Funerali di Ornella Vanoni, il biglietto di Gino Paoli e il cuscino di rose gialle
Dalla loro storia d’amore alle canzoni simbolo, fino alla lunga amicizia, alle ultime apparizioni insieme e allo struggente saluto del cantautore genovese con un cuscino di rose e un biglietto… “ciao ragazza del futuro”
In questi giorni di lutto e di ricordi, il nome di Ornella Vanoni è quasi sempre accompagnato da quello di Gino Paoli. È inevitabile: la loro è stata una storia d’amore, d’arte e di amicizia che ha attraversato i decenni, diventando parte dell’immaginario collettivo italiano. Prima la passione travolgente degli anni Sessanta, poi le ferite e le distanze, infine un affetto maturo, fatto di una lunga amicizia dettata da rispetto, memoria e piccole tenerezze pubbliche e private.
Gino Paoli e Ornella Vanoni
Quelle canzoni che oggi tornano ovunque – da Senza fine a Il cielo in una stanza, che Ornella ha spesso cantato anche nei suoi ulti i recital, passando per tanti brani cuciti addosso alla cantante, non sono solo pagine di storia della musica leggera: sono il racconto di un legame che ha cambiato per sempre il modo di cantare l’amore in italiano.
Lei interprete sofisticata, ironica, inquieta; lui autore essenziale, capace di dire tutto con poche parole e una melodia che resta addosso. Insieme hanno creato un canone sentimentale che la televisione ha amplificato, diffuso e custodito per oltre mezzo secolo.
Negli ultimi anni, mentre la carriera di Ornella si intrecciava con nuove generazioni di artisti e con una presenza fissa nei talk e nei varietà, quel filo con Paoli non si è mai spezzato. Lo dimostrano le parole di tanti amici comuni e, soprattutto, gli omaggi silenziosi arrivati proprio nel giorno dell’addio.
Il cuscino di rose gialle e il biglietto di Gino
Alla camera ardente allestita al Piccolo Teatro Grassi di Milano, tra le tante composizioni floreali una ha colpito più delle altre: un grande cuscino di rose gialle, il colore preferito di Ornella Vanoni, con un nastro verde che porta un solo nome, Gino. Poco distante, un altro omaggio firmato Famiglia Paoli. Un’immagine fortissima, già rimbalzata nei servizi dei telegiornali e nei collegamenti in diretta dalle reti generaliste e all news.
C’è poi un ulteriore cuscino, sempre di rose gialle con un biglietto non firmato: “dai tuoi ragazzi per te, ragazza del futuro” che era uno dei modi in cui sia Paoli che alcuni dei musicisti che accompagnavano Ornella Vanoni dal vivo, molto spesso in comune con il cantautore genovese, la soprannominavano per scherzo.

Senza fine
È un dettaglio che racconta più di molte dichiarazioni: l’idea di un dialogo mai davvero interrotto, di un affetto che ha superato da tempo la dimensione della cronaca rosa per diventare memoria condivisa. Quella composizione di fiori – inquadrata dalle telecamere mentre la fila di fan e colleghi scorre davanti al feretro – è destinata a diventare una delle icone visive di queste ore, come le foto in bianco e nero al piano che Paoli ha scelto per ricordarla sui social.
Anche il giorno dei funerali, con la diretta delle emittenti e i collegamenti dalle 14.45 dalla chiesa di San Marco a Brera, è probabile che le regie televisive insistano su quei dettagli: i fiori gialli, il legno chiaro della bara, gli sguardi dei familiari. In filigrana, in molti servizi, torna sempre la stessa parola: “Senza fine”.
Dalle canzoni alla tv: un romanzo sentimentale italiano
Per il pubblico televisivo, Ornella Vanoni e Gino Paoli non sono solo una pagina di biografia artistica: sono quasi un romanzo sentimentale nazionale, riscritto più volte da programmi, speciali e serate evento. Le loro canzoni hanno accompagnato decenni di varietà Rai, dagli show in bianco e nero alle grandi prime serate dei festival di Sanremo, passando per duetti, omaggi e medley che le teche continuano a riproporre.
L’ultimo progetto mancato e il futuro negli omaggi televisivi
Tra le tante voci di queste ore, ha fatto rumore anche il ricordo di Orietta Berti, che ha raccontato come Ornella Vanoni – le due erano buone amiche – stesse per registrare un nuovo brano proprio con Gino Paoli. Un progetto musicale che, se fosse andato in porto, avrebbe quasi certamente trovato spazio in tv: un duetto evento, una presenza speciale in qualche grande show del servizio pubblico, magari proprio a Sanremo o in uno speciale in prima serata.
Quella canzone, rimasta nell’aria, aggiunge un’ulteriore sfumatura di malinconia alla narrazione televisiva di queste giornate. Perché la tv, ora, dovrà colmare quel vuoto con ciò che ha a disposizione: le immagini d’archivio, i documentari, i filmati delle prove, le interviste in cui Ornella sorrideva raccontando Paoli, Strehler, gli anni della “cantante della mala” e le rivoluzioni musicali condivise.
Facendo rafting…
Tra i numerosi ricordi bizzarri di Ornella Vanoni oggi in rete sono comparse alcune sue foto recenti in casco e tuta, mentre la cantante affrontava le rapide del Brenta a più di ottant’anni suonati. Il suo team la ricorda lucidissima ed energia, pagaia in mano, mentre senza alcuna paura scendeva le rapide: per poi chiedere polenta e formaggio… “ci ha ricompensato cantando per noi proprio Il cielo in una stanza…” ricorda oggi il caposquadra di quella spedizione.