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La Storia siamo noi, la questione dei diritti. Dopo le parole di Minoli, arriva la precisazione della Rai

Giovanni Minoli un mese fa raccontò per la prima volta l’intricata vicenda sui diritti de La Storia siamo noi. Ora la Rai risponde con una nota

UPDATE: Ad un mese dalla dichiarazioni di Giovanni Minoli a Il Quotidiano del Sud, la Rai precisa che la titolarità dei diritti di utilizzazione economica de La Storia siamo noi nel complesso spetta all’azienda. La questione sollevata da Minoli nelle settimane scorse, ripresa anche recentemente in un’intervista sul Corriere della Sera, riguarda i diritti da lui posseduti su alcuni testi del solo periodo 2010-2013, dopo quindi la stipula del contratto nel quale era stata inserita la clausola in suo favore. Come già riferito da generiche fonti Rai in precedenza, ora viale Mazzini precisa ufficialmente con una nota che il giornalista può solamente esercitare un potere interdittivo, senza poter disporre di quel materiale a favore di terzi.

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Una raccolta di inchieste e di ricostruzioni storiche al momento senza casa. Questo è il destino che stano attraversando le più di mille ore di trasmissione de La Storia siamo noi, un patrimonio per la Rai dall’inestimabile valore, che al momento giace nell’archivio della Teche a causa di una clausola inserita in un contratto firmato più di dieci anni fa da Giovanni Minoli.

Allora il giornalista firmò un contratto per la direzione delle attività televisive Rai per il Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, accettando una cifra di 800.000 mila euro, secondo quanto riporta LiberoQuotidiano.it, grazie alla quale riuscì a far evitare a Mauro Masi di dover passare per il cda per approvare il contratto stipulato. Tanto valse allora quella clausola, che però oggi – a distanza di dieci anni, durante i quali i vari dirigenti che si sono succeduti a viale Mazzini non se ne sono occupati, talvolta probabilmente ignorandone l’esistenza – torna a fare parlare di sé e porta concretamente sul tavolo dei vertici Rai la possibilità di perdere un importante archivio aziendale.

Giovanni Minoli, sulle pagine de Il Quotidiano del Sud, si dice pronto a discutere con la Rai perché il suo desiderio è che questo importante materiale resti di proprietà italiana, evitando che si debba arrivare a cedere i diritti a gruppi extranazionali, dai quali sarebbero arrivate proposte o almeno delle azioni preliminari per sondare il terreno.

Io non voglio fare alcun mercato, sono prontissimo a trovare l’accordo semplicissimo con la Rai che rischia davvero di perdere il patrimonio genetico della nostra storia attraverso la televisione.

Sempre secondo il quotidiano diretto da Roberto Napoletano e Rocco Valenti la Rai avrebbe proposto a Minoliun programma-contenitore che faccia una sola salsiccia dei suoi contenuti”. L’azienda di viale Mazzini non parrebbe infatti intenzionata a salvare tutto il materiale de La Storia siamo noi.

Rispondendo a un’interpellanza di LiberoQuotidiano.it l’azienda aveva confermato una negoziazione con Minoli per riacquisire i diritti di titolarità del programma – che di fatto ora fanno esercitare a Minoli un potere interdittivo (la Rai ribadisce infatti di essere “l’unica che può autorizzarne la diffusione” e che il giornalista “può vantare diritti sui soli testi a suo tempo ideati”) – erealizzare un nuovo progetto editoriale di durata biennale con il coinvolgimento dello stesso Minoli.

Una vicenda intricata, dove però la volontà di entrambe le parti sembra quella di giungere ad un accordo che salvi anni di lavoro e un importante ricchezza anche per l’avvenire. Ora resta da capire quanto tempo ci vorrà affinché questo accordo veda la luce.

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