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Gerry Scotti e la rivoluzione sul montepremi, stop ai gettoni d’oro: cosa cambia in termini economici

Gerry Scotti cambia il montepremi all’interno dei suoi programmi: Mediaset rinuncia ai gettoni d’oro per i giocatori che vincono durante i format di Cologno Monzese. Cosa cambia a livello fiscale.

2 Febbraio 2026 11:42

Gerry Scotti lo ha annunciato come se fosse un atto rivoluzionario. “Finalmente – ha detto in diretta durante La Ruota della Fortuna – siamo usciti dal Medioevo. Volevo fare questa cosa da vent’anni, finalmente Pier Silvio Berlusconi mi ha dato la possibilità di realizzarla”. Il riferimento è al montepremi elargito nel corso dei suoi giochi.

Il pronome possessivo non è un caso, ma un atto consequenziale. Scotti da più di vent’anni elargisce premi a fortunati e abili giocatori. Durante La Ruota della Fortuna o Chi Vuol Essere Milionario? comanda la sorte, ma anche un pizzico di capacità. Ad ogni modo, i più abili e in qualche maniera più fortunati incassano montepremi di varia natura e portata. La differenza rispetto al passato comincia dal 1 febbraio 2026.

Gerry Scotti cambia il montepremi nei suoi programmi

Quando il conduttore annuncia che, nei programmi da lui condotti, i montepremi non saranno più elargiti in gettoni d’oro. “Ci saranno – ha spiegato – soldi reali con ritenuta d’acconto, non più i gettoni d’oro”. Una svolta necessaria secondo il conduttore di Pavia. Anche nei confronti dei cittadini fortunati che si ritroveranno a gestire una fortuna inattesa, ma ugualmente importante. Cosa cambia, dunque, in termini economici.

TvBlog ha sentito un commercialista competente in materia che ha spiegato, nei minimi dettagli, in termini pratici cosa occorre aspettarsi dopo un simile cambio di passo. Una nuova politica economica che potrebbe arrivare anche in altri quiz, per il momento Scotti e Mediaset hanno fatto da apripista. Nello  specifico, i premi in gettoni d’oro hanno l’IVA pari al 22% del totale: percentuale da sommare al 20% con ritenuta d’imposta sul valore netto dell’IVA.

Le novità sul piano fiscale

Inoltre c’è una commissione di conversione pari al 5% (soltanto nel caso in cui si venda al banco metalli). Passiamo, poi, all’eventuale spedizione: è gratuita sotto i 20.000 euro di vincita, altrimenti va detratto lo 0,15% del valore del montepremi. Un esempio pratico è possibile farlo partendo da un montepremi classico che prevede 100.000 euro di vincita: rispetto a un capitale di questa portata, in gettoni d’oro, il valore netto sarà di circa 65.600 euro. Dopo aver escluso le detrazioni precedenti.

Il premio in contanti, invece, presenta una politica economica differente per chi riesce a ottenerlo. Troviamo, infatti, soltanto una ritenuta d’acconto del 20% che si applica soltanto ed esclusivamente a importi superiori a 500 euro. L’IVA, per i premi in contanti, non esiste. Non c’è nemmeno la commissione di conversione. Un cambio di passo che favorisce l’azienda, dato il valore attuale dell’oro e i parametri leggermente cambiati rispetto al passato, e agevola il fortunato o la fortunata in termini di incassi tagliando le eventuali detrazioni.

Cosa cambia rispetto ai gettoni d’oro

Quindi, su 100.000 euro, va eliminato esclusivamente il 20% del totale arrivando dunque a 80.000 euro. Nelle tasche dei vincitori finiscono, così, 14.500 euro in più rispetto al passato. Partendo da una base di partenza pari a 100.000 euro. La stessa politica si applica anche sugli altri tipi di premi. Il cambiamento, per ora, è avvenuto soltanto a Mediaset ed esclusivamente con i programmi di Gerry Scotti. Un esperimento per testare la reazione degli appassionati e le ripercussioni, positive o negative, sul piano economico. Non è escluso che questo nuovo approccio possa ridisegnare il futuro prossimo di quiz e giochi a premi.