Mare fuori, l’autrice Cristiana Farina: “Una serie tv su Rai2 per spiegare ai ragazzi che la possibilità di recupero esiste”

A firmare la serie tv di Rai2 ambientata in un carcere minorile è l’ex capoprogetto dell’Isola dei famosi allontanata da Mediaset per il caso Fogli

Ha debuttato mercoledì scorso in prima serata su Rai2 (1,8 milioni di spettatori-7,34% di share nel primo episodio e 1,8 milioni di spettatori-8,7% nel secondo) Mare Fuori (la recensione), con Carolina Crescentini, Carmine Recano, Valentina Romani. Ambientata in un Istituto di pena minorile di Napoli, la serie è ideata da Cristiana Farina, la capoprogetto dell’Isola dei famosi che nel 2019 fu allontanata da Mediaset dopo il caso Riccardo Fogli-Fabrizio Corona (sul tema si limita al “no comment“).

Definire Mare Fuori l’Anti-Gomorra è una sintesi giornalistica, la differenza sostanziale è che nella serie tratta dal libro di Roberto Saviano si sceglie un unico punto di vista e lo si fa in maniera ineccepibile. In Mare Fuori invece, i punti di vista sono tre, quello dei ragazzi, dei loro genitori e di chi lavora nel carcere con lo scopo di rieducarli alla legalità. Il progetto nasce più di 15 anni fa, dopo aver fatto un seminario nel carcere di Nisida con l’aiuto di testi e attori di Un posto al sole, la prima soap opera italiana con modello produttivo industriale per la quale avevo lavorato. Anche Mare Fuori fu scritto per Rai 3 e all’epoca fu seguito con passione dal capostruttura Francesco Nardella ma purtroppo come a volte accade fu congelato. Tre-quattro anni fa è stato ripresentato in Rai dal produttore Roberto Sessa per Picomedia. Francesco Nardella, divenuto nel frattempo vice direttore della fiction insieme al direttore Tinni Andreatta, lo affidarono alla cura del capostruttura Michele Zatta. Michele mi ha presentato Maurizio Careddu (Rocco Schiavone) e insieme a lui abbiamo riscritto soggetto di serie e soggetti di puntata.

In Mare Fuori, dunque, oltre ai ragazzi protagonisti ci sono anche i genitori responsabili della loro educazione, e gli operatori dell’istituto penitenziario minorile che hanno l’arduo compito di ‘rieducarli’ ad un sistema valoriale spesso antitetico a quello da cui provengono.

Il genere di riferimento è il ‘coming of age’ e il racconto è sostenuto dalla volontà di recuperare gli adolescenti danneggiati che lo popolano. Negli occhi dei giovani detenuti protagonisti infatti c’è sempre quella scintilla che tradisce il desiderio di essere amati e compresi ed è proprio quella che la narrazione si propone di alimentare. Oggi i giovani vivono spesso in una bolla irreale nutrita dai social dove spesso ricchezza, bellezza e fama sembrano obiettivi alla portata di chiunque. A questi ragazzi viene consegnata troppo presto una libertà dove i diritti hanno sostituito i doveri e questo li porta facilmente a disconoscere il senso di responsabilità. Quando questo accade ci si può illudere che rubarsi il proprio futuro sia più giusto che guadagnarselo e l’illegalità appare come una scorciatoia da percorrere.

Mare Fuori non è una docu-fiction, ma “molte storie sono ispirate a fatti veri“:

Abbiamo raccolto storie in molte carceri, non solo a Nisida. Abbiamo lavorato molto anche con l’associazione che si occupano di reinserire i ragazzi nel mondo del lavoro. Mare fuori è un romanzo di formazione e come tale narra di un bambino che vede entrare nel bosco senza sapere se ne uscirà vivo. I nostri protagonisti sono chiamati a confrontarsi con la parte più brutta di loro con lo scopo di accettarla e comprenderla per poi poterla superare. L’adolescenza è un’età in cui è ancora possibile cambiare e se qualcuno ti tiene la mano e ti indica la strada, la possibilità di recupero esiste.

Insieme alla Farina, già sceneggiatrice di Un Posto al Sole, Vivere e Centovetrine, ma anche script editor del day time del Grande Fratello, firma il soggetto di Mare Fuori Maurizio Careddu. Tra gli sceneggiatori anche Giuseppe Fiore, Luca Monesi, Paolo Piccirillo. La regia è di Carmine Elia. La seconda stagione della serie, prodotta da Picomedia, è già in fase di scrittura.