Max Giusti a TvBlog: “Su Rai2 c’è posto per me, ma dipende tutto da Boss in Incognito”. E su Guess my age…

L’intervista di TvBlog a Max Giusti, tra Boss in Incognito (è la sua seconda edizione), Guess My Age e teatro

Boss in Incognito è una grande occasione per capire chi siamo noi italiani: è un piacere raccontare l’Italia di chi non si lamenta e di chi con grande dignità si sveglia ogni mattina per fare lavori molto faticosi“. Max Giusti presenta così a TvBlog la nuova (settima) edizione di Boss in Incognito, in onda da questa sera su Rai2. Stavolta per non far insospettire gli operai, che si troveranno a lavorare fianco a fianco con il loro boss e con Giusti, entrambi camuffati, è stato detto loro che si sta girando Back to work – Missione lavoro. Le registrazioni della trasmissione prodotta da Endemol Shine Italy si sono concluse pochi giorni fa, con protocolli covid ancora attivi a pieno regime. Per l’attore si tratta della seconda edizione consecutiva:

Il mio approccio per queste puntate è stato più consapevole, mi ha colpito molto chi opera nelle catene di montaggio. Le storie sono molto coinvolgenti: dopo Boss in Incognito ho rimesso in fila la scala dei miei valori e mi lamento molto meno; il vero nodo per me è riuscire ad aprirmi in maniera vera e rispettosa, anche se sono sotto mentite spoglie, grazie al travestimento a cui mi sottopongo. La speranza è che si veda che non c’è distanza tra me e le persone che si raccontano, anche se io devo fingere di essere un’altra persona.

Veniamo al tema dell’autenticità del programma. Tre domande, molto basiche: quanto è vero quello che vediamo, è possibile che Max Giusti non venga mai scoperto, è plausibile che nessun Boss venga sgamato?

Boss in Incognito è un programma vero. E lo facciamo vero, anche perché non funzionerebbe se recitassero persone che fanno altro nella vita. Solo se dai la verità, possono venir fuori certe emozioni. Posso dirvi che in una puntata di questa edizione la Boss è stata riconosciuta. Ed abbiamo deciso di raccontarlo. Anche per togliere, per una volta, la liturgia del format. Per quanto riguarda i miei camuffamenti, invece, diciamo che sono stato fortunato, perché abbiamo girato le puntate a latitudini estreme rispetto al mondo televisivo, non esattamente in metropoli dove magari si ha più confidenza col mezzo televisivo. In generale, comunque, quando le persone normali si ritrovano davanti ad una telecamera, sono molto attratte da questa e si fanno molte meno domande di quanto si possa pensare. Insomma, se tu già sai che io sono Max, mi riconosci anche se mi presento truccato; se, però, mi vedi a Gorizia, in un martedì qualunque, in un’azienda, a te non viene in mente che possa essere io.

Le puntate previste sono soltanto quattro.

E questo un po’ mi fa soffrire, perché prima di rifarlo dovremo aspettare un po’ di tempo, un anno, un anno e mezzo.

La collocazione in palinsesto a fine stagione televisiva rischia di danneggiare il programma?

Non lo so se sia peggio o meglio, la televisione di giugno non l’avevo mai esplorata. La tv è molto strana, alcune cose sono imponderabili. A volte si fanno battaglie che si rivelano inutili e allora io mi concentro per fare un buon prodotto e poi vediamo. L’ultima edizione è andata molto bene e spero vada bene anche questa.

Quante volte nella vita professionale Max Giusti è stato boss e quante volte Max Giusti è stato lavoratore-dipendente?

Mi sono sentito Boss ai tempi di Radio2 SuperMax e di Riusciranno i nostri eroi, in onda il venerdì sera su Rai1. Quando c’era qualcosa che non andava il riferimento ero io. E avevo grande voglia di proteggere a tutti i costi quelli che lavoravano con me.

Per un artista vale la pena fare il boss? 

