Incastrati, Anna Favella e Marianna Di Martino: “Una serie local ma anche internazionale, molto attesa all’estero””

Le due attrici ci hanno rivelato le difficoltà ad entrare nei giusti tempi di una comedy, ma anche l’aiuto giunto loro da Ficarra e Picone

In ogni storia portata in scena da Ficarra e Picone ci sono delle controparti femminili che, nell’arco del racconto, si rivelano essere fondamentali per il suo sviluppo e per quello dei due protagonisti. Non fa eccezione Incastrati, la prima serie tv per Netflix interpretata, scritta e diretta dal duo siciliano che, per l’occasione, ha scelto di farsi affiancare da Marianna Di Martino ed Anna Favella.

Di Martino interpreta Agata, poliziotta ex compagna di classe dei due protagonisti e per cui Valentino ha da sempre una cotta (sebbene lui cerchi di negare nel corso degli episodi) e che torna in Sicilia dopo un periodo di lavoro altrove. Favella, invece, è Ester, la moglie di Salvatore, donna estremamente attenta al benessere ed alla sana alimentazione, ma anche annoiata dalla vita coniugale, ed in particolare dall’ossessione del marito per le serie tv poliziesche.

Due personaggi molto differenti, ma anche utili -come detto- allo sviluppo della trama. Ma qual è l’aspetto dei loro personaggi su cui hanno dovuto lavorare di più? “Per me la sfida più grande è stata calarmi in una situazione in cui io mi ritrovo difficilmente nella vita”, ci dice Di Martino. “Essere costretta a fare qualcosa che non voglio assolutamente fare, ma che so di dover fare, quindi devo mettere tutta me stessa. Agata si trova in questa prova: io di rado sono così ligia al dovere, se non voglio fare una cosa, difficilmente la faccio!”.

“Ci sono molte affinità tra me ed Ester, invece”, aggiunge Favella. “Pratico yoga, mangio in maniera salutare, ho un occhio di riguardo verso alcuni temi legati alla sostenibilità ed al pianeta… Come persona, ho dovuto mettere in più una prova attoriale comedy: è stata una delle mie più grandi preoccupazioni, stare all’interno di un contesto così collaudato e ben oleato e definito, io che arrivo da numerose serialità più drammatiche”.

Essere dirette da Ficarra e Picone, però, deve avervi aiutato…

Favella: “Mi ha facilitato tantissimo. Già durante le prove sono stati fenomenali, riescono a coinvolgerti così tanto ed a farti sentire a tuo agio che quando ti danno il giusto consiglio ti lasci andare, perché sai che quella scena deve essere fatta in quel modo. Da un dettaglio, come la pettinatura buffa che porto durante le lezioni di yoga, ai tempi da tenere… Alzo le mani!”

A proposito di comicità, il pubblico italiano ride da tempo con Ficarra e Picone, mentre per quello straniero la loro comicità potrebbe essere una novità: secondo voi, come reagiranno all’estero con Incastrati?

Favella: “E’ una serie che da una parte è molto local -descrive una terra come la Sicilia che ha delle caratteristiche specifiche- e dall’altra parte è molto internazionale. E’ così specifica che alla fine riesce ad essere internazionale. Avendo recitato all’estero so che aspettano molto i prodotti italiani… Incrociamo le dita, però secondo me sarà una bella sorpresa”.

Di Martino: “Non solo in Italia si vive dell’immaginario siciliano. Secondo me Ficarra e Picone hanno giocato in maniera molto intelligente la carte del particolare. Raccontando il particolare si può raccontare l’universale. Tutti i siciliani nel mondo si riconosceranno nella serie, e poi sono dinamiche che appartengono a tutte le realtà che hanno delle similitudini con la Sicilia”.