Home Notizie Grande Fratello, è la fine di un’era: perché il reality show non appassiona più il pubblico

Grande Fratello, è la fine di un’era: perché il reality show non appassiona più il pubblico

Il Grande Fratello fatica negli ascolti. Il reality show sta attraversando un momento di crisi, come rivitalizzare un cult della televisione italiana.

1 Novembre 2025 17:23

Il Grande Fratello ha fatto 13. Detta così potrebbe sembrare una sicurezza, ma i proverbi e la retorica si fermano davanti ai numeri. Se, nelle credenze popolari, il tredici porta bene, dalle parti di Cologno Monzese è segno di sventura. Lo Share al 13%, infatti, rispetto al famoso reality show (il più longevo del piccolo schermo) rappresenta un campanello d’allarme più che rilevante. Il format è stato rinnovato, addirittura riportato alle origini, per cercare di dare una sferzata.

I risultati, fino a questo momento, dicono che non è bastato. Simona Ventura alla conduzione sta dando il massimo, eppure gli spettatori non sembrano essere interessati alle vicende della casa più spiata d’Italia. La versione nip del GF doveva essere una boccata d’ossigeno per Mediaset, invece si sta rivelando la sua Kryptonite. Il Grande Fratello, nei primi anni Duemila, non era Superman ma quasi.

Grande Fratello, dalle stelle alle stalle

Lo guardavano tutti: numeri da capogiro, personalità sconosciute entrando nella casa diventavano illustri a tempo di record. Due su tutti: Rocco Casalino e Ilenia Pastorelli, senza dimenticare i vari Taricone, Floriana Secondi, Serena Garitta, Cristina Plevani, fino ad arrivare a Marina La Rosa e Pasquale Laricchia.

documentario grande fratello dove vedere
L’Inizio del Grande Fratello con Pietro Taricone e Cristina Plevani (Foto Mediasetinfinity.it) – Tvblog.it

Tutte personalità che si sono fatte strada nel mondo dello showbiz partendo da una casa, perchè gli inizi del nuovo millennio a Cinecittà volvevano dire interesse assicurato per chi viveva sotto controllo. Guardare quello che facevano venti sconosciuti, di fatto spiati consensualmente, era una sorta di morbosità benevola che incollava davanti al piccolo schermo milioni di persone. Un ossimoro tra opposti, bene e male: controllo e gossip che si alternavano, in nome dello share. In principio fu Daria Bignardi, poi toccò a Barbara D’Urso e Alessia Marcuzzi. Ora tocca a Simona Ventura.

Ascolti in calo

I valori dello show sono sempre gli stessi, ma è il pubblico a essere cambiato. Le tendenze si modificano e deve adeguarsi anche il mezzo televisivo, ma il problema di questo Grande Fratello sono le storie: se prima c’era più gusto a spiare le personalità sconosciute perchè entrare nelle vite degli altri era un’eccezione, oggi non è più così. Grazie ai social chiunque può vedere, volendo, qualsiasi cosa: siamo nell’epoca della post verità dove farsi i fatti degli altri è diventato ulteriormente un’attività possibile. Anche con ripercussioni diverse rispetto al semplice intrattenimento.

Tornando, però, alla trasmissione: se il gusto della trasgressione, la sensazione di entrare nel privato degli altri in nome dell’ascolto e la capacità di immedesimarsi in vicende altrui viene meno, bisogna intervenire in altro modo. Occorre incidere sulle storie: il GF, da diversi anni a questa parte, propone sempre le stesse dinamiche.

I motivi della crisi televisiva

Non si tratta soltanto di regole del gioco che vanno cambiate, dopo quasi 25 anni di reality, ma anche di profili che vanno selezionati in altra maniera. Ormai, il Grande Fratello – nip o vip – è diventato troppo prevedibile. L’abitudine televisivamente può essere un vantaggio, ma se lo spettatore non viene coccolato e stimolato con qualche sorpresa poi abbandona tutto fino a cambiare abitudini.

grande fratello addii
Grande Fratello indietro negli ascolti Foto: Mediaset Infinity – tvblog.it

Il reality sta vivendo un momento di stanca per tre motivi fondamentali: in primis è un genere televisivo ormai inflazionato, prima c’era solo il GF, ora si passa dal Grande Fratello all’Isola dei Famosi, fino a Pechino Express. Tutti contenitori simili, con sfumature diverse, che propongono però sempre i retroscena di persone più o meno illustri. Senza contare i vari Amici e X Factor che mescolano talento, didattica e retroscena degli allievi.

