La Gialappa’s e la rivelazione Pellegatti. E’ lui la vera sorpresa di Twitch dire Europei

Senza Carlo Taranto, la Gialappa’s Band si è affidata a Pellegatti. Partenza in sordina, poi l’esplosione, tra aneddoti, scherzi e battute

C’è stata anche lei, la Gialappa’s. Non in tv, non in radio, non sui canali tradizionali. E non nella formazione a tre. La Band è sbarcata su Twitch, con i soli Marco Santin e Giorgio Gherarducci al commento. Carlo Taranto, convalescente dopo un intervento chirurgico, si è collegato a malapena due volte, per qualche minuto. Convalescenza a parte, la Gialappa’s versione duo non era una novità e Santin, proprio a TvBlog, ne spiegò i motivi.

Sono diversi anni che si sfila da determinati progetti. Carlo già saltò una stagione di Quelli che il calcio, ci chiese di poter avere le domeniche libere. Siamo come Elio e le Storie Tese. Ai concerti Rocco Tanica non c’è, nei dischi invece sì. Carlo non se n’è andato.

L’assenza si è percepita nei primissimi giorni, poi il pubblico si è abituato. Soprattutto grazie all’intuizione della Gialappa’s di coinvolgere Giampaolo Gherarducci (giornalista Mediaset, fratello di Giorgio) e in particolar modo Carlo Pellegatti. Sì perché la vera sorpresa di Twitch dire Europei è stata lui.

Prese le misure, si è andati lisci come l’olio, con Pellegatti abile a ritagliarsi la scena un po’ per volta, affidandosi ai vicini di banco, ma soprattutto fidandosi. “Il nome di Carlo è stato uno dei primi nomi a venirci in mente”, spiegava sempre Santin. “L’intesa che si è creata è stata spontanea. Pellegatti ha faticato nella prima puntata, poi ci siamo capiti”.

Ecco allora le stranezze di Pellegatti evidenziate a tal punto da diventare un tormentone. “Non ho mai visto Gomorra, Kill Bill e Blade Runner”. Stupore collettivo. In compenso, il tifosissimo del Milan citava titoli sconosciuti, pellicole degli anni 50, attrici ormai decedute. E ancora, la partecipazione a Settevoci di Pippo Baudo come concorrente o la passione per l’ippica, con la vittoria del suo cavallo festeggiata offrendo spumante a tutti.

L’ultra boomer nel canale dei super-giovani. Il contrasto è riuscito alla perfezione. E poco importa che alla fine ad ascoltare la Gialappa’s fossero in larga parte i soliti, quelli che da trent’anni li seguono ovunque, su qualsiasi piattaforma, pur di essere accompagnati in un Mondiale o un Europeo alternativo. “Credo che un terzo sia pubblico inedito, mentre i restanti due terzi sono nostri seguaci arrivati su Twitch”, ammetteva Marco. “Ma Twitch è comunque contenta perché ha intercettato persone che non sapevano cosa fosse questo mondo qui”.

Tornando a Pellegatti, irresistibile pure il Carlo ipocondriaco, che si rifiutava categoricamente di inalare l’elio. “Metti caso che poi la voce mi resta così e non mi torna più normale?”. Non bastarono le rassicurazioni. “Vuoi vedere che divento il primo caso nel mondo di voce che non è tornata a posto? Poi mi toccherebbe anche partecipare ai vari simposi in giro per il mondo”. A convincerlo fu solo l’euforia per il trionfo sul Belgio, ai quarti di finale.

Pellegatti, così come lo erano stati Fulvio Collovati e Ciccio Graziani a Mai dire Mondiali nel 2018, è stato inequivocabilmente il valore aggiunto della trasmissione. E ora che il sipario si è chiuso, l’avvertimento collettivo è chiaro: che non sia stata una semplice parentesi.

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