Notte Azzurra, ‘la vittoria’ di Marco Lollobrigida in una serata ‘avida’ e improvvisata

Con Notte Azzurra – La Vittoria Rai 1 ha cercato di cavalcare i festeggiamenti per l’Italia campione d’Europa, ma con scarsi risultati.

Se non fosse luglio inoltrato, Notte Azzurra – La vittoria sarebbe stata probabilmente organizzata e condotta da Bruno Vespa: il parterre sarebbe stato forse simile a quello visto ieri in prima serata su Rai 1, ma la costruzione narrativa sarebbe stata certo diversa, tra servizi di repertorio e contenuti realizzati ad hoc. La festa organizzata da Rai 1 in prime time per l’Italia campione d’Europa ha avuto invece il sapore dell’improvvisazione, del programma pensato solo per cavalcare l’onda della celebrazione che pure aveva avuto il suo apice sobrio e gioioso nell’incontro degli Azzurri con il Presidente Mattarella e con il Premier Draghi, con tanto di diretta tv curata da Tg1. E così la voglia di ottimizzare/spremere al massimo gli ascolti ha finito per restituire una sensazione di profonda ‘avidità’ da parte dell’Ammiraglia, come se i 18 mln di telespettatori della Finale Inghilterra – Italia non fossero bastati, come se la copertura della diretta dai palazzi della politica non fosse sufficiente, come se il (bel) Techetechetè – L’Italia s’è desta – organizzato anch’esso in fretta e furia, ma ottimamente realizzato (cfr colonna sonora della chiusura) – non fosse abbastanza.

E allora perché non organizzare una prima serata ‘a caldo’, chiamando qualche ospite di casa (cfr. Insinna, Marzullo), qualche volto generoso (Lino Banfi, con i suoi 85 anni e il suo ‘porca puttena’ claim della prima vittoria azzurra), giornalisti ed ex calciatori del team Rai. Il tutto senza la Nazionale (se non con un fugace collegamento) e senza i protagonisti che fecero l’impresa. Una cosa ancor più modesta di quel Notte Azzurra che inaugurò la missione italiana a Euro 2020: col senno di poi potrebbe aver portato bene, ma televisivamente resta una roba davvero modesta.

Nota a margine per il volto femminile: la scelta è caduta su Serena Autieri, quota entertainment e non giornalismo sportivo. Una scelta stonata. Non per la sua voce, indiscutibilmente bella, quanto per la sua attitudine, per quella continua sorpresa di fronte alla richiesta di una canzone, ma soprattutto per quella scarsa propensione all’ascolto che è invece la dote fondamentale per la conduzione, sia essa televisiva o radiofonica. Oltre la scaletta e il gobbo c’è di più; di certo non c’è, però, quell’imbarazzante troncatura dell’aneddoto di Lino Banfi, stoppato proprio mentre stava per raccontare ‘il segreto’ della notte azzurra, quel messaggio inviatogli dal CT Mancini dopo la vittoria degli Europei. Solo la tigna di Banfi ha permesso ai telespettatori di sapere cosa c’era in quel messaggio: pur di terminare il suo aneddoto, Banfi ha ignorato il cambio di argomento e ha parlato sopra i conduttori e gli applausi lanciati dal claquer. E bene ha fatto.

Questa Notte Azzurra dedicata alla vittoria dell’Italia ha sperimentato il linguaggio ibrido (non nuovo, ma qui più ibrido del solito) del talk di approfondimento sportivo e del talk tout court. Una formula cui alcune puntate ‘dedicate’ di Porta a Porta hanno aderito nel tempo proprio in occasione di grandi eventi/vittorie a tema sportivo, che in alcuni casi si ritrova nei programmi sportivi a striscia di seconda serata, ma che ieri hanno visto nel prime time Rai un ‘formato’ che ha avuto le sue parti credibili solo nel commento sportivo di Marco Lollobrigida e dei suoi colleghi giornalisti e commentatori. Un ‘Lunedì Sportivo’ senza i guizzi e la competenza di un Processo, ma con uno sguardo più rivolto alla Domenica Sportiva, con Lollobrigida che ha cercato di coniugare i registri richiesti, ovvero quello del commento tecnico e quello dell’emozione leggera, riuscendoci soprattutto dimostrando il suo ‘amore’ per Banfi e la profonda conoscenza della sua filmografia. Sul piede della retorica ha spinto invece la Autieri, apparsa fin troppo legata al gobbo e al suo ‘personaggio’ che sta cercando ancora una dimensione televisiva.

Migliori momenti della serata? L’espressione di Chiellini in collegamento dall’hotel di Roma in cui la squadra stava finalmente regalandosi una cena post vittoria e il collegamento con Alberto Rimedio, voce della Nazionale cui è stata negata la finale e ancora in quarantena a Londra causa Covid.

La domanda però è sempre la stessa: invece di inseguire gli eventi e confezionare cose modeste, non sarebbe meglio mostrarsi meno ‘avidi’ e lasciare ai telespettatori un racconto coeso, ben fatto, emozionante, soddisfacente, come quello realizzato nel daytime e come quello che vedremo giovedì in access prime time con l’ultimo capitolo di Sogno Azzurro? Spesso Less is more, anche quando vinciamo insperatamente un trofeo europeo.