No, perché se fai il boss va tutto bene… fino a quando funziona quel programma lì. Appena non funziona più bene, sono tutti ad aspettarti al varco. Io non riesco ad essere un dipendente, non ce la faccio, ma riesco sicuramente ad essere un uomo di squadra. Mi piace mettere la maglietta, anche se di solito l’artista non si mette la maglietta. In questa fase della carriera per la prima volta percepisco un grande affetto nei miei confronti da parte del pubblico, mi sento ben voluto. Mai avuta questa sensazione.

A quale Boss Max Giusti vuole dire grazie, oggi?

Ce ne sono tanti, anche perché la mia è una storia da autodidatta. Cito Pietro Garinei, perché mi ha dato un ruolo da protagonista al Sistina, prima che la tv lo facesse. E poi Simona Ventura, che mi ha portato a Quelli che il calcio. E la Rai, che identifico con i direttori con i quali ho lavorato: Freccero, che all’epoca era di sinistra, Antonio Marano, della Lega, Fabrizio Del Noce, di Forza Italia, Mauro Mazza, di Alleanza Nazionale. Con loro ho costruito una carriera e questo mi fa pensare a tutti quelli che cercano scorciatoie politiche e mi chiedo: ma non è meglio impegnarsi nel lavoro e aspettare il proprio turno? Perché tanto la televisione, alla fine, ti chiama quando ha bisogno di te. Se non ha bisogno di te, non ti chiama.

Una dura realtà.

Quando non sei in tv, è perché non servi. Per questo mi stupisco sempre quando arriva la telefonata per un nuovo progetto. E mi sono stupito anche quando due mesi fa mi hanno chiamato per Boss in Incognito. Non do nulla per scontato. La tv per me è una magia che si ripete: stanotte non dormirò e mercoledì cercherò di accendere il cellulare il più tardi possibile per la paura dei dati Auditel. Ma è la bellezza di questo lavoro.

A quale Boss, invece, Max Giusto vuole dire: ‘guarda dove sono arrivato, ben ti sta!’?

Difficile dirlo, anche perché in questi casi i boss si nascondono e davanti a te ti dicono solo che sei il più bravo. Però ce n’è uno – non faccio nomi, perché non serve – che mi disse “è tutto a posto, ci vediamo a settembre col tuo nuovo programma“. E invece non lo sento da dieci anni!

Guess my age, che hai condotto da settembre 2021, tornerà?

La domanda va posta a Tv8, che ne sa più di tutti, ovviamente. Ma, a quanto mi risulta, Tv8 ha deciso di sospendere Guess my age per testare un nuovo titolo per l’access prime time.

Pesano gli ascolti dell’ultima stagione?

No. Siamo partiti molto bene, abbiamo avuto una flessione nella parte centrale, ma abbiamo chiuso bene. E tutto prima dei nuovi rilevamenti Auditel. L’avventura è stata entusiasmante, ho fatto 145 puntate, mi sono molto divertito, per davvero. Il programma l’ho sentito mio, mi sembra di aver fatto un bel lavoro.

Il tuo futuro in tv?

Non ho contratti in esclusiva. Per il mio futuro tv sarà molto importante questo nuovo ciclo di puntate di Boss in Incognito. Con la Rai ci siamo detti che su Rai2 c’è posto per me, ma bisogna andare per step. Dopo Boss in Incognito il percorso verrà naturale.

E Tv8? 

Ci siamo lasciati non bene, ma benissimo. La verità è che Guess my age è stato sospeso per testare Celebrity Chef di Alessandro Borghese, che mi pare che stia andando bene.

E poi il teatro. Da ottobre al Sistina sarai il Marchese del Grillo. 

Io so’ io… e voi non siete un caz*o! (ride, Ndr). Per un romano fare al Sistina il Marchese del Grillo è un misto incredibile di senso di responsabilità e di soddisfazione. Inizierò le prove a luglio. Quando sono stato chiamato, mi è tremato il cuore come non mi succedeva da anni. Ma quanno me recapita il Marchese del Grillo?! Ho mollato tutto e ho accettato.

 

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