Nadia Toffa, sei anni senza la giornalista: il malore, la malattia, le inchieste a Le Iene, la tomba nascosta
Nadia Toffa è scomparsa sei anni fa, all’età di 40 anni, lasciando un grande vuoto nel mondo della tv italiana.
Ricordare Nadia Toffa è doveroso, non solo per la donna e conduttrice che è stata, ma anche per l’eredità – grandissima – che ha lasciato dopo la sua morte, avvenuta esattamente sei anni fa, il 13 agosto 2009. Una vita piena che, seppur spezzata in modo così drammatico e prematuro, ha portato un contributo importante alla televisione italiana, e anche al mondo della comunicazione digitale. La presentatrice – diventata famosa soprattutto per la sua partecipazione a Le Iene – da ragazza aveva praticato ginnastica artistica e, dopo aver frequentato il liceo ginnasio Arnaldo a Brescia, aveva studiato Lettere presso l’Università degli Studi di Firenze.
L’esordio in tv e il successo con Le Iene
La prima volta in cui Nadia Toffa è apparsa in tv è stato quando lei aveva 23 anni. Partecipò infatti a un programma di Telesanterno, un’emittente televisiva locale dell’Emilia Romagna. Per quattro anni ha lavorato per Retebrescia e, nel 2009, è diventata un’inviata del programma televisivo Le Iene, ottenendo sin da subito un grande successo. Tra i servizi più celebri ci sono stati quelli sulle truffe compiute da farmacie ai danni della proliferazione delle sale slot machine e sui problemi ambientali legati all’inquinamento a Taranto. Il 2 aprile 2014 è uscito il suo libro Quando il gioco si fa duro, che parla del fenomeno dell’azzardopatia in Italia, mentre nel 2015 ha vinto il premio nella sezione Tv del Premio Internazionale Ischia di Giornalismo.

Lo stesso anno c’è stata la conduzione del talk show di Italia 1 Open Space, ideato dai produttori de Le Iene e andato in onda in prima serata per quattro puntate. Quello avuto con il programma Le Iene è stato un legame che è durato anni e che ha rappresentato una fase fondamentale della sua carriera. Nadia Toffa ha anche ricevuto, nel 2018, la cittadinanza onoraria del comune di Taranto, e nello stesso ha vinto il Premio Luchetta per un reportage realizzato insieme a Marco Fubini sulla prostituzione minorile nella periferia di Bari.
La malattia e la morte
Nel 2017, durante la preparazione di un servizio sulla ferriera di Servola a Trieste, Nadia Toffa ha avuto un malore ed è stata ricoverata presso l’Ospedale di Cattinara, per poi essere trasferita nell’Ospedale San Raffaele di Milano. Da quel momento c’è stata una sua pausa lavorativa, terminata nel 2018, quando lei stessa ha annunciato la diagnosi di tumore cerebrale. Aveva seguito tutti i protocolli di radioterapia, chirurgia oncologica e chemioterapia, ma il cancro non era ancora andato via. In quegli anni ha pubblicato il suo secondo libro Fiorire d’inverno. La mia storia, dedicato a tutti coloro che stavano affrontando la lotta contro la malattia.
Toffa è morta il 13 agosto 2019, all’età di 40 anni, presso la Casa di Cura Domus Salutis di Brescia, dove era ricoverata da inizio luglio in seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute. L’annuncio è arrivato dalla redazione de Le Iene tramite un post su Facebook. Dopo la sua scomparsa, molti avrebbero voluto visitare la sua tomba per renderle omaggio. In una dichiarazione rilasciata per Il Giornale di Brescia, la mamma Margherita Rebuffoni ha però dichiarato di aver dovuto “nascondere” la figlia. “Dove è sepolta lo sappiamo solo io e mio marito e non lo diremo mai” – ha raccontato – “Perché abbiamo il terrore che possano portarla via come era accaduto anni fa con la salma di Mike Bongiorno. Non riuscirei più a vivere. Abbiamo avuto il permesso dal Vescovo e l’abbiamo sepolta in un luogo che resterà segreto”.