Gerry Scotti, il “maratoneta” dei giochi tv: la nuova sfida del conduttore
Gerry Scotti si conferma una certezza per Cologno Monzese: un professionista in grado di riportare un gioco televisivo oltre il 29% di Share, la nuova sfida professionale consiste nell’aumentare l’interesse medio dei contenuti.
La Ruota gira, ma gira anche il suo presentatore. Gerry Scotti ha dimostrato di poter rivitalizzare un format senza tempo, ma oltre ad aver dato nuova linfa e dignità al programma di Mike Bongiorno, il conduttore ha cercato di mettere la propria impronta visibile nel mondo televisivo che cambia. Lo aveva fatto negli anni ’90, ci è riuscito ancora nei primi del Duemila e le cose – almeno mediaticamente – non sono cambiate: i suoi giochi piacciono.
Non tanto, ma anche, per i regolamenti e lo sviluppo, quanto per il modo in cui il conduttore di Pavia porta avanti un contenitore ricco di sorprese. Stavolta non si parla solo di soldi, la sorpresa – per Mediaset – è trovare un veterano in grado ancora di mettersi in gioco con tale prontezza ed efficacia. Si muove sul palco come chi conosce a menadito le scalette, e questo sarebbe il minimo indispensabile dopo anni di onorata carriera, ma Scotti sa anche quando è il momento di lasciarsi andare e quando, invece, occorre prestare il fianco.
Gerry Scotti tira a lucido La Ruota della Fortuna
Piange, ride, familiarizza con i campioni de La Ruota della Fortuna. Gioca con il pubblico, si diverte a stuzzicare bonariamente Samira Lui. Insomma il mix perfetto di stile, professionalità e caparbietà. Questo Mediaset lo sapeva già, altrimenti non avrebbe considerato Scotti una colonna portante dell’azienda. Quello che non conosceva era la natura multitasking del conduttore televisivo.

Gli hanno chiesto di portare La Ruota della Fortuna in prima serata, andando contro ogni schema, e il presentatore ha accettato senza esitazione. Berlusconi, allora, ha alzato la posta: prime time con due formati dello stesso contenuto. Prima La Ruota dei Campioni e subito dopo La Ruota della Fortuna classica. Un mix letale e possibile.
Da semplice conduttore a “maratoneta”
Nessuno, o quasi, però si aspettava che potesse diventare un incastro perfetto. Gerry Scotti si trovava, televisivamente parlando, a fare il traino di sè stesso. Lo avevano fatto in pochi prima del conduttore di Pavia. Uno di questi è Mentana, in grado di andare avanti 8 ore (anche di più) con lo stesso programma. Il Direttore del Tg La7, tuttavia, è un cronista e fa le maratone elettorali o gli speciali. L’informazione interessa tutti, o perlomeno dovrebbe farlo.
I giochi funzionano diversamente, riproporre lo stesso contenuto per troppo tempo potrebbe rappresentare un rischio. Proprio questo era il principale dubbio degli addetti ai lavori: il riscontro del pubblico. Molti hanno ritenuto, anche a rigor di logica, che La Ruota della Fortuna in doppia versione – al giovedì sera – potesse annoiare. Invece Scotti non solo è piaciuto, ha convinto ulteriormente il pubblico.
Un patrimonio da difendere
La Ruota della Fortuna in doppio formato, all’interno della stessa sera, ha ottenuto il 28% di Share. La sera successiva il gioco della ruota è arrivato oltre il 29% di Share. Nella sua versione singola. Insomma Scotti piace e La Ruota della Fortuna gira bene anche se spremuta. Mediaset ha trovato un patrimonio inestimabile, in termini di ascolti ma non solo, da difendere e sfruttare ai massimi livelli. Gerry Scotti è diventato il “maratoneta” dei giochi tv, anche in allungo non lo tiene nessuno.