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Fratelli di Crozza: il ritorno del pubblico esalta il comico genovese. Bene i nuovi personaggi (da migliorare la Cirinnà)

Il one man show di Maurizio Crozza con la gente in sala è tornato quasi agli antichi splendori, con il suo protagonista in forma smagliante.

Bei tempi quando tra il pubblico degli spettacoli di Maurizio Crozza ci trovavi Raffaella Carrà, con il comico che salutava la più grande showgirl italiana in compagnia di Sergio Japino. C’è stato poi un tempo in cui il guitto di Genova – epiteto di sua creazione – ha dovuto esibirsi per mesi davanti a una platea vuota, per motivi facilmente immaginabili, e di conseguenza si è ritrovato ogni tanto disinnescato. Ogni battuta era un salto nel vuoto, con nessuno pronto a ridergli davanti. Un sortilegio spezzatosi stasera.

Finalmente stasera Fratelli di Crozza, ripartito su Nove con la nuova stagione, ha riavuto il suo pubblico. Naturalmente il teatro era a capienza ridotta e gli spettatori erano interamente muniti di mascherina, ma si tratta di prove tecniche di normalità che hanno galvanizzato la performance odierna di Mauri, come ama firmarsi sui social dei suoi programmi.

Fratelli di Crozza: Red Ronnie è la versione vip di Napalm51

Dopo un anteprima con i componenti della Silvano Belfiore Band ologrammati, la puntata si è aperta con una promettente imitazione di Red Ronnie. Qui Crozza vince facile: si tratta semplicemente di ridare una spolverata al reparto del complottista Napalm51, ma lo sketch funziona molto bene,  grazie anche al sempre ottimo Andrea Zalone, da anni ormai co-protagonista degli show del comico genovese.

Altro giro, altra corsa: la seconda new entry è il Ministro della Salute Roberto Speranza, in quota Leu, preso di mira in quanto totalmente succube del Cts e di Mario Draghi. Al termine dello sketch subentra il personaggio di Pier Luigi Bersani, (vecchio cliente di Crozza), con il quale canta “Sinistra sbiaditissima“, centone ovviamente di “Musica leggerissima” di Colapesce e Dimartino. Gag carina, anche se la metafora pseudobersaniana “Non è che se al chihuahua ci metti la sella diventa Furia” non è degna degli antichi splendori.

Fratelli di Crozza: Monica Cirinnà così così, ma è super Calenda

La terza new entry – anticipata dai promo della nuova stagione – è invece la senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà, molto chiacchierata quest’estate per la vicenda dei 24.000 euro rinvenuti nella sua tenuta a Capalbio, ma soprattutto per essersi lamentata delle dimissioni della sua domestica, “strapagata e con i contributi Inps“. Lo sketch era apparso da subito molto promettente (“Lei sa come si accende un phon? La cameriera se ne è andata con il suo segreto“, dice a Zalone), salvo poi arenarsi in una critica nemmeno troppo velata a un presunto cedimento al neoliberismo (“I diritti civili sono lotte di comodo, non ti metti contro l’industriale’“). Insomma, da rivedere.

A proposito di politici non troppo di sinistra, non delude invece quel Carlo Calenda sempre alle prese con un problema di notorietà e promotore di un’iniziativa per arginare la mala-movida romana, ovvero vendere alcolici a temperatura ambiente (tutto vero). Con grande mestiere Crozza riesce a mostrarlo per snob e facilone, soprattutto quando si ritrova faccia a faccia con un laureato e un diplomato disoccupati, molto critici verso la sua idea di fare gli spazzini in cambio del reddito di cittadinanza. Il suo personaggio ha la battuta migliore della serata (“C’ho ‘na ragade che se ce metti gli occhiali pare Gualtieri!“). Un politicamente scorretto che fa ridere.

Fratelli di Crozza: il comico ha già vinto la sua serata

Ordinaria amministrazione per Silvio Berlusconi, il governatore della Campania Vincenzo De Luca e infine Vittorio Feltri, candidato per Fratelli d’Italia come consigliere al Comune di Milano. Si potrebbe lavorare per un finale diverso, ma per stavolta va bene così. Al di là del dato Auditel di domani, Crozza stasera ha ottenuto la sua vittoria più grande: il ritorno del pubblico.