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È morto Maurizio Ambrogi, ex vicedirettore del Tg3. Il saluto dei colleghi

Dopo una lunga malattia, si spegne a 65 anni Maurizio Ambrogi, vicedirettore del Tg3 dal 2013 al 2020. Il ricordo di Antonio Di Bella

Ad annunciare la scomparsa del giornalista Maurizio Ambrogi è stata ieri sera Valentina Antonello, alla guida del Tg3 delle 19:00, introducendo poi un servizio del vicedirettore della testata Pierluca Terzulli, che ha condiviso quel ruolo per diversi anni proprio con il collega da poco defunto.

“Lo chiamavamo decano non per la sua carta d’identità – non era anziano, Maurizio – ma per la lucidità che metteva ogni volta che si doveva prendere una decisione, per la calma che non perdeva mai, anche nelle situazioni più difficili” si apre così il servizio di Terzulli, che usa probabilmente le migliori parole possibili per raccontare l’avventura professionale di Ambrogi.

È diventato presto un punto di riferimento per tutti noi per la sua cultura, la capacità di scrittura, l’equilibrio.

Maurizio Ambrogi arriva al Tg3 nel 2002 direttamente dal Giornale Radio, dove aveva lavorato dopo gli esordi sulla carta stampata presso La Voce Repubblicana e dopo una prima esperienza nella struttura regionale, seguita al periodo 1987-1991 in cui è stato alla guida dell’ufficio stampa del Ministero dell’Industria.

Prima caporedattore politico, Ambrogi passa poi alla vicedirezione del telegiornale e negli anni della direzione Berlinguer, con la quale arriva la promozione, si alterna talvolta insieme alla stessa direttrice e a Giuliano Giubilei alla conduzione di Linea Notte, da sempre nelle mani di Maurizio Mannoni.

La sua esperienza da vicedirettore del Tg3 termina nel luglio 2020, quando Mario Orfeo nomina al suo posto come vicedirettore Antonella Zunica, promossa direttamente dalla redazione politica, come avvenuto ormai diversi anni prima con lo stesso Ambrogi. A salutare il giornalista, oltre che Pierluca Terzulli con il servizio realizzato per l’edizione delle 19:00 del tg di Rai 3, anche Antonio Di Bella, che ha diretto la testata dal 2001 al 2009, proprio durante l’arrivo di Ambrogi.

“Un saluto a Maurizio Ambrogi. Grande professionista, persona di valore, amico vero e profondo” twitta il corrispondente Rai da New York.