Home Notizie Intervista con Thomas Centaro: “Se la gente sta sul divano a guardare Netflix, faccio in modo che il teatro diventi un po’ Netflix”

Intervista con Thomas Centaro: “Se la gente sta sul divano a guardare Netflix, faccio in modo che il teatro diventi un po’ Netflix”

Thomas Centaro racconta la sua nuova sfida, un musical sul tema L’Odissea. Il creatore del musical parodia più longevo della scena italiana racconta tredici anni di successi, prezzi calmierati e una vocazione che non si discute

16 Marzo 2026 16:47

Tredici anni di palco sulle spalle, migliaia di spettatori conquistati quasi esclusivamente col passaparola, prezzi calmierati per principio e un titolo che già da solo avvisa il pubblico su cosa aspettarsi: L’Odissea — Una Vera Troyata.

Thomas Centaro, autore, regista e performer romano con un percorso che attraversa palcoscenico, doppiaggio, radio e televisione, riporta in scena tredici anni dopo il debutto il suo musical parodia all’EcoTeatro di Milano il 27 e 28 marzo alle 20.30. Uno spettacolo che prende il poema omerico, lo smonta pezzo per pezzo e lo rimonta con hit italiane e internazionali riadattate, anacronismi esilaranti e personaggi che mescolano la solennità del classico con la cultura pop.

L’Odissea, una vera Troyata: il titolo come dichiarazione d’intenti

Partendo dalle basi, Thomas Centaro è uno che viene dal teatro di prosa se non addirittura drammatico. Ha cominciato con l’Elettra di Eschilo, a soli diciannove anni e poi, una evoluzione dopo l’altra ha proposto con successo il musical parodia. Dunque, partendo dall’inizio com’è che già tredici anni fa avevi deciso di portare in scena una parodia dell’Odissea. E com’è che torna d’attualità oggi? “Ragiono sempre così per qualunque titolo vada a trattare, che sia una parodia o quando facemmo prosa o drammi: la storia va conosciuta. Punto. Quello è il punto di partenza.”

L’Odissea, spiega, non è solo un’avventura: “È un grandissimo fantasy. I personaggi sono degli archetipi che, visti oggi, possono essere ancora molto contemporanei. Ho lavorato proprio su questa corda e ho reso quelli che erano personaggi ancestrali quasi gente comune. È un esercizio che ho fatto anche per la Bibbia, e ha funzionato.”

Sul sito dello spettacolo, sotto al titolo, Centaro ha aggiunto una postilla: “L’Odissea — una vera troyata”. Una scelta precisa: “A volte viene venduto uno spettacolo come se fosse la cosa più geniale del mondo e poi all’intervallo cerchi una scusa per scappare. In questo caso invece è dichiarato, conclamato e risaputo: non c’è trucco e non c’è inganno. Si ride a teatro perché vuoi ridere e cerchi qualcosa semplicemente che ti faccia passare un paio d’ore di buon umore, consapevolmente.”

Il teatro come Netflix: la strategia dei prezzi calmierati

Dopo il covid, il pubblico teatrale non è tornato come ci si aspettava. Centaro ha una teoria precisa su questo: “Guarda, nel mio caso è proprio una vocazione. Volevo fare teatro indipendentemente da tutto e da tutti. Poi in realtà sappiamo anche che i tempi, verrebbe da dire grazie ma anche nonostante i social, sono cambiati soprattutto riguardo agli acquisti. Se la gente sta sul divano a guardare Netflix, allora faccio in modo che il teatro diventi un po’ Netflix. Esattamente quello che il pubblico trova. È per questo che vado avanti: perché poi la gente, una volta seduta lì, torna volentieri sempre. E questa per me è una grandissima vittoria.”

I prezzi accessibili sono parte integrante di questa filosofia. Tanti spettatori, racconta, non avevano mai messo piede in una sala prima di L’Odissea: “Grazie ai prezzi accessibili, la mia parodia è riuscita ad avvicinare al teatro centinaia di spettatori che non avevano mai messo piede in una sala. Il teatro è di tutti, perché lo svago non può e non deve essere un lusso.”

