Home Gossip Il mito, la TV in salotto e la folla per strada: Giampiero Ingrassia e Cesare Rascel si raccontano a Chiamami Radio2

Il mito, la TV in salotto e la folla per strada: Giampiero Ingrassia e Cesare Rascel si raccontano a Chiamami Radio2

Giampiero Ingrassia e Cesare Rascel sono stati ospiti di Chiamami Radio2 con Federica Elmi e Agostino Penna

pubblicato 9 Giugno 2026 aggiornato 10 Giugno 2026 10:45

Ieri i microfoni di Chiamami Radio2 si sono accesi su uno dei temi più affascinanti, complessi e talvolta ingombranti del mondo dello spettacolo: l’eredità dei padri.

Ospiti nel salotto di Rai Radio2, guidato con la consueta verve da Federica Elmi e Agostino Penna, con il graffio intellettuale di Antonella Boralevi, la regia di Leonardo Sinibaldi e la cura di Emma Caggiano, sono stati due “figli d’arte” d’eccezione: Giampiero Ingrassia e Cesare Rascel (all’anagrafe Cesare Renato Ranucci).

La domanda di partenza, posta ai due ospiti, tocca corde profonde: esiste un momento specifico in cui si realizza che i propri genitori non sono una proprietà privata, ma un patrimonio collettivo amato da milioni di persone? E soprattutto, come si costruisce una propria carriera all’altezza di quel cognome?

Giampiero Ingrassia: “I Beatles italiani, il peso dei provini e la palestra del musical”

Per Ingrassia, figlio dell’indimenticabile Ciccio (che con Franco Franchi ha segnato la storia della comicità italiana con oltre 140 film tra gli anni ’60 e ’70), la awareness è arrivata attraverso la magia del tubo catodico e l’impatto con una popolarità travolgente.

Me ne sono accorto quando vedevo la TV“, ha raccontato Ingrassia in studio. “C’era mio padre e poi, dopo mezz’ora, mio padre tornava a casa. Io ero piccolo e non riuscivo a capire come mai dieci minuti prima era dentro la televisione e poi me lo trovavo lì davanti in salotto”.

Un corto circuito visivo che si trasformava in realtà non appena si varcava la porta di casa per un momento qualunque, come una cena in famiglia: “Soprattutto quando andavamo a mangiare insieme: non esisteva un attimo di privacy. Negli anni Sessanta loro hanno avuto il picco di popolarità, ed uscire con loro era letteralmente come camminare a braccetto con i Beatles”.

Ma portare un cognome del genere quando si decide di intraprendere la stessa strada è un’arma a doppio taglio. Ingrassia, alla domanda di Federica Elmi, sulla difficoltà che talvolta può nascere nel portare un cognome così famoso ha detto: ” “Mio padre ha fatto molto più cinema, quindi io ho preferito la carriera teatrale ed è stato naturale che all’inizio ci fosse anche il musical. Ma quando andavo a fare i provini e leggevano ‘Ingrassia’, dicevano: ‘Parente?’. E io: ‘Sì’. A quel punto pretendevano il doppio da me, non potevo fare un errore. Però è stata una buona palestra, bisogna farsi le ossa”.

Ingrassia a Chiamami Radio2

Cesare Rascel: “Per me era normale non poter fare due metri a piedi”

Se per Ingrassia il confronto è passato attraverso la disciplina del teatro, per Cesare Rascel, figlio del leggendario “piccolo grande uomo” dello spettacolo italiano, Renato Rascel, e dell’attrice Giuditta Saltarini, la percezione della fama è stata qualcosa di innato. Crescere immersi nel mito ha paradossalmente anestetizzato il senso di eccezionalità, trasformando il bagno di folla nella sua unica idea di quotidianità.

Per me, l’assurdità era la normalità“, ha spiegato Rascel. “Dato che ero nato in quel contesto, per me era assolutamente normale il fatto che non si potessero fare due metri consecutivi per strada senza essere fermati. Pensavo che la vita di tutti quanti fosse esattamente così, che fosse la regola per chiunque”.

Oltre alla popolarità, però, Rascel ha voluto sottolineare la grandezza umana e professionale di quella generazione di pesi massimi dello spettacolo: “Gli artisti di quel livello avevano un rispetto sacro per il loro pubblico. Mi ricordo che papà diceva sempre: ‘Non bisogna mai sottrarsi all’affetto del pubblico‘. E si dedicava alle persone con un metodo molto lento, generoso, senza mai scappare”.

Tra commedia e scouting: la carriera oggi

Dal passato glorioso dei padri al presente dei figli, la conversazione è scivolata fluidamente sui progetti attuali, legati a una commedia divertentissima e a una serie televisiva dedicata proprio al mondo della danza. Cesare Rascel: “Abbiamo appena finito di girare una serie televisiva dedicata proprio alla danza”.

Ingrassia invece continua la sua carriera in teatro: “Sarò in  tournée da ottobre con il nuovo spettacolo “Ciò che vide il maggiordomo“, una commedia divertentissima e poi per il terzo anno riprendo “Ti ho sposato per allegria”. Tutto teatro.

L’incontro a Chiamami Radio2 si è chiuso così: tra il racconto nostalgico di un’Italia in bianco e nero che riempiva i cinema e i teatri, e la visione concreta di chi, oggi, continua a fare spettacolo muovendosi tra palcoscenici, scouting e nuove sfide artistiche. Sempre con lo stesso, immutato rispetto per il pubblico ereditato da papà Ciccio e papà Renato.