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La7, la rete dell’informazione non sta sul pezzo. E Rete4 ringrazia

L’estate di La7, con L’Aria che tira in vacanza a ferragosto e In Onda assente nei giorni caldi dell’Afghanistan

In vacanza nella settimana decisiva, registrata sotto ferragosto e spenta per larga parte della giornata. Per La7 questa estate rappresenta un’occasione persa o, in alternativa, un campanello d’allarme. Sì perché altrove la concorrenza ha continuato ad occupare il terreno di gioco con risultati, oltretutto, più che soddisfacenti.

Il problema nasce da lontano. Omnibus, Coffee Break e L’Aria che tira sono rimasti al loro posto, così come In Onda. Ma la questione non è se sei sul pezzo, bensì come ci stai.

Sul fronte Mediaset, Rete4 non ha mai spento i motori. Stasera Italia c’è sempre stata, in diretta, mentre Zona Bianca ha deciso di proseguire pure in calda stagione per rafforzare il brand e magari attecchire su un pubblico che in inverno non si era accorto del nuovo prodotto. Bisognerà ora vedere se gli spettatori conquistati rimarranno in futuro, ad ogni modo il tentativo può considerarsi riuscito.

Al talk di Giuseppe Brindisi si è aggiunto inoltre Controcorrente, una sorta di Stasera Italia allungato – ma con Veronica Gentili in piedi – che tuttavia ha consentito alla rete di mantenersi accesa fino a notte fonda per due sere alla settimana.

Lo stesso non si può dire di La7. Floris, Giletti, Formigli e persino Zoro non hanno avuto sostituti, con l’unica soluzione adottata dalla rete legata all’allungamento, a fasi alterne, di In Onda.

Proprio la trasmissione di David Parenzo e Concita De Gregorio si è fatta trovare impreparata nei giorni dell’esplosione della crisi afghana. Prima ha bucato la morte di Gino Strada a causa di una puntata pre-ferragostana confezionata anzitempo (si discuteva di caldo record) e in seguito ha letteralmente abbassato le serrande il 14 e 15 agosto, con Stasera Italia e Tg2Post che al contrario fornivano aggiornamenti e approfondimenti a valanga.

Contemporaneamente, L’Aria che tira estate decideva di prendersi una settimana di ferie, nonostante il programma abbia il compito di fare le veci di chi è in vacanza. Il risultato? Per due giorni sono state proposte le repliche di servizi vecchi otto mesi, salvo capire in corsa l’errore e provvedere con il ripescaggio di qualche documentario.

Se sei La7 e ti autoproclami la rete dell’informazione, devi stare in campana sempre. Non puoi spegnere le telecamere per tre mesi, con la semplice scusa dell’arrivo dell’estate. Perché il mondo va avanti e, soprattutto, i telespettatori restano tali pure a giugno, luglio e agosto. L’obiettivo dovrebbe essere quello di coccolarli anziché rischiare che scappino altrove.

Che poi alla fine la sparizione dai radar e l’abbandono del campo di battaglia penalizzano esclusivamente La7, che a settembre e costretta a rieffettuare la semina nei medesimi campi che nel frattempo altri hanno provveduto a coltivare.