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Lotteria Italia, venticinque anni fa il patatrac in diretta. Leo Gullotta: “Notai che qualcosa non andava e lo dissi”

Lotteria, il 6 gennaio 1997 l’errore in diretta durante l’estrazione del biglietto da 2 miliardi. Il ricordo di Leo Gullotta: “Ricevetti persino il Tapiro”

Accettai l’invito di Raffaella, alla Carrà non si poteva dire di no”. Sono passati venticinque anni dall’estrazione sbagliata del biglietto da due miliardi di lire della Lotteria Italia, ma Leo Gullotta ricorda perfettamente quei minuti, vissuti tra l’imbarazzo e il panico generalizzato, inevitabilmente entrati nella storia della televisione.

Avevo avuto diritto all’invito, che accettai con molto piacere”, svela l’attore a Tv Blog. “Prepararono tutto, ma evidentemente durante la diretta qualcosa non andò come sarebbe dovuta andare. Dirlo mi sembrò la cosa più onesta. Non l’avessi mai fatto, la stampa ci inzuppò il biscotto”.

Ma cosa accadde esattamente? Mentre Gullotta si apprestava ad annunciare la serie vincente del quinto premio, una pallina della macchina dei Monopoli si inceppò. Fu un addetto, con uno scossone, a riattivare il tutto. L’esito tuttavia risultò alterato.

I dettagli furono forniti da L’Unità, l’8 gennaio 1997:

All’inizio dell’estrazione le dieci sfere – da zero a nove – sono tutte allineate nel tubo superiore alla centrifuga. Le centrifughe sono vuote e le palline devono entrare nel pallottoliere: al momento di dare il via, il telecomando le fa scendere nella parte centrale dove verranno mischiate da delle pale rotanti con una velocità che non fa vedere i numeri. Successivamente, e questo è il momento dell’estrazione, uno stantuffo come nei flipper, manda di nuovo nel canale una sola pallina, quella che dà uno dei sei numeri vincenti. Ma una di queste macchine ha giocato un brutto scherzo alla Lotteria Italia. La settima macchina, quella che dà l’ultimo numero della serie, al momento della partenza non ha fatto scendere tutte le palline nella parte centrale. Le quattro palline sono rimaste ferme nel canale d’immissione, mentre nel cestello giravano solo sei bussolotti numerati. È stato uno di questi  che poi è uscito nel canale e ha dato il numero 3 finale del biglietto estratto a Jesi. Il bussolotto si è accodato alle altre palline che non era entrate quindi nella competizione.

L’estrazione venne pertanto annullata e il biglietto serie U 527243, acquistato a Jesi, lasciò clamorosamente il posto al biglietto serie I 771131 venduto a Milano. Fu la prima volta nella storia del concorso.

A casa mia arrivò persino Striscia la notizia per consegnarmi il Tapiro”, confessa Gullotta. “Lo accettai con piacere, la cosa mi fece molto ridere. Restai stupito perché riuscirono ad individuare la mia abitazione. Ma porto un ricordo simpatico della vicenda. Il mio lavoro non era quello di presentare. Avevo detto sì a Raffaella, sempre gentile e cortese, fu un atto di stima nei miei confronti. Io feci quello che dovevo fare con onestà. Come spesso accade in Italia cominciarono i ‘non sono stato io’, ‘non ho visto’, ‘non c’entro niente’. Da parte mia, notai una cosa che non andava e lo comunicai. Niente di particolare”.

Per Gullotta la storia si esaurì con un Tapiro, lo stesso non si può affermare per la Lotteria. L’avvenimento, infatti, dette vita ad una serie di contestazioni da parte dei possibili vincitori. A Castelbellino, dove era stata venduta la mazzetta con i possibili dieci tagliandi vincenti, si formò un comitato di nove persone per tentare di ottenere un risarcimento. Una protesta che andò a buon fine, come rivelò Repubblica il 28 dicembre 1997, quasi un anno dopo:

Si è chiuso con una transazione tra l’ amministrazione dei Monopoli di stato, il Codacons e i cittadini che avevano fatto ricorso per il ‘pasticcio’ dell’ estrazione Befana 1997. Al gruppo dei nove di Castelbellino saranno dati 540 milioni, 60 milioni a persona, mentre al vincitore di Milano che aveva vinto 200 milioni e che dopo la sospensione del biglietto da 2 miliardi era stato ‘promosso’ tra i vincitori di prima categoria, verrà erogato un miliardo 460 milioni. La transazione è stata resa più facile dal fatto che il possessore del biglietto da 2 miliardi poi sospeso non si è mai presentato.

I più soddisfatti accettarono di presenziare ad una puntata di Fantastico, altri rifiutarono indignati: “Cosa vado a fare, lo stupido?”, sbottò su L’Unità uno dei risarciti. “Certo, il compromesso l‘ho firmato anch’io per chiudere questa storia, ma non sono contento per niente. Sa cosa penso? Ha ragione Bossi, quando dice ‘Roma ladrona’”.

Se i biglietti della Lotteria Italia venduti in quella stagione furono poco meno di 32 milioni, nel 1997-1998 il dato crollò a 19,2 milioni. Un tonfo che molti addebitarono al danno d’immagine subito dal gioco, a cui però andava soprattutto accostato il flop registrato dallo show di Rai1 Fantastico Enrico, che cambiò addirittura titolo ad inizio novembre in seguito all’addio di Montesano, sostituito in corsa da Giancarlo Magalli.

Numeri che, in ogni caso, fanno invidia se letti oggi, a fronte di milioni di tagliandi venduti che non toccano più la doppia cifra da almeno due lustri. Un’altra epoca, decisamente.