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La tv apre i teatri: la Scala e Rai Cultura in streaming con Giselle su RaiPlay

Una versione speciale di Giselle pensata per la televisione e trasmessa in streaming web: il teatro vive in tv con Rai e Scala di Milano.

Giselle in streaming su RaiPlay in una prima serata del sabato sera. Sì, è successo. E con l’impegno della tv di Stato, anzi nel dettaglio di Rai Cultura (sì, Ministro, esiste una direzione Rai apposita) che ha regalato un altro evento televisivo (sì, televisivo, perché puoi anche fare un balletto alla Scala ma quel che arriva a casa è uno spettacolo comunque confezionato, illuminato, montato per la tv) realizzato in collaborazione con uno dei santuari italiani della Cultura (sì, con la C maiuscola), ovvero il Teatro alla Scala. Una collaborazione di lungo corso che si è anche rafforzata con l’impegno produttivo e autoriale messo in campo per realizzare una Prima della Scala pensata esclusivamente per la televisione, servita a rinnovare un appuntamento ormai tradizionale anche per la Rai e non solo per i melomani che attendono il 7 dicembre per assistere al debutto del cartellone lirico del Massimo meneghino. Nonostante non ci sia per la stagione 2020-2021 un cartellone teatrale, visto che i teatri sono chiusi al pubblico pagante e invitato (ma non ad artisti, maestranze e lavoratori), Rai e Fondazione non hanno rinunciato alla Prima della Scala, anche se declinato in uno spettacolo che ha fuso le varie arti espresse dal cartellone scaligero dal titolo “… a riveder le stelle”. E che sicuramente ricorderete.

Questa volta, invece, la collaborazione tra Rai e Teatro alla Scala ha preso le forme di uno dei balletti più romantici e noti del repertorio classico, Giselle, trasmesso in in streaming su www.raiplay.it, www.raicultura.it e www.teatroallascala.org sabato 30 gennaio dalle 20.00, con la regia tv di Daniela Vismara. Lo spettacolo, registrato il 28 e 29 gennaio e ora visibile on demand su RaiPlay, ha proposto la versione di Yvette Chauviré della coreografia di Coralli-Perrot. Come si legge nella nota che ne ha accompagnato la messa in onda, il direttore del Corpo di Ballo della Scala, Manuel Legris, “ha pensato la produzione appositamente per questa trasmissione” rendendo omaggio a Yvette Chauviré con un progetto che ha unito diverse generazioni di danzatori e ha coinvolto Carla Fracci, che alla Scala ha tenuto due masterclass per approfondire i ruoli principali con i protagonisti e che è stata a propria volta protagonista nell’intervallo con una propria testimonianza sul ruolo di Giselle e su Yvette Chauviré in una conversazione con Manuel Legris. Un intermezzo del tutto televisivo per una messa in scena sì realizzata dal Teatro alla Scala ma pensata per la tv.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra della Scala, il Maestro Koen Kessels, con la sua mascherina, ormai ampiamente ‘sdoganata’ nelle messe in scena, tra maestri d’orchestra e anche artisti sul palco (e Il Barbiere di Siviglia di Martone in questo è stato un apripista): nei ruoli principali, invece, sono stati coinvolti più danzatori, per una prima volta davvero interessante.  Il ruolo di Giselle è stato ballato nel primo atto dalla prima ballerina Martina Arduino (al debutto nel ruolo) e nel secondo da Nicoletta Manni; Albrecht è stato interpretato nel primo atto dal primo ballerino Claudio Coviello e nel secondo da Timofej Andrijashenko; con loro e col corpo di ballo anche i primi ballerini Virna Toppi (Myrtha), Marta Romagna (Principessa Bathilde), Mick Zeni (Duca di Courland), Marco Agostino (Hilarion).

Giselle RaiPlay

Si può dire, quindi, che la Rai sta continuando a tenere i teatri aperti offrendo spettacoli di alto profilo, senza pubblico pagante in sala (e neanche a casa) ma con platee potenzialmente sconfinate sul web. Non si è trattato in questo caso di una trasmissione live, come non lo è stata quella chicca de Il Barbiere di Siviglia in onda in un eccezionale pomeriggio su Rai 3, ma sul fronte di teatri aperti, contenuti artistici di pregio, soluzioni televisive di rilievo e ascolti popolari mi viene in mente senza dubbio lo spettacolare Concerto di Capodanno dalla Fenice di Venezia. Sul fronte teatri aperti, invece, c’è chi come il San Carlo propone eventi in streaming con un biglietto ridotto per permettere a casa di continuare a fruire dello spettacolo della lirica e della musica classica. Certo, mi si potrà obiettare che non è teatro e siamo d’accordo: il teatro è nella partecipazione diretta e non mediata allo spettacolo, non è nella fruizione a mezzo schermo tv o web. Ma questo a noi è piuttosto chiaro. Ciò non vuol dire che non si possano cercare soluzioni in emergenza (sebbene lunga mesi) per tentare di non perdere investimenti, contratti, ‘motivazione’ e offrire qualcosa al pubblico, che resta il destinatario della cultura e delle arti, che siano scritte con iniziale maiuscola o meno.

Ma stiamo andando oltre.

Certo è che, con o senza pandemia, l’offerta in tv free e in streaming on demand non manca: vale la pena fare un giro su Rai 5, che ha recentemente ricordato con uno spot in onda sulle generaliste la sua offerta quotidiana di arte e cultura, o su Sky Arte, che offre sempre contenuti interessanti anche sul suo sito. Bisogna volerli vedere e volerli cercare.

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