Home Ballando con le Stelle Jonathan Kashanian a TvBlog: “Le parole di Milly Carlucci mi offendono: io discriminato per Ballando con le stelle”

Jonathan Kashanian a TvBlog: “Le parole di Milly Carlucci mi offendono: io discriminato per Ballando con le stelle”

Jonathan Kashanian: “Io, discriminato sul posto di lavoro. La regola di Milly Carlucci mi esclude a priori”

pubblicato 13 Maggio 2024 aggiornato 14 Maggio 2024 09:54

Vorrei essere chiaro: Milly Carlucci ha tutto il diritto di scegliere i protagonisti dei suoi programmi; lei è bravissima, non le devo certamente insegnare io come si fa tv. Non discuto le sue scelte. Ma la sua frase mi offende, mi fa sentire discriminato“. Jonathan Kashanian, vincitore della quinta edizione del Grande Fratello (nel 2004), affida a TvBlog il suo sfogo dopo aver letto l’intervista concessa oggi da Milly Carlucci al quotidiano La Stampa. La conduttrice in quella circostanza ha ribadito: “Noi a Ballando con le stelle non prendiamo chi ha fatto reality. E una nostra regola“.

Mi spiace che lo dica una delle donne che stimo di più nel mondo dello spettacolo. Una frase discriminatoria, che ha pronunciato mille volte. Sì: lo trovo un atteggiamento discriminatorio, non c’è nulla di male che un ragazzino 23enne, come me all’epoca, che non è figlio d’arte e che non ha contatti, si affacci al mondo dello spettacolo partecipando a quello che era un esperimento sociale, peraltro di successo, prima ancora che un reality. Mi misi in fila in un centro commerciale ed entrai in un programma che ha cambiato la storia della televisione. In quella Casa ho avuto successo non per botte o cafoneria, ma per il mio italiano forbito e per una cultura non ostentata. Sono passati 20 anni, ho lavorato in molti programmi tv, da Verissimo a Detto Fatto, passando per La Vita in diretta, e il pubblico ancora oggi mi ama. Non è una macchia e non mi va di dovermi giustificare.

Il suo è un capriccio?

Non è un mio capriccio. La televisione è la mia professione. Ho studiato per questo, ho fatto la gavetta. Sentirmi escluso da un contesto – in questo caso una prima serata di Rai1 – da una conduttrice così navigata e, mi aspetterei, aperta di mente come Milly Carlucci – mi dispiace. È un atteggiamento discriminatorio. Allora in tv meglio una persona raccomandata dal politico di turno? Meglio un’amante di qualcuno? Una persona che ha partecipato ad un reality 20 anni fa se ne dovrebbe vergognare? In Italia c’è voglia di mettere le etichette e non va avanti la meritocrazia, in America non è così: se uno ha fatto il reality ed è bravo, lavora. E chi se ne frega del resto.

Ammetterà che il reality era ed è una scorciatoia per fare tv.

Può essere, ma è quella più innocente e pulita. È visibile. A differenza di altre: chi va a letto col produttore, chi si fa raccomandare dal politico… Questa scorciatoie vanno bene?

Jonathan, si sta lamentando perché non la prendono in un programma tv?

Qui stiamo parlando di lavoro, del mio lavoro, quello con il quale mi mantengo da 20 anni. E tutto questo accade in un momento storico in cui io da ebreo israeliano mi sento discriminato. In Italia, il Paese che sento come casa mia, a Milano, per paura, non esco con la stella di David o con la papalina. Avverto nell’aria un antisemitismo che serpeggia, neanche troppo velato. Già devo sentire questo peso, pensi se adesso devo subire altre discriminazioni! Assolutamente no.

In passato è stato discriminato?

