Home Notizie Ornella Vanoni, la seconda età dell’oro di un’icona: come la tv ha valorizzato ulteriormente una donna simbolo

Ornella Vanoni, la seconda età dell’oro di un’icona: come la tv ha valorizzato ulteriormente una donna simbolo

Ornella Vanoni è morta a 91 anni dopo una florida carriera avendo attraversato tante vite. L’ultima, quella televisiva, le ha ridato forza e credibilità anche agli occhi di un pubblico più giovane.

22 Novembre 2025 17:16

Il cancello della sua casa a Milano è assediato da ore. Cronisti, affezionati e addetti ai lavori vogliono rendere omaggio a Ornella Vanoni e passano al cospetto della sua abitazione per cercare conforto. Dentro ci sono soltanto i familiari a cercare di mettere ordine, per quanto possibile, a pensieri e parole in un giorno così ferale. Qualcosa di utile, in un momento come questo, avrebbe potuto dirlo proprio Ornella Vanoni se non avesse scelto di congedarsi nella maniera più naturale possibile. In una notte d’inverno, sola, circondata dai ricordi e dai cimeli che compongono una vita.

Quando è il momento di tirare le somme, chiunque vorrebbe arrivare – come ha fatto lei – con un pizzico di consapevolezza in più e senza rimpianti. Difficile, ma non impossibile e la dimostrazione l’ha offerta proprio la cantante: antidiva per eccellenza, ma mai arrendevole e soprattutto mai sazia. Voleva fare, creare, lavorare: “Non posso farne a meno”, diceva. Così fra un successo senza tempo e l’altro plasmava, ancora, la propria immagine.

Ornella Vanoni e la trasformazione televisiva

Da icona della musica a donna affascinante, risuonano tremendamente attuali le parole regalate alla collega Elodie durante una puntata di Che Tempo Che Fa: “Tu hai l’intelligenza del corpo, che non vuol dire avere il cervello nelle mutande, significa che la sensualità è movimento. Tu ti muovi in un certo modo, consapevolmente. Quello che tu hai oggi ce lo avevo anch’io”. Game, set, match.

Vanoni parla di corpo non come espediente narrativo, ma come mezzo per determinare la propria presenza. Essere, vuol dire stare. Lei c’era quando la sua voce bastava per emozionare intere platee, c’era quando riempiva i teatri e c’era – soprattutto – quando avanti con gli anni poteva e voleva ancora dire la propria. Talmente libera e priva di sovrastrutture da avere la forza di determinare e determinarsi con la nascita di una nuova figura televisiva. Quella della narratrice scanzonata.

Più scanzonata delle imitazioni

Il merito, in gran parte, è di Che Tempo Che Fa. La trasmissione, nel passato recente, l’ha voluta ospite fissa nel programma. Per lei questo non era un passatempo, si trattava di vita vera. Ossigeno che Fabio Fazio le ha regalato perché sapeva che una come Ornella Vanoni era, resta e resterà sempre, un fiume in piena. Una donna che, anche da seduta, sapeva elevare il dibattito tra aneddoti, doppi sensi e frecciatine.

Ornella Vanoni
Ornella Vanoni con Ondina, il cane a cui era legatissima – Credits X @OrnellaVanoni (TVBlog.it)

La Vanoni poteva avere numerose parodie: da Virginia Raffaele a Giorgia Todrani, le quali ironicamente hanno provato a riproporre gli atteggiamenti di un’icona, più per riverenza che per semplice espediente retorico, nessuna però sarebbe stata come l’originale. Questo Ornella Vanoni, che apprezzava le imitazioni, lo sapeva e ha sfruttato quest’onda crossmediale a proprio vantaggio.

Etica ed estetica di un’icona

A proposito di intelligenza del corpo, citando ancora la metafora regalata a Elodie, Vanoni è riuscita a cambiare – anche fisicamente – senza snaturarsi. In televisione arrivava ogni giorno con un look diverso: dai capelli rossi che l’hanno resa celebre a un biondo platino che illuminava lo studio al suo passaggio. Dettagli che hanno fatto la differenza, perché – sempre citando le proprie parole – la morte l’aveva prevista, ma la vecchiaia no. Voleva vivere bene e ce l’ha fatta, da protagonista, è riuscita anche in questo.

Belve Ornella Vanoni
Ornella Vanoni e Francesca Fagnani a Belve (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Quando il fisico, per sua stessa ammissione, non le permetteva più di sostenere un intero concerto, lei cantava quattro canzoni (al massimo) e poi parlava. Raccontava sè stessa e gli altri, con quella vena disincantata e dissacrante. Memorabili, più di alcuni suoi brani, i siparietti con Renato Zero: “Tu hai lo stent o il pacemaker? Ah, lo stent. Poi ti metteranno il pacemaker”. Oppure il colloquio, senza paragoni televisivi possibili, con Gino Paoli: “Certo che tu, invecchiando, sei diventato proprio sordo”.

I siparietti con Fabio Fazio

Tutta una serie di aneddoti che resteranno nel tempo, così come le sue opere canore più celebri, per dimostrare quanto il tempo passi per chiunque. L’importante è decidere come trascorrerlo. Lei – a 91 anni – sapeva cosa voleva e l’ha ottenuto scegliendo e non facendosi, necessariamente, scegliere: “Non ho ancora – diceva a Fabio Faziola conferma sulla mia presenza nella prossima stagione. Avete annunciato tutti e a me no”, poi seguiva quel sorriso sornione che valeva più di moltissimi abbracci di circostanza.

ornella vanoni pensiero fabio fazio
Ornella Vanoni e Fabio Fazio – tvblog.it

Vanoni era questo. Certezza e riferimento perché, subito dopo le canzoni, rimane l’esempio di una donna che ha dimostrato ampiamente quale sia la differenza tra vivere e sopravvivere. In un periodo storico in cui la televisione, ma anche la società in generale, vive di folate, Ornella Vanoni è stata un tornado che ha preso il piccolo schermo plasmandolo a sua immagine e somiglianza. Le parolacce, in tv, se le potevano permettere soltanto lei e Mara Maionchi. Perchè non erano insulti, ma rafforzativi di concetto in un momento in cui chiunque parlava in punta di forchetta.

L’ultimo desiderio

Anche questa è una forma di risveglio mediatico: come dire che gli anziani, anche in televisione, non sono personalità da sottovalutare o relegare in un angolo. Ornella Vanoni, grazie alla propria forza d’animo e alla risonanza televisiva, ha dimostrato che la passione (non solo fisica, ma anche e soprattutto intellettuale) non ha età. Questo, forse, è il miglior esempio possibile: non limitarsi a incassare i colpi della vita, ma prenderla a morsi. Anzi, a parolacce e battute pungenti. Quando, davvero, non si può far altro.

Se davvero ultimo inchino dev’essere, tanto vale che sia così, con un sorriso in più dopo l’ennesima canzone senza tempo. Paolo Fresu ha già preso in mano la tromba per suonare al funerale: un ultimo saluto organizzato da tempo, con l’abito di Dior, “Ce l’ho, perchè non lo devo dire in televisione?”, all’insegna della classe e della riverenza. Senza rinunciare a quel pizzico di sana follia che ha reso ancor più bello, intenso e importante un cammino lastricato di sorprese, soddisfazioni e stravolgimenti.