Noemi David: “Con Italian Green ho realizzato il mio sogno: lavorare in Rai”

Sabato scorso si è conclusa la sua prima esperienza in Rai, alla conduzione di Italian Green. Intervista alla giovane ventiduenne Noemi David.

Ha condotto con Mario Acampa, Riccardo Cresci e Marco Martinelli Italian Green – Viaggio nella sostenibilità, un programma in quattro puntate andato in onda fino a sabato scorso su Rai2, dopo una prima puntata pilota dello scorso 5 gennaio. Noemi David, classe 2000, ha così debuttato in Rai, dopo una breve gavetta fra tv locale e web.

Tutto parte da un microfono che ti viene messo in mano dalla tua catechista per presentare uno spettacolo. Da lì hai capito quello che avresti voluto fare da grande?

Avevo sette, otto anni e non mi andava di recitare in quello spettacolo. La mia catechista è stata visionaria e mi ha proposto così di condurlo. Non ho foto di quel momento, ma è un ricordo che è rimasto impresso sia in me sia nella mia famiglia. È stata una piccola anticipazione di quello che avrei fatto in seguito. Da lì ho deciso di iniziare a frequentare un corso di recitazione: non mi piaceva tanto andare in scena quanto invece la preparazione precedente.

La tua prima esperienza alla conduzione è stata al Fotogramma d’Oro Film Festival. Che cosa ricordi?

Avevo 15 anni e ricordo che alla fine delle prima serata ho capito che condurre sarebbe stato quello che avrei voluto fare nella vita. Provavo un’emozione mai vissuta prima: incrociare gli occhi del pubblico, presentare gli ospiti mi avevano dato una gioia incredibile.

Come sei arrivata su quel palco?

I miei genitori mi portavano a festival di cinema. Ci trovavamo al festival di Barcellona di Pozzo di Gotto e lì abbiamo incontrato il direttore del Fotogramma d’Oro, Francesco Coglitore. Nei mesi successivi ho fatto con lui un corso di recitazione, uno spettacolo, prima che lui mi chiedesse di condurre il festival che voleva riportare a Messina.

Da lì poi la collaborazione con la tv locale Todo Modo, dove hai realizzato il tuo primo programma, Il mondo di Spisidda.

La mattina andavo ancora a scuola e il pomeriggio ero negli studi di produzione. Spisidda, infatti, nel nostro dialetto significa “la scintilla che non smette mai di muoversi”.

Terminati gli studi liceali, hai iniziato a frequentare Roma per un corso di conduzione radiofonica. Che cosa ti ha spinto a fare il primo passo fuori da Messina?

Avevo già in mente di andare a Roma per una startup per cui lavoravo. Poi ho capito che a me interessava il mondo dello spettacolo e allora ho lasciato la startup e deciso di frequentare questo corso che aveva una lezione a settimana. Con quel corso volevo imparare a fare radio, per avere delle basi poi anche per fare tv. A inizio 2021 mi sono trasferita poi in pianta stabile a Roma perché avevo capito che ci potevano essere più opportunità professionali.

E a fine 2021 è arrivata la chiamata della Rai per Italian Green. Da chi è arrivata e quale è stata la tua reazione?

La chiamata mi è arrivata dalla produzione del programma. Ero in trasferta con Skuola.net, sito per il quale lavoro: ci trovavamo in un paese sperduto della Sicilia, il telefono faceva fatica a prendere e quando ho ricevuto la chiamata pensavo che si trattasse di uno scherzo. Quando ho capito che era tutto vero, ero totalmente incredula.

Come sono andate le registrazioni del programma con i tuoi colleghi?

La cosa che ricordo di più è il primo ciak del regista: lì ho capito che stavo realizzando il mio sogno, ovvero lavorare in Rai. I miei colleghi, Mario, Riccardo e Marco, mi hanno sempre trasmesso grandissima sicurezza, facendomi capire quanto fosse importante che io per prima fossi sicura di me stessa.

Italian Green ha visto sperimentare una conduzione a quattro, affidata interamente a volti under 40. Un modello da ripetere?

Per me assolutamente sì. Speriamo di essere stati, nel nostro piccolo, un esempio in questo senso.

Quale aspetto miglioreresti oggi della tua conduzione? 

Vorrei migliorare la mia dizione, anche se è una lotta contro me stessa. Sono molto legata alla mia terra, che ritrovo anche nel mio modo di parlare. Sto studiando per migliorare questo aspetto, ma non voglio perdere del tutto quel tratto che dimostra le mie origini.

Per il futuro quali sono i progetti in vista?

Il futuro è molto work in progress, a me poi piace vivere l’oggi. Intanto continuo a lavorare con Skuola.net, di cui sono volto ufficiale.