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Olimpiadi, l’esplosione nella seconda settimana. Nelle gare e in tv

Alle Olimpiadi l’esplosione degli azzurri avviene a partire dal 1° agosto. Da quel momento arrivano 8 dei 10 ori. E anche la tv ne beneficia

Una Olimpiade a due facce. Quella di Tokyo 2020 verrà ricordata soprattutto come l’edizione della metamorfosi azzurra in corso d’opera, capace di spiazzare analisti e critici che, fino all’inizio di agosto avevano posto dei dubbi sulla spedizione dell’Italia in Giappone. Perplessità legittime, perché nonostante si accumulassero bronzi in serie, era stata la medaglia più pregiata a sfuggire a più riprese.

La linea di passaggio ha una data: domenica 1° agosto. Prima dell’ora di pranzo il medagliere segnava infatti 2 ori, 8 argenti e ben 15 bronzi. Fino al ‘duetto’ di Tamberi e Jacobs che in appena dieci minuti ha raddoppiato il bottino accumulato in otto giorni.

Il cambio di rotta è stato pertanto sportivo e televisivo. Prendiamo ad esempio Il circolo degli anelli, appuntamento quotidiano che Rai2 ha trasmesso senza sosta in prima serata per tutta la durata dei Giochi. Proprio per questo motivo un termometro attendibile degli umori degli italiani.

Tralasciando il 4% di share dell’esordio (607 mila spettatori il 23 luglio), con la narrazione che si è fermata obbligatoriamente alla cerimonia di inaugurazione, il talk condotto da Alessandra De Stefano ha in seguito ottenuto il 5,6, il 6,4, il 5,6, il 7, il 6,4, il 6,3, il 6,1 e il 7,5% fino al 31 luglio.

Come detto, il primo agosto è cominciata un’altra storia. L’Italia, solo nella seconda settimana, ha totalizzato 8 ori, 2 argenti e 5 bronzi, risvegliando letteralmente una platea che, storicamente, nella seconda fase delle Olimpiadi rimaneva a guardare i trionfi altrui. E così, la sera del 1° agosto Il circolo degli anelli è clamorosamente volato al 12,5%, triplicando quasi i valori assoluti (1.885.000 spettatori), per poi collocarsi attorno al 9% fino a giovedì 5 e riesplodere al 14,6% (1.936.000 spettatori) nella serata delle celebrazioni per i primati di Antonella Palmisano nella marcia, di Luigi Busà nel karate e, soprattutto, nella 4×100. Il circolo, si è infine attestato al 10,5% sabato 7 e al 9,4 nel giorno dei saluti, con 1.289.000 appassionati raccolti davanti allo schermo.

Insomma, l’inversione ad U c’è stata ed è innegabile. Che poi sia stata magari sopravvalutata qualche pratica sportiva, sottovalutandone delle altre che al contrario si sono rivelate decisive, è altrettanto indiscutibile. Ma qui si aprirebbero altre parentesi extra-televisive.