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Scontri al funerale della giornalista di Al Jazeera. Le tensioni riprese in diretta (VIDEO)

Alta tensione a Gerusalemme Sud durante la processione del feretro, il giornalista di Al Jazeera incredulo: “Dov’è il rispetto?”.

Ha dell’incredibile quanto accaduto oggi a Gerusalemme Est, teatro del funerale di Shireen Abu Akleh la giornalista di Al Jazeera uccisa due giorni fa durante un servizio in cui documentava uno scontro a fuoco in corso tra Israeliani e Palestinesi nella città di Jenin, in Cisgiordania.

La rete all news – che sin da subito ha accusato l’esercito israeliano di essere rei della morte della reporter – ha mostrato la processione in presa diretta accompagnando le immagini al commento dell’inviata presente sul posto.

Nel culmine della funzione sono scoppiate delle violente tensioni, secondo le informazioni diffuse tramite la polizia israeliana centinaia di persone hanno letteralmente preso d’assalto la bara portata a spalla da alcune persone lanciando dei sassi contro. Da parte delle fonti palestinesi, invece, gli agenti avrebbero lanciato delle granate contro la folla.

La situazione diventa drammaticamente paradossale. Dal video – diventato virale – si nota chiaramente la difficoltà con cui le persone cercano di reggere e proteggere il feretro di Shireen Abu Akleh con un preoccupante movimento ondulatorio, a causa della ressa la bara rischia persino di cadere.

Attorno a loro è il caos e il giornalista alla conduzione del live sul canale internazionale di Al Jazeera è (comprensibilmente) incredulo nel documentare le immagini tanto da lasciarsi andare ad uno sfogo: “Non ho mai visto una cosa del genere! Non so veramente cosa dire. Dov’è il rispetto? Questo è incredibile, mio Dio” dice.

Morte della giornalista Al Jazeera Shireen Abu Akleh: qual è la causa?

Sulla morte della reporter ci sono ancora molti aspetti da chiarire, l’ultimo giallo in ordine di tempo e riportato anche dalle principali fonti di informazione ufficiali riguarda la dinamica dell’uccisione.

Rai News 24 riporta le due versioni sul suo sito: i palestinesi accusano l’esercito nemico per aver commesso un omicidio “a sangue freddo“, dall’altra parte, le milizie Israeliane porta la causa su delle ipotesi dal momento che “non è possibile stabilire la origine dei fuoco che l’ha colpita“.

Dunque si pensa a queste possibili cause: o che sia stata raggiunta da una quantità importante di proiettili “in maniera non controllata” da parte delle forze palestinesi che cercavano di mirare verso veicoli militari israeliani in transito, oppure che sia stata sparata da un militare israeliano intento a mirare un “terrorista” che si trovava a poca distanza da lui: “Esiste la possibilità che la giornalista si trovasse vicino al terrorista“.

A chiarire quale potrebbe essere la causa ci potrebbe essere “una perizia balistica professionistica sul proiettile estratto dal corpo della giornalista” ma le trattative ad ora sembrano essere bloccate.