Marty is Dead, su Italia 1 la miniserie che racconta il cyberbullismo

Il giovane Marty muore investito: il padre scopre che stava subendo delle minacce da parte di una persona conosciuta online…

Cyberbullismo e violenza online che diventa tragicamente violenza reale: temi non facili da gestire, soprattutto quando si vuole arrivare ad un pubblico giovane, che spesso diventa il principale bersaglio delle minacce via web. Per cercare di raccontare a loro (ed anche ai più grandi, ovviamente) un fenomeno in crescita, arriva su Italia 1 Marty is Dead, una miniserie in onda da oggi, martedì 19 ottobre, in terza serata, subito dopo Le Iene Show.

La serie tv, del 2019, è stata realizzata in Repubblica Ceca, dove è stata pubblicata sul sito della rete Mall.Tv. In otto brevi episodi (della durata di quindici minuti ciascuno, che Italia 1 manderà in onda in tre settimane) viene raccontata la storia di Marty Biederman (Jakub Nemčok).

Marty ha quindici anni e frequenta la terza media. E’ un ragazzo come tanti, con la passione per i videogiochi, che sembra non dare particolari preoccupazioni alla sua famiglia. Un giorno, però, Marty viene investito da un corriere mentre sta attraversando la strada e muore.

Il padre del giovane, Petr (Jan Grundman), afflitto dal dolore, si rifugia in camera del figlio. E’ lì, tramite il suo computer sempre acceso ed aperto sui social network, che l’uomo scopre di quella che appare come una seconda vita del figlio. Marty si scambiava messaggi, foto e video con una ragazza, che ha poi iniziato a minacciarlo di inviare tutto quel materiale a chiunque se lui non avesse obbedito ai suoi ordini.

Marty is DeadPetr viene così a sapere che il figlio aveva iniziato a sottoporre se stesso e gli altri a prove sadiche, sempre più oltre i limiti, e senza sapere esattamente chi fosse la persona a minacciarlo. Toccherà al padre, e poi anche alla madre Alena (Petra Bučková) capire chi ci sia dietro quelle chat e come mai abbia preso di mira proprio Marty, iniziando a sospettare che la morte del figlio potrebbe non essere stata semplicemente un incidente.

Marty is Dead è stata diretta da Pavel Soukup, che ha spiegato come l’idea di realizzare una serie come questa sia nata dal diffondersi della notizie provenienti dalla Russia circa l’agghiacciante fenomeno denonimato “Blue Whale”. “A quel punto”, dice, “ci siamo chiesti: chi c’è dietro tutto questo e perché? Abbiamo approfondito l’argomento e sono emersi racconti spaventosi su internet, situazioni che comportavano sfide estreme”.

Marty is DeadQuello che si vede in Marty is Dead è infatti frutto di vicende realmente accadute, che gli sceneggiatori hanno messo nero su bianco aiutati da degli esperti di cyberbullismo. Il risultato è una miniserie cruda, che va dritto al punto e che grazie al suo formato mira proprio ad arrivare al pubblico più giovane, catturandolo come se stesse raccontando un thriller, senza però mai perdere la consapevolezza della realtà circostante.

Alla serie, che ha conquistato pubblico e critica in Patria ed in altri Paesi, va anche il merito di essere stata la prima produzione ceca a vincere l’International Emmy Award nella categoria Miglior Short-Form Series, ma anche di aggiudicarsi altri importanti riconoscimenti: il primo premio al festival internazionale Serial Killer, il miglior progetto televisivo al festival Finale Plzeň 2020 nella categoria Serial production e il Leone Ceco per i risultati ottenuti nel campo dell’audiovisivo.

Anche tramite Marty is Dead si vuole ricordare come il fenomeno della violenza on line sia estremamente diffuso anche in Italia: per supportare chi ha bisogno di aiuto è attiva la helpline del Safer Internet Centre 19696 o ci si può collegare al sito generazioniconnesse.it.