Ilary Blasi e gli spot con la “presenza” di Totti: quando la pubblicità non sta dietro alla realtà

In tv viene ancora trasmesso lo spot dell’ammorbidente in cui Ilary evoca Totti. Sono tanti i casi in cui le pubblicità non stanno dietro alla realtà

Spot scaduti, o trasmessi fuori tempo massimo. Di esempi ce ne sono a bizzeffe. Storie valide fino ad un secondo prima, ma improponibili un istante dopo, perché nel frattempo il contesto è mutato.

C’è la finzione, riprodotta nelle pubblicità, che spesso cozza con la vita reale, con colpi di scena spesso clamorosi e inaspettati. O c’è la realtà, trasferita in messaggi promozionali che però restano congelati a fronte di una quotidianità in costante e rapida evoluzione.

Prendete Totti e Blasi, coppia mediaticamente perfetta fino a pochi mesi fa ed esplosa ad inizio estate, con la separazione che ha messo in difficoltà pure il piccolo schermo che sui due ha puntato per un ventennio, nella convinzione di andare a colpo sicuro.

Le certezze assolute, tuttavia, non appartengono a questo mondo e a pagarne le conseguenze è lo spot dell’ammorbidente che vede protagonista la conduttrice. Totti non c’è, eppure viene costantemente evocato. “Senza metafora calcistica non ce la fa…”, dice la Blasi rivolgendosi alla telecamera, mentre è al telefono proprio con quello che sembra il Capitano.

Lo stesso Totti appare in foto nelle cornici poggiate sul comodino di fianco al letto su cui è sdraiata Ilary. Piccoli dettagli faticosamente eliminabili, rispetto ad altri riferimenti più espliciti che – al contrario – sono spariti dai radar, come quel “Francesco, hai giocato ancora in camera?”, seguito da un perentorio “stasera dormi sul divano”.

I precedenti. Dal gorilla dell’analcolico a Valentino Rossi e Mike

La storia della tv e della pubblicità è piena di scivoloni in tal senso, assolutamente imprevedibili, con sfortuna e fatalità che ci hanno messo del loro. Prendete il gorilla dell’analcolico che nel 2020, nemmeno una settimana prima dell’annuncio del lockdown a causa dell’esplosione della pandemia, invitava gli italiani ad abbracciarsi.

Andando ancora più indietro con la memoria, come dimenticare Valentino Rossi, testimonial nell’estate del 2007 di una compagnia telefonica nel bel mezzo della bufera per via dei guai col fisco. La trovata, in quel caso, fu tanto provocatoria quanto geniale. Il campione di motociclismo riapparve all’interno di una stalla allo scopo di rafforzare il messaggio del passaggio dalle stelle alle stalle. “Sì, ho avuto un po’ di pressione quest’estate, ma poi passa”, dichiarava Valentino.

Un’altra compagnia, stavolta nel 2009, si ritrovò a fronteggiare l’improvvisa scomparsa di Mike Bongiorno, che già aveva realizzato alcuni spot da mandare in onda. Tra questi spiccava anche la partecipazione del figlio Leonardo, che si aggiunse a Mike e a Fiorello. Rimasti in un primo tempo in naftalina, i filmati vennero sbloccati dodici giorni dopo la morte del presentatore “su desiderio della famiglia Bongiorno”. La pubblicità intesa come omaggio.