Qualche voce mi è arrivata, ma nessuno ha avuto le palle di dirmelo in faccia. Non voglio fare la vittima, non c’è un pregiudizio contro di me, altrimenti non avrei lavorato in tv e in Rai per tutti questi anni. Ma la frase di Milly Carlucci mi fa sentire discriminato. Nel 2009 fui scelto per il film di Umberto Carteni Diverso da chi?. Ottenni la parte perché mi preparai molto bene, mi feci dare lezioni da Sabrina Impacciatore, che aveva conosciuto su un altro set. Il ruolo di protagonista era per Luca Argentero, al suo primo lavoro importante da attore. Alla fine mi esclusero perché – così mi spiegarono, anche se mai in maniera palese – due reduci dal Grande Fratello nello stesso film non andava bene. Ai tempi la vissi come una scorrettezza, ma capì il senso e accettai di stare alle regole del sistema. Ma adesso siamo nel 2024!

Torniamo alla regola che si è auto-imposta la Carlucci. Negli anni qualche deroga c’è stata.

Eh sì, le deroghe le ho notate e mi hanno dato fastidio. Cara Milly, se hai messo questa regola discriminatoria e offensiva, allora perché Al Bano e Simona Ventura sì e io no? Entrambi hanno partecipato all’Isola dei famosi, che è un reality. E poi, per la prossima edizione di Ballando, si parla del possibile ingaggio di Belen Rodriguez, che è nata con l’Isola dei famosi. E allora ci sono figli e figliastri. Non mi sta bene!

Ha mai esposto i suoi argomenti a Milly?

La conosco, non siamo amici, ma se ci incrociamo al ristorante, ci salutiamo. Con me è sempre stata carina e io altrettanto. A Detto Fatto abbiamo avuto scambi piacevolissimi, abbiamo fatto un incontro di lavoro per Il Cantante Mascherato e ci siamo piaciuti. Niente di personale, quindi. Ma la sua frase non mi è piaciuta. Si parla di inclusione e integrazione: questo deve valere non solo nelle scuole, ma anche nel mondo del lavoro. In banca, negli uffici, ma anche in televisione. Non mi va di sentirmi discriminato perché a 20 anni scelsi liberamente di provare a partecipare ad un reality che ai tempi era molto popolare. Non devo pagare lo scotto di niente. E poi mi faccia aggiungere un’altra cosa.

Prego.

Mi scuso per il paragone, ma: ci indigniamo perché il generale Vannacci parla di classe diverse per i disabili. E allora io dovrei fare programmi tv diversi solo perché ho partecipato ad un reality? Non voglio essere escluso a priori, ma giudicato per quello che so fare.

Crede che le sue parole la avvicineranno a Ballando?

Lo scopo del mio sfogo non è che Milly mi prenda a Ballando. Mia madre mi ha insegnato che non è il luogo che frequenti a definirti, ma il modo in cui ti comporti in quel luogo. Spero che questa mia intervista possa permettere ad altri – che, come me, si sentono discriminati sul posto di lavoro e sono stati esclusi a priori per l’appartenenza ad una categoria che qualcun altro definisce tale – di denunciare. Questo vale per il mondo dello spettacolo e per tutti i lavori.

Dopo il Grande Fratello, nel 2014, ha partecipato all‘Isola dei famosi. Nella percezione di Jonathan Kashanian pesa anche questo?

La gente ancora oggi mi ferma per strada per il Gf. Nessuno si ricorda della mia partecipazione all’Isola, che fu monopolizzata dal canna-gate. Milly neanche lo saprà, secondo me. All’epoca lavoravo a Verissimo con Silvia Toffanin e Mediaset mi chiese di fare un reality. Accettai per tante ragioni.

In questa stagione l’abbiamo vista in diverse occasioni tra gli ospiti di Porta a Porta.

Bruno Vespa, uno dei grandi della tv, mi ha invitato dopo i fatti del 7 ottobre. Non mi conosceva, come normale che fosse. Ma da quel momento, dopo avermi sentito parlare, sono stato ospite quasi una volta a settimana, per dibattiti su vari argomenti. Per fortuna la regola del no agli ex reality non vale per tutti.

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