: gli eredi di Michael Bond e StudioCanal citano Spitting Image per la parodia “scorretta”

Paddington in tribunale: gli eredi di Michael Bond e StudioCanal citano Spitting Image per la parodia “scorretta”

Gli autori dei film di Paddington e la fondazione dell’autore del celebre personaggio Michael Bond hanno avviato un’azione legale contro Avalon per una parodia YouTube in cui l’orso diventa un podcaster sboccato tra droghe e pubblicità di armi.

8 Ottobre 2025 13:00

Sta diventando un caso eclatante quello del popolarissimo orso Paddington, uno dei simboli londinesi cui la popolazione è più affezionata, al centro di una vicenda senza precedenti che potrebbe fare giurisprudenza.

Chi è Paddington

Vale la pena ricordare chi sia Paddington. L’Orso Paddington nasce nel 1958 dalla penna di Michael Bond nel libro A Bear Called Paddington. È un orsetto che dal Perù arriva a Londra con valigia, cappello e un avviso: “Per favore, abbiate cura di questo orso”. Viene trovato alla stazione di Paddington dalla famiglia Brown, che lo accoglie con gentilezza. Ama la marmellata d’arance, è educatissimo ma incline a combinare pasticci per via della sua ingenua curiosità.

Il suo look — un duffle coat blu e cappello rosso — diventa iconico quanto il suo umorismo garbato. Diventerà uno dei simboli di Londra, che lo ha ricordato con statue e monumenti festosi. Uno, in bronzo, si trova all’interno della stazione ferroviaria che gli ha dato il nome a poca distanza dei vecchi padiglioni espositivi della fiera internazionale della quale fu mascotte ufficiale.

Doppiato da Ben Whishaw, Paddington con gli anni è diventato un ambasciatore pop della gentilezza britannica. Un personaggio che rappresenta il tema dell’accoglienza e del viaggio parlando a bambini e adulti con tatto e leggerezza.

L’affetto del pubblico per questo orso, presente in tutte le case, appeso a milioni di cartelle e di zaini degli studenti dell’obbligo, è stato rievocato nel 2022 con il video del Giubileo di Platino: invitato a Buckingham Palace Paddington prenderà il tè con Elisabetta II offrendole un panino alla marmellata che lei, puntualmente, tirerà fuori dalla sua borsetta.

Quella scena, diventata virale e poi commovente omaggio dopo la scomparsa della Regina, sigilla l’importanza culturale di Paddington che saluterà la Elisabetta dicendole… “grazie del suo servizio”. E lei, che per forma non può e non deve mai ringraziare, gli risponderà…. “sei molto gentile”.

La causa dell’orso Paddington

Secondo quanto è emerso, StudioCanal – titolare del brand e dell’immagine di Paddington, e la fondazione di Michael Bond hanno depositato all’Alta Corte un’azione contro Avalon, la società proprietaria di Spitting Image, invocando violazioni di copyright e di immagine. I dettagli non sono pubblici, ma il cuore della disputa è l’uso del personaggio e dell’identità di Paddington in un contesto ritenuto degradante e potenzialmente confusionario per il pubblico.

Paddington, una parodia che fa discutere

Nel format YouTube The Rest Is Bullsh*t!, un pupazzo identico a Paddington co-conduce un podcast (accanto a un “Prince Harry” in lattice). E al microfono bestemmia, pubblicizza pistole e robot sessuali, alludendo all’uso di cocaina e sfoggiando un marcato accento sudamericano. Una cosa lontanissima dall’immagine rassicurante che per oltre cinquant’anni l’orso ha rappresentato per gli inglesi.

Il bersaglio satirico ufficiale sarebbero i podcast “The Rest Is History”, oltre 800 episodi in venticinque anni di storia, di fatto la rubrica inglese più ascoltata e più diffusa del mondo. Ma il perno comico resta lo stravolgimento della figura di Paddington.

Paddington e Elisabetta II
La celebre immagine della merenda di Elisabetta II e Paddington per il Giubileo del 2022 – Credits The Royal Family (TVBlog.it)

Satira vs. proprietà intellettuale

Un caso interessante. Nel Regno Unito la satira gode di ampie tutele, ma non è un lasciapassare assoluto: contano scopo, originalità, rischio di confusione, sfruttamento commerciale, danno reputazionale e integrità dell’opera. In particolare, proprio come nel caso di Paddington, per i personaggi destinati ai minori. Qui gli attori sostengono che la parodia travalichi il perimetro lecito alterando identità e valori del personaggio.

Possibili esiti e impatto sull’industria

Gli scenari vanno da un accordo extragiudiziale che porterebbe a una rimozione dei video e a un consistente assegno ma anche a una sentenza che definisca nuovi paletti su personaggi e parodie. Qualunque esito farà giurisprudenza informale per produttori, streamer e creator: se prevale la tutela del brand, cresceranno i filtri e le licenze; se vince la lettura ampia della satira, i contenuti “scabrosi” avranno ancora più spazio, e comunque più responsabilità nel dichiarare finalità e target.

In Inghilterra però la parodia non è piaciuta. E ha fatto arrabbiare centinaia di migliaia di persone che hanno vivacemente protestato on line.