Mara Venier è il format di Domenica in

Mara Venier e la nuova edizione di Domenica in fra voci di nuovi format, nuovi personaggi, nuovi spazi, quando il format del programma è lei

di Hit

Era la fine di aprile del 2000 quando Agostino Saccà, allora direttore di Rai1, annunciò alla stampa la nuova edizione di Domenica in, quella della stagione 2000-2001. Era l’edizione che poi sarebbe stata condotta da Carlo Conti dal teatro delle Vittorie in Roma. L’intenzione di Saccà era quella di affiancare a Conti Mara Venier, che sarebbe tornata in Rai dopo l’esperienza non esaltante a Mediaset. Il ritorno di Mara a Domenica in si concretizzò la stagione successiva, quella 2001-2002, quando il programma tornò presso gli studi della Dear. In quell’occasione Mara Venier tornò a Domenica in con una conduzione a quattro,  insieme a lei c’erano Carlo Conti, Ela Weber ed Antonella Clerici.

Di ritorni a Domenica in ce ne sono stati altri per Mara dopo le straordinarie edizioni degli anni novanta. L’anno dopo per esempio tornò a condurla da sola, poi c’è stata la stagione 2013-2014, fino al grande ritorno, quello del riscatto del 2018, quando fu richiamata in servizio da Mario Orfeo, allora direttore generale Rai e Angelo Teodoli direttore della prima rete. Ma a proposito di dirigenti Rai torniamo a quella primavera del 2000 e alle dichiarazioni dell’allora direttore di Rai1 Agostino Saccà, che rivolle fortissimamente Mara a Domenica in.

In quelle dichiarazioni alla stampa c’era un ritratto semplicemente perfetto di quello che è Mara Venier e sopratutto del suo rapporto con il pubblico di Rai1, la rete familiare per eccellenza e il suo spazio della domenica pomeriggio. Spesso in tanti stanno a scervellarsi su format, su idee, su cosa metterci dentro ad un programma, quando in realtà il programma, o il format se il lettore preferisce, è il conduttore del medesimo. Mara Venier è il format di Domenica in, inutile girarci intorno. Non occorre altro.

Mi vengono in mente le meravigliose scenografie degli spettacoli del grande Antonello Falqui. Tutto quel bianco, senza nulla dentro, solo tanto bianco e un personaggio che veniva inquadrato da lontano e poi grazie al carrello della telecamera arrivava in primo piano. Una camera, uno studio bianco, un occhio di bue e il personaggio ed il gioco era fatto. Certo ci voleva gente del calibro di  Mina, Lelio Luttazzi, Walter Chiari, Delia Scala, Alberto Lupo, Raffaella Carrà, ma nient’altro. La loro arte, la loro presenza scenica, il loro carisma. Mara Venier riempie il video, anzi se lo mangia e dona quel qualcosa in più che serve al pubblico familiare della domenica pomeriggio e per questo arriviamo a quello che disse Agostino Saccà vent’anni fa, parole che sembrano scritte oggi:

Mara può dare ancora tanto, è un pilastro dell’intrattenimento televisivo. Mara può dare tanto in una rete familiare come Rai1, che è la sua casa. Questo è il suo territorio naturale. Le sue doti sono familiarità, semplicità, bonomia, garbo. Il suo sorriso disarmante può colpire ancora il nostro pubblico. E’ una bella donna che non crea ostilità nelle donne. E sa essere materna e complice.

 In questi giorni leggiamo qua e la di idee innovative, di format, di situazioni che dovrebbero arricchire la nuova edizione di Domenica in . Ma nella realtà delle cose il format -fino a quando c’è Mara- c’è già, non serve altro ed il format di Domenica in è Mara Venier, tutto il resto è contorno e quel che genera solo chiacchiericcio di fondo.

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