Notte Azzurra, un triste meeting aziendale

Una Notte Azzurra per raccontare la Nazionale di Calcio alla vigilia di Euro 2020 – posticipato causa Covid – e celebrarne 100 anni di storia.

La Notte Azzurra su Rai 1 mi è sembrata, nel complesso, un triste meeting aziendale. Ho optato per un “su Rai 1” più che “di Rai 1” per evidenziare la natura ‘branded by FIGC’ di un contenuto in sé modesto nell’ideazione e nella confezione. Più che una serata-evento per fare gli auguri alla Nazionale di Calcio impegnata in Euro 2020 – con tanto di presentazione ufficiale della rosa dei convocati – è parso uno di quegli happening organizzati dalle aziende per motivare i dipendenti o per salutarli in vista delle ferie, di quelli ospitati nelle sale convegni di medio-grandi alberghi tra un buffet e un ospite musicale. E direi che siamo comunque lontani dalle grandi o mega aziende che chiamano Laura Pausini alla cena di Natale, per dire.

Tutto è stato modesto.

Modesto lo studio, con una monocromia sui toni del blu che già solitamente accompagna molte produzioni di prima serata e che qui è stata ‘esaltata’ all’ennesima potenza visti i protagonisti.

Modesti i contenuti, certo non alimentati dal cast di calciatori che non spiccano per le loro doti intrattenitive fuori dal campo e che peraltro sono abituati a dichiarazioni predefinite onde evitare danni inenarrabili.

Modesto, anzi assente, lo spettacolo, nonostante il tentativo di Amadeus di tenere il ritmo di una serata evanescente, segnata dalla laconicità dei protagonisti e soprattutto del CT Mancini, presentato come il vero padrone di casa dal conduttore. Un padrone di casa che non spicca per conversazione, ma del resto non è il suo specifico: metterlo in condizione di essere l’anima dello spettacolo è una cattiveria, per lui, per lo show, per il pubblico.

Show, dicevamo, è una parola grossa: battute, siparietti, ospiti musicali (da Sanremo con furore) sembrano avere una sola funzione, ovvero quello di sollevare lo spirito dei presenti in studio, che ridacchiano, si osservano imbarazzati nelle scenette girate con gli Autogol in ritiro, si danno di gomito ma di certo non mettono niente nella serata se non la loro presenza. Sono gli ospiti d’onore in una ‘serata d’onore’ che non ha davvero nulla, neanche lontanamente, in comune con le serate d’onore di Baudiana memoria.

Una serata in sé mesta nell’idea e nella sua costruzione, che diventa addirittura insostenibile causa pubblico in studio. Le misure anti-Covid ci hanno abituato ormai a studi vuoti, o semi-vuoti, e al loro annesso silenzio. Non un male, anzi. Anche le soluzioni con gli applausi registrati hanno mostrato nel tempo una loro efficacia. E invece Notte Azzurra ha segnato il ritorno dell’applauso compulsivo che secondo i claquers serve a sottolineare i momenti ‘clou’ del racconto, ma che in realtà è ormai usato a raffica, come se fosse un punto fermo, nell’illusione che serva a colmare i vuoti del racconto. Pare non si capisca, invece, che ne evidenza le debolezze e manifesta tutto l’horror vacui che contraddistingue da tempo il racconto tv italiano. E dire che questo anno e mezzo di pausa poteva servire a capire almeno le funzioni dell’applauso negli show dal vivo e invece si è tornati al punto di partenza. Peccato.

E peccato anche per questa Notte Azzurra, senza festa.

Notte Azzurra, la Nazionale di Calcio torna a essere racconto (o ci prova)

La Nazionale di Calcio compie 101 anni (e quasi un mese) e si prepara al calcio di inizio degli Europei 2020 per il prossimo 11 giugno e Rai 1 deduca agli Azzurri una prima serata celebrativa alla vigilia della festa della Repubblica. Notte Azzurra si presenta come un’occasione volendo un ‘pizzico’ forzata visto che l’esordio degli Azzurri è datato 15 maggio 1910, ma l’anno scorso eravamo in piena pandemia e gli Europei erano freschi di slittamento al 2021: da qui evidentemente la decisione di spostare tutto di un anno e di ‘festeggiare’ la Nazionale a ridosso del nuovo impegno internazionale di Mancini & Co. Se domenica Mancini e Vialli avevano dato il via alle ‘celebrazioni europee’ con un’ospitata a base di amarcord sampdoriano a casa di Fabio Fazio nell’ultima puntata della stagione di Che Tempo Che Fa, questa volta è Rai 1 a raccontare la Nazionale ai suoi telespettatori con una serata-evento organizzata da FIGC e Rai e condotta da Amadeus, al via alle 21.25 di un martedì che sa di sabato. Si annnuncia come un grande show ospitato dall’Auditorium del Foro Italico di Roma che vede la partecipazione del CT della Nazionale Roberto Mancini, dei calciatori convocati e di membri dello staff azzurro, come Gianluca Vialli e Daniele De Rossi.

Non solo calcio e ricordi delle glorie passate: nel corso della serata si alterneranno ospiti e cantanti, da Paolo Bonolis a Clementino, da Frank Matano agli gli Autogol, passando per Biagio Izzo, Cristiana Capotondi e alcune delle ‘star’ del Sanremo 2021 di Amadeus, come Colapesce Dimartino, Coma_Cose e Arisa. E chissà che con Cristiana Capotondi non si faccia anche un ‘recap’ della situazione del calcio femminile in Italia e del clima post ‘Partita del Cuore’ (peraltro nel primo anno lontano da Mamma Rai).

Il tutto guardando alla partita inaugurale degli Europei, che si giocherà, come detto, l’11 giugno allo Stadio Olimpico di Roma per la prima volta con del pubblico sugli spalti e che vedrà contrapposte Italia e Turchia. Un altro bel match simbolico sul piano dei diritti delle donne…

Certo che un programma dedicato alla Nazionale rimanda ai tempi di Serata Mondiale del 1994: beh, qui l’obiettivo è diverso e al centro c’è il racconto della Nazionale: a tesserlo per Notte Azzurra ci sono Ludovico Gullifa, Ermanno Labianca e Sergio Rubino, con la regia di Stefano Mignucci. In bocca al lupo alla Nazionale per gli Europei (e anche a Rai 1 per il programma…).