Come cambiare un cult

Questa inflazione di contenuti real, se così vogliamo chiamarla, porta al secondo motivo della caduta libera in termini di ascolti: le dinamiche sociali che si sviluppano nella casa sono tutte già viste. Non c’è nulla di inedito, originale e inatteso. Sembra di percorrere sempre lo stesso sentiero. Cambiare questa sensazione di dejavù è possibile in due modi: o si arricchisce lo show di nuove prove e regole, diverse dal recente passato, oppure si cambiano le tipologie di concorrenti. Servono profili diversi che raccontino – o abbiano qualcosa da dire – vissuti più accattivanti di quanto visto e sentito finora.

Ecco perchè Mediaset, come rivela AffariItaliani, non sta pensando di cancellare il Grande Fratello. Cologno Monzese vuole cambiare parte degli autori e delle autrici che lo animano. I programmi, innanzitutto, si scrivono: al GF serve una ventata di novità e il rinnovamento passa anche attraverso un cambiamento d’equipe. La terza ragione per cui il Grande Fratello non cattura il pubblico è la mancanza di contenitori traino.

La necessità di un traino efficace

Nei primi anni Duemila c’era Il Grande Fratello e Mai Dire Grande Fratello: la versione ironica dello show con i commenti della Gialappa’s Band. È chiaro che oggi richiamare Marco Santin e Giorgio Gherarducci non è possibile, per ragioni aziendali e di contratto, ma la sostanza non cambia. È necessario che il programma abbia un supporto tagliente che possa portare ascolti al format principale. Per intenderci: chi non guardava il GF, ma capitava occasionalmente su Mai Dire Grande Fratello, sistematicamente la settimana successiva era davanti alla televisione per sbirciare il reality in modo tale da essere preparato rispetto alle battute che la Gialappa’s Band avrebbe fatto. Da questa dinamica nascono soprannomi che hanno fatto la storia: da “Ottusangolo”, passando per “Il Mutandero” e “Fedro” – con la F accentuata – fino ad arrivare a “Medioman”, “La pantera” o “Il baiocco”.

Tutti retroscena mescolati a una serie di curiosità che venivano spinti all’attenzione del pubblico senza fatica perchè il lavoro più importante – in termini di fidelizzazione – veniva fatto dalla satira che portava anche gli ascoltatori occasionali a interessarsi delle vicende all’interno della casa di Cinecittà. Ora questo meccanismo viene meno perchè Simona Ventura è lasciata sola nella promozione delle sue attività.

Il catalizzatore Signorini

Attorno al Grande Fratello, mediaticamente, c’è il deserto: non solo perché le storie non interessano come prima, ma anche perchè la rete (com’è confermato dagli ascolti) non fa abbastanza per dargli risonanza. Non basta raddoppiare l’appuntamento settimanale affinché un fenomeno di costume torni a essere attuale. Occorre promuoverlo in molti modi. Il Grande Fratello Vip – anche quando era in calo – non scendeva mai sotto certi standard grazie alla figura di Alfonso Signorini: controversa, sicuramente, infatti non piaceva a molti ascoltatori che ne hanno chiesto a mezzo social l’allontanamento, ma catalizzatrice.

grande fratello nuova conduttrice
Alfonso Signorini, giornalista e conduttore televisivo (Foto Mediasetinfinity.it) – Tvblog.it

Signorini, anche per via della professione che fa, riesce ad attirare su di sè ogni tipo di polemica e attenzione. Questo porta ascolti. Infatti la diatriba interna, vera o presunta con Piersilvio Berlusconi, in merito alla bocciatura iniziale di parte del cast dello scorso anno ha portato appeal e curiosità alla trasmissione. Impossibile fare i numeri di inizio millennio, ma almeno la versione vip del reality non è mai scesa sotto il 15% di Share. Anche per una questione di costi.

Interesse e credibilità da ricostruire

L’attuale versione nip del GF, invece, anche con il doppio appuntamento (lunedì e giovedì), viene condannata dai numeri. Occorre, dopo i recenti risultati, rimettere in gioco ogni tipo di espediente affinché la tendenza inizi a essere invertita. Simona Ventura – da sola – non può fare molto. È in grado di portare fedeltà alla trasmissione con una porzione di pubblico affezionato alla professionalità e ai comportamenti dell’ex volto di Raidue e Nove, ma in questo caso serve ricostruire interesse e credibilità attorno a uno show che – se ben congegnato – ha ancora molto da dire. Al Grande Fratello è finita un’era, ma con le giuste accortezze può cominciarne un’altra.

Il programma non chiude, per il momento, ma diventa fondamentale evitare l’accanimento. Anche in televisione va dato un segnale affinché le persone non si rassegnino e cambino canale per sfinimento, dalle parti di Cinecittà non siamo ancora a questo punto. Piersilvio Berlusconi, però, non vuole neanche arrivarci. Al 2026, quando tornerà la versione vip del reality show con Alfonso Signorini, manca ancora molto.