Morto il metereologo Paolo Sottocorona: età, cause decesso, vita privata
Improvviso addio a Paolo Sottocorona, volto del meteo di La7 e autore di “Tempo al tempo” ufficiale dell’Aeronautica, divulgatore rigoroso e garbato: il ricordo della rete. Una morte del tutto improvvisa, poche ore dopo essere andato in onda
È morto all’improvviso, poche ore dopo essere andato in onda come quasi ogni giorno faceva per illustrare le previsioni meteorologiche del giorno su La7. Ancora questa mattina era regolarmente in onda, su Omnibus. La notizia è stata diffusa dal direttore della testata giornalistica della rete Enrico Mentana nel corso del notiziario della sera e ha colto tutti i telespettatori di sorpresa.
La morte di Paolo Sottocorona
Paolo Sottocorona è morto oggi, 8 ottobre, all’età di 77 anni. Per anni è stato il volto delle previsioni su La7, dove ha conquistato un pubblico fedele grazie a un linguaggio limpido e a un approccio misurato, sempre molto lontano da allarmismi e sensazionalismo.
Oltre ai meteo quotidiani ha curato la rubrica “Tempo al tempo”, uno spazio di approfondimento molto apprezzato sui fenomeni atmosferici con il quale aveva rivelato una non comune capacità divulgativa smentendo luoghi comuni e frasi fatte del mondo delle previsioni meteo e illustrando con estrema semplicità uno studio scientifico appreso con anni e anni di esperienza sul campo.
Paolo Sottocorona, il ricordo di Enrico Mentana
A dare la notizia al pubblico è stato Enrico Mentana, “Un lutto nostro, grave” ha detto il direttore e conduttore del notiziario nell’edizione della sera. Pochi minuti dopo il sito ufficiale di La7 pubblicava uno strillo con la notizia e una breve biografia.
Nato a Firenze il 17 dicembre 1947, Paolo Sottocorona ha seguito gli studi classici e per quattro anni Ingegneria, prima di entrare nel 1972 come ufficiale nel Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare. Fino al 1986 ha prestato servizio all’Ufficio Meteorologico dell’aeroporto di Guidonia, quindi al Centro Nazionale di Meteorologia. La solida esperienza operativa ha alimentato la sua cifra divulgativa: precisione tecnica tradotta in parole semplici.

Dalla divisa alla televisione
Congedatosi con il grado di capitano dall’Aeronatucia, ha iniziato la sua carriera televisiva in Rai, proseguendo prima a a Telemontecarlo e poi a La7, dove le sue parentesi divulgative dedicate al meteo sono diventate una istituzione rassicurante. Nei palinsesti della rete i suoi spazi hanno spesso registrato ascolti di punta: brevi, essenziali, ma ricchi di contesto, con carte chiare e spiegazioni che mettevano in relazione il “qui e ora” con le dinamiche più ampie dell’atmosfera.
Uno stile che ha fatto scuola
In anni segnati da narrazioni climatiche esasperate, Paolo Sottocorona aveva scelto il rigore e l’informazione: fenomeni spiegati, mai urlati. Tono pacato, lessico accessibile, esempi quotidiani e un rapporto diretto con il pubblico — anche attraverso immagini e segnalazioni inviate dagli spettatori — hanno reso le sue previsioni appuntamenti di fiducia, più che semplici bollettini.
Le ultime previsioni
La scorsa estate la sua parentesi del meteo aveva ottenuto ascolti straordinari, anche dell’8% di share.
Quando gli avevano chiesto il perché di questo successo aveva risposto con umiltà e autoironia: “Forse cambia il modo di condividerle con chi mi segue, rispetto agli altri colleghi. Sicuramente ci metto del mio, aggiungo informazioni, commenti, qualche riflessione sul tempo e sulla vita, non è la previsione nuda e cruda. E poi0 ci sono le foto meteorologiche che mi mandano. Certo, tutto questo è possibile grazie a La7, che me ne dà tempo e modo”.
Questa mattina le sue ultime previsioni: poi il malore improvviso.
Eredità e memoria di Paolo Sottocorona
La sua eredità è duplice: professionale, perché ha innalzato lo standard del meteo televisivo, e civile, perché ha mostrato come si possa informare senza spaventare, educando all’incertezza intrinseca delle previsioni. Il ricordo di colleghi e pubblico converge su tre parole: competenza, chiarezza, garbo. Con Sottocorona se ne va una voce autorevole della meteorologia italiana, ma resta un modello di comunicazione scientifica che continuerà a ispirare.