Il cast di Doc – Nelle tue mani si unisce alla manifestazione contro il genocidio a Gaza e sospende il lavoro sul set
L’Italia in piazza per Gaza. E anche gli attori di una delle serie più amate e popolari non mancano di far sentire il proprio sostegno.
Uno sciopero generale quello di oggi, lunedì 22 settembre. Un’ondata di solidarietà con Gaza, un’iniziativa che sta coinvolgendo vari settori professionali, tra cui trasporti, logistica, scuole e università. La manifestazione principale ha luogo a Roma, con partenza da Piazza dei Cinquecento, e vede la partecipazione di numerosi lavoratori, attivisti e anche del cast della popolare serie televisiva Doc-Nelle tue mani. Gli attori, impegnati nella quarta stagione del programma, hanno deciso di unire la loro voce a quella di chi oggi lotta contro la violenza e il genocidio a Gaza.
L’Unione Sindacale di Base (USB), promotrice dell’iniziativa, ha definito questo sciopero come “un fiume in piena che attraversa l’Italia”, un atto di protesta contro la complicità dei governi occidentali, Italia inclusa, rispetto alle politiche israeliane. “È il momento di rompere con lo Stato di Israele, difendere Gaza e fermare il riarmo”, ha dichiarato il sindacato, che ha organizzato oltre ottanta presidi in tutta la penisola. La mobilitazione si inserisce in un contesto di crescente indignazione per il massacro in corso e per le dichiarazioni politiche che, secondo i manifestanti, distorcono la realtà, presentando l’Italia come un alleato della pace, mentre continua a sostenere Israele.
Lo sciopero del cast di Doc – Nelle tue mani
Attraverso un post sui social, i protagonisti della serie Doc – Nelle tue mani hanno spiegato la loro decisione di interrompere le riprese per partecipare alla mobilitazione. “Nel nostro lavoro, spesso ci troviamo a simulare il dolore e a rappresentare la sofferenza, ma nulla ci avrebbe mai preparato a ciò che sta accadendo in questi giorni sotto i nostri occhi”, hanno scritto, sottolineando la gravità della situazione e la necessità di agire. Una presa di posizione importante, quella degli attori di una delle fiction più amate, anche grazie alla presenza, nelle prime stagioni, di Luca Argentero.

Il messaggio è una chiara condanna alla brutalità del conflitto e un atto di solidarietà verso le vittime innocenti, in particolare verso gli operatori sanitari, come Hussein Alnajjar, ucciso a Gaza durante il suo lavoro con Medici Senza Frontiere. “Vogliamo essere vicini a chi, indossando il camice, perde la vita ogni giorno per salvare quelle degli altri”, hanno aggiunto, firmando il comunicato collettivo.
Lo sciopero non è solo un atto simbolico: è anche una forte manifestazione di disaccordo nei confronti delle politiche estere e interne che, secondo i partecipanti, perpetuano l’inumanità del conflitto. La richiesta di un impegno concreto da parte delle istituzioni italiane, che mettano fine alla complicità con le azioni militari israeliane, è al centro della protesta. L’appello alla solidarietà con il popolo palestinese è chiaro: “Con Gaza nel cuore, blocchiamo tutto per fermare l’orrore.”
Le parole di chi partecipa alla protesta risuonano come un richiamo a non rimanere indifferenti di fronte alle atrocità, un invito a prendere posizione per i diritti umani e a unire le forze in un’unica voce di condanna contro il genocidio. Ed è significativo che a fermarsi non siano solo i settori “tradizionali” (si pensi ai trasporti), ma che anche l’industria televisiva decida di schierarsi.