Alcuni di questi neofiti sono diventati habitué che conoscono le battute a memoria e cantano le canzoni a squarciagola. Molti comprano gadget, merchandising… Il teatro si sostiene anche così.

Odissea, Centaro
Thomas Centaro, a sinistra, nei panni di Mercurio accanto a Ulisse – Credits thomascentaro.com (TVBlog.it)

La parodia in Italia: “Sembra quasi di bestemmiare”

In Italia, nonostante una tradizione ricchissima, non solo dialettale ma anche di compagnie storiche e di grande importanza, la parodia teatrale non gode di grande rispetto. Centaro lo sa bene: “Parlando di parodia nel teatro italiano sembra quasi di bestemmiare. Qua in Italia non vengono accolte con lo stesso entusiasmo che magari altri titoli — un po’ più banalotti, se vogliamo — possono invece avere. Sai, un po’ più blockbuster, inteso in questo senso.”

Eppure, precisa, le sue parodie non sono prodotti leggeri: “Le mie vanno proprio al centro dei personaggi così come sono stati scritti. Poi Omero va interpretato, naturalmente. Ma i personaggi dell’Odissea sono archetipi potenti. Persino Christopher Nolan forse non ha capito bene quanto possono essere ancora contemporanei.”

Il punto, insiste, è che far ridere non significa svuotare: “Farsi ascoltare dal maggior numero di persone anche con una parodia significa fare cultura. Quando concepisco le mie opere studio a fondo e scrivo in maniera semplice, curando l’aderenza alla fonte originale, perché desidero essere a prova di docenti universitari. Tuttavia non voglio escludere nessuno.”

Il cast: attori veri che sanno ancora ridere di sé

Uno degli elementi distintivi del progetto è il cast, che non proviene dalle accademie di musical ma dal teatro di prosa. Una scelta che secondo Centaro fa tutta la differenza.

“Noi non nasciamo in un’accademia di musical come performer: noi nasciamo attori di prosa e attori drammatici. Lo spettacolo primo che abbiamo fatto io e Penelope insieme, per esempio, è stata l’Elettra di Eschilo — ventisei anni fa, io avevo diciannove anni.”

Da lì il percorso ha attraversato il fantasy, il musical, la prosa drammatica, il doppiaggio. “Avendo attraversato tantissime forme, siamo arrivati al musical e ho detto: ragazzi, bisogna fare un esercizio inverso. Tutto quello che abbiamo imparato teniamocelo in tasca, dimentichiamocelo e andiamo oltre. E ha funzionato.”

Il segreto, però, è uno solo: “Il nostro bello — e te lo dico perché siamo proprio così di carattere — è che non siamo gente che va in giro a quattro metri da terra. Siamo molto concreti, molto umili, e siamo i primi ancora a ridere alle prove dopo tredici anni. Questo ci aiuta a trasmettere questo stesso stato d0animo al pubblico: quando ci vede sul filo della risata, non si trattiene mai e si lascia molto andare. Questo è forse il nostro ingrediente segreto.”

Odissea, Ulisse
Ulisse, Andrea Bonati, accanto a Penelope, Alessandra Ruta – Credits thomascentaro.com (TVBlog.it)

Milano, 27 e 28 marzo: un antidoto alla paura

L’Odissea — Una Vera Troyata va in scena all’EcoTeatro di Milano, in via Fezzan, il 27 e 28 marzo alle 20.30. Biglietti e informazioni su www.thomascentaro.com/odissea. In un momento in cui la comunicazione sembra costruita sulla paura e sulla tensione, Centaro rivendica il diritto allo svago come scelta culturale consapevole.

“Senza andare contro nessuno e senza bypassare quelli che sono i problemi del mondo, è anche vero che un po’ di svago ogni tanto ci sta. Non so se tu la accendi la tv, ma è un’ecatombe: anche la comunicazione marca spesso la mano sulla paura, sulla tensione. Io faccio un esercizio contrario e distendo. Un sorriso è gratis. Senza andar contro nessuno e nel pieno rispetto di quello che ci circonda: non bisogna mai dimenticarsi che esiste ancora una vita là fuori, fuori dai social e fuori dalla tv.”