Ecco perché Lovecraft Country (su Sky e Now Tv) è la serie tv da non perdere quest’anno

Un veterano di guerra, suo zio ed una fotografa in viaggio nell’America razzista degli anni Cinquanta: non saranno i mostri che incontreranno a fare paura

Sono poche quelle serie tv che riescono a combinare più generi al loro interno, mantenendo una visione compatta del racconto e riuscendo a diventare estremamente utili ai dibattiti che coinvolgono la società contemporanea tutta. Lovecraft Country-La terra dei demoni è una di quelle: una rivelazione di questo 2020 che finalmente arriva in Italia. A mandarla in onda sono Sky Atlantic e Now Tv, a partire da questa sera, 31 ottobre 2020, alle 21:15.

L’America segregata e le creature di H.P. Lovecraft

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Lovecraft Country è tratto dall’omonimo libro di Matt Ruff, in uscita da noi nei giorni scorsi per Piemme (e disponibile anche in ebook). Un libro che conferma la capacità dell’autore americano di mescolare generi e di comunicare messaggi apparentemente lontani dalle sue storie.

Misha Green, che per la tv ha già lavorato creando il period drama Underground, si mantiene fedele a questo stile e propone un horror fantascientifico ambientato negli Stati Uniti segregati degli Anni Cinquanta. Un’America razzista, dove gli afroamericani sono ancora vittime di violenze e discriminazione e dove le leggi Jim Crown li costringono a continue umiliazioni.

In questo contesto incontriamo il protagonista Atticus Freeman (Jonathan Majors), veterano della Guerra in Corea che torna a Chicago per cercare il padre scomparso Montrose (Michael K. Williams). L’uomo, in alcune lettere, parla della Terra di Lovecraft, un territorio che George (Courtney B. Vance), zio del protagonista, sa non esistere veramente.

Il riferimento a Lovecraft non è casuale: H.P. Lovecraft, vissuto da la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, è diventato noto per la sua produzione letteraria horror. Quei luoghi citati dal padre di Atticus sarebbero gli stessi in cui lo scrittore ha ambientato le sue “weird fiction”.

Inizia così il viaggio alla ricerca di Montrose intrapreso dal figlio, da George e da Letitia Lewis (Jurnee Smollett), fotografa avventurosa e determinata a non sottostare alle leggi razziali dell’America di quegli anni. Ma il viaggio, presto, diventa una fuga.

I tre devono attraversare territori in cui gli afroamericani non sono graditi, cosa di cui si accorgeranno ben presto. Sguardi minacciosi, veri e propri inseguimenti e tentativi di linciaggio, però, si affiancano a qualcosa di straordinario, nel senso di veramente fuori dall’ordinario. La presenza di alcune creature mostruose, rituali satanici e spiriti mettono i protagonisti di fronte ad antiche realtà ed a verità che li riguarderanno da vicino.

Fare tv e farla bene: Lovecraft Country è la serie necessaria del 2020

Lovecraft Country
Jonathan Majors è Atticus

In onda negli Stati Uniti su Hbo, Lovecraft Country è la dimostrazione di come il genere seriale possa entrare di prepotenza nell’attualità e riuscire a metabolizzarla fino a restituirla ed interpretarla a favore di un’analisi più ampia di quello che ci circonda.

D’altra parte, dietro al progetto, oltre al già citato Green, troviamo altri due pezzi da Novanta come Jordan Peele e J.J. Abrams. Il primo ha portato al cinema “Get Out-Scappa” e “Noi”, che hanno preso a pretesto l’horror per entrare a piene mani nelle questioni più calde dei nostri giorni; il secondo è uno dei maestri della fantascienza degli ultimi anni.

Un trio che si è rivelato vincente e che ha saputo dare all’opera di Ruff una forma pressoché perfetta. Lovecraft Country parte come road trip story, ma ben presto diventa anche altro: dalla fantascienza -messa in scena tramite un uso sapiente di effetti speciali che tengono incollati allo schermo- all’horror, passando per il mistery.

Lovecraft CountryNel mezzo, c’è quel filo rosso rappresentato dal tema della discriminazione: la serie ha debuttato negli Stati Uniti nei mesi in cui il movimento Black Lives Matter ha fatto sentire la propria voce, allineandosi alla realtà e senza edulcorare la situazione.

Ancora una volta, impariamo che la Storia va conosciuta per migliorare il futuro: ecco che, allora, quell’America razzista che impone le “leggi del tramonto” e che guarda male tre persone che entrano in una cittadina solo perché hanno un colore della pelle diverso dal loro non se n’è ancora andata via del tutto.

Succede così che anche serie tv come queste, forse anche più di altre, diventano necessarie: perché quando a spaventare non sono tanto mostri che si rifugiano sottoterra ma certe idee sulla supremazia di questa o quella persona rispetto ad altri, l’horror si fa davvero inquietante.

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