Ilary Blasi racconta la vittoria di Chanel Totti a Pechino Express: “Chanel è come me”
Ilary Blasi, in un’intervista uscita sul settimanale Chi, commenta l’avventura della figlia Chanel a Pechino Express, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa.
Ilary Blasi, in un’intervista pubblicata dal settimanale Chi nel luglio 2026, ha parlato della vittoria di Chanel Totti a Pechino Express. Un racconto da madre, prima ancora che da volto tv: l’orgoglio per la figlia, il viaggio affrontato insieme a Filippo, le emozioni venute fuori lungo il percorso e quel filo familiare che, inevitabilmente, ha accompagnato tutta l’esperienza.
Il consiglio prima della partenza: “Resisti almeno due o tre puntate”
Prima della partenza per Pechino Express, Ilary Blasi aveva dato a Chanel Totti un consiglio semplice, quasi una battuta. Ma molto da madre. “Ti prego, amore, almeno due o tre puntate resisti, non facciamo figure!”. Lo ha raccontato lei stessa a Chi, ricordando con il sorriso quel momento e commentando la vittoria della figlia nel programma.
Ilary ha spiegato di rivedersi nel lato competitivo di Chanel. Una che, almeno stando alle parole della madre, non entra in gara solo per fare presenza. “Se gioco devo vincere, capito? Anche Chanel è così”, ha detto Ilary Blasi. Una frase leggera, certo, ma fino a un certo punto. Perché a Pechino Express non bastano simpatia e buona volontà: pesano la fatica, la convivenza, gli imprevisti, la capacità di tenere duro quando il viaggio si complica. E già superare le prime tappe, a volte, è una prova vera.
La crescita di Chanel e Filippo: da partenza lenta a coppia vincente
Il percorso di Chanel Totti e Filippo, secondo il racconto di Ilary, non è partito subito nel migliore dei modi. All’inizio i due avrebbero faticato a trovare ritmo, intesa e modo di gestire le tensioni. Poi, poco alla volta, la gara è cambiata. Tappa dopo tappa, Chanel e Filippo hanno trovato un equilibrio, imparando a sostenersi nei momenti più difficili e a muoversi con più sicurezza dentro le regole del programma.

È questa crescita ad aver colpito Ilary Blasi. “Alla fine mi ha dato una grande soddisfazione”, ha confidato al settimanale. Una vittoria arrivata non solo con la resistenza fisica, ma anche con la capacità di adattarsi. Pechino Express, del resto, mette i concorrenti davanti a tutto: spostamenti, prove, stanchezza, ospitalità da cercare lungo la strada, rapporti da tenere in piedi anche quando l’umore cala. Per Chanel, cresciuta sotto i riflettori e figlia di due personaggi molto esposti come Ilary Blasi e Francesco Totti, c’era anche uno sguardo in più addosso. E questo rendeva ogni passo ancora più osservato.
La commozione per la sorella e il racconto della separazione in famiglia
Il passaggio più intimo è arrivato quando Chanel si è commossa pensando alla sorella. Un momento che Ilary ha ricordato con particolare partecipazione, anche perché — ha spiegato — la figlia non è una che mostra facilmente quello che prova. “Chanel è un po’ come me, non si emoziona facilmente”, ha detto la conduttrice. Vederla cedere davanti a un messaggio familiare l’ha toccata. Lontano da casa, senza le abitudini di sempre, anche una telefonata o un video possono pesare di più. E arrivare dritti.
Da lì, Ilary Blasi ha parlato anche della separazione da Francesco Totti e di come i figli abbiano vissuto quel periodo. Lo ha fatto senza entrare nelle questioni giudiziarie o nelle polemiche, scegliendo invece un’immagine molto concreta: “È come una specie di terremoto, no?”. Secondo lei, quando una famiglia affronta una separazione, ognuno soffre a modo suo e cerca un posto in cui sentirsi protetto. “Ognuno trova la propria nicchia, la propria zona di comfort”, ha spiegato. Parole misurate, ma non fredde, che spostano il racconto lontano dal gossip e lo riportano alla vita di tutti i giorni di una famiglia esposta, osservata, ma comunque alle prese con fragilità comuni. In questo quadro, la vittoria di Chanel a Pechino Express diventa anche un segnale di crescita: una prova lontano da casa, tra fatica, emozioni trattenute e una soddisfazione finale condivisa da chi, da Roma, l’ha seguita passo dopo passo.