Jutta Leerdam oro olimpico e 5 milioni di follower: la “Regina del ghiaccio” che divide l’Olanda e conquista l’Italia
Uno dei personaggi di punta delle Olimpiadi di Milano-Cortina è senza dubbio Jutta Leerdam, campionessa olimpica nei 1000 metri di pattinaggio velocità. Ma la pattinatrice olandese divide l’opinione pubblica: atleta o influencer? Popolare o famosa? Gli italiani la amano. Gli olandesi la sopportano
Dire che Jutta Leerdam divida l’opinione pubblica, in particolare quella femminile, è un eufemismo. La pattinatrice olandese, 27 anni, ha conquistato una delle medaglie d’oro più attese e importanti, quella dei 1000 metri nel pattinaggio di velocità, unico oro olandese al momento alle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina. Ma nonostante questo i tifosi oranje la considerano una conseguenza di questi giochi, più che un simbolo…
La regina del ghiaccio divide
“Se le Olimpiadi dovrebbero portare popolarità, lei ha portato la fama. Se i giochi dovrebbero garantire l’affetto lei ha consolidato il suo business che è soprattutto fatto di marketing. È una vincente, ma questo non vuol dire che debba per forza essere simpatica.” Scrive di lei uno degli editorialisti del De Telegraaf, uno dei quotidiani olandesi più affermati e diffusi.
Non è semplicemente una questione di sfumature. Jutta è arrivata a Milano con un jet privato insieme al fidanzato Jake Paul, youtuber americano da 70 milioni di follower sui social, pugile dilettante (messo al tappeto da Anthony Joshua a dicembre in un incontro trasmesso da Netflix) e sostenitore dichiarato di Donald Trump. E mentre lei snobba il villaggio olimpico e dorme in un albergo alla moda in centro, i suoi compagni di squadra sono arrivati con un volo di linea insieme al resto della delegazione olandese.
Lunedì Jutta Leerdam ha vinto l’oro nei 1000 metri stabilendo il nuovo record olimpico (1.12.31), battendo la connazionale Femke Kok e mettendo a tacere – almeno temporaneamente – i critici che l’avevano definita una “terribile diva”. Domenica andrà a caccia del secondo oro nei 500 metri, la distanza dove Kok parte favorita essendo campionessa del mondo in carica sulla mezza distanza… Tra le due “affetto e collaborazione” dice la versione ufficiale dei comunicati stampa federali. Ma molti parlano di rapporti forzati. E non molto amicali.
La rottura con Sven Kramer e la libertà commerciale
Di fatto Jutta nella nazionale olandese è una sorta di corpo estraneo. Due anni fa la Leerdam ha rotto con Sven Kramer, leggenda del pattinaggio di velocità e quattro volte campione olimpico, oggi manager della squadra olandese. La pattinatrice pretendeva routine di preparazione individualizzate e, soprattutto, libertà commerciale: sponsor propri e diritti di immagine slegati dagli accordi della nazionale. “Nessuno è più grande della squadra”, aveva dichiarato Kramer all’epoca, considerato il più grande pattinatore dell’era moderna. E per un po’ sembrava quasi che la frattura potesse essere insanabile lasciando la pattinatrice a casa.
Alla fine la federazione, non senza polemiche, le ha concesso quello che chiedeva. Non deve dunque sorprendere che non sia lei il portabandiera olandese.
Ma dopo l’oro di lunedì, con un Paul emozionato che urlava dagli spalti, Kramer si è trovato davanti a una realtà ineludibile: Leerdam ha portato alla nazionale e al paese un’immagine giovanile e una visibilità che hanno modernizzato uno sport che finisce sotto i riflettori internazionali solo una volta ogni quattro anni. Con 5 milioni di follower su Instagram, Jutta Leerdam è la pattinatrice più seguita della storia. Femke Kok non arriva a 250mila.

“Diva terribile” o campionessa moderna?
In un Paese come l’Olanda che valorizza la modestia, il gruppo e il senso di appartenenza, le ostentazioni di ricchezza ed esuberanza vengono mal tollerate: anche se vinci. Il celebre opinionista sportivo Johan Derksen, 77 anni, l’ha definita una “terribile diva affamata di egoismo” in diretta televisiva su SBS6 questa settimana.
Dopo la vittoria di lunedì, però, persino il quotidiano De Telegraaf ha elogiato la sua influenza, sottolineando che con l’oro olimpico Leerdam “ha risposto a tutti i suoi critici”. Va detto che gran parte delle critiche proviene dai media olandesi che Leerdam talvolta trascura – anche con un pizzico di disdegno – preferendo le grandi agenzie di stampa americane e gestendo personalmente la sua immagine sui social.
Il duello con Femke Kok: due stili opposti
Lunedì Leerdam ha battuto di misura la connazionale Femke Kok, la cui personalità sobria contrasta nettamente con l’esuberanza gioiosa della “Regina del ghiaccio”. “C’è rispetto reciproco tra noi due. La nostra rivalità fa progredire il pattinaggio”, ha dichiarato Kok dopo la gara.
Due rivali che non potrebbero essere più diverse, sia nella personalità che nello stile di pattinaggio. Kok è esplosiva, capace di raggiungere un’alta frequenza di falcata rimanendo agile grazie al suo passato di ginnasta. Leerdam è invece “potenza muscolare, grezza ma aerodinamica”, come la definisce la connazionale Ireen Wüst, la pattinatrice più decorata della storia con 13 medaglie olimpiche.

Domenica la prova dei 500 metri
Sui 500 metri, Kok parte con un vantaggio netto non solo per via dei precedenti. Ma Leerdam sarà, come dice spesso su Instagram, in modalità da combattimento. L’attesissima finale dei 500 metri è in programma domenica prossima, 16 febbraio, alle ore 15.00, diretta su RaiSport HD e streaming su RaiPlay.
L’oro nei 1000 metri era il titolo che ancora mancava in bacheca a Leerdam, che a Pechino 2022 si era accontentata dell’argento nella stessa specialità. Ora può completare l’opera con il doppio oro olimpico, consolidando il suo status di atleta dominante e – che piaccia o no ai puristi olandesi – di icona moderna dello sport nell’era dei social media.