Franco Bragagna, telecronista da medaglia d’oro

Franco Bragagna anche nelle Olimpiadi di Tokyo 2020 si conferma il fuoriclasse dei telecronisti Rai (da clonare!)

Questo è un elogio di Franco Bragagna (e scusate se, quasi dieci anni dopo, ci ripetiamo). Anche nelle Olimpiadi di Tokyo 2020 attualmente in corso, il telecronista sportivo, voce storica della Rai, appare in grandissima forma, riuscendo a raccontare con un invidiabile e introvabile mix di passione, competenza e grande capacità di coinvolgimento l’atletica leggera.

Bragagna, classe 1959, è semplicemente incontenibile. Prima spiega che non fa riferimento all’orario italiano perché “queste sono le Olimpiadi, non siamo provinciali“, quindi fa sfoggio di dialetto siculo per annunciare che “in finale ci sarà pure un italianuzzo de Sigilia aaaaah“.

Ieri superlativa la presentazione di Lucien Delfour (“È di Papeete, non del Papeete“), ma è la conoscenza della materia che impressiona. E non è una novità.

Bragagna è il fuoriclasse di RaiSport, che non a caso gli ha affidato il racconto della cerimonia di apertura di Tokyo 2020. Bragagna è un giornalista di esperienza, che anche lontano dal piccolo schermo non si risparmia, con dichiarazioni decisamente poco diplomatiche e decisamente molto autentiche (Fabio Caressa ne sa qualcosa).

Certamente verboso (povero Stefano Tilli), certamente protagonista, ma sempre puntuale nelle divagazioni culturali, sociali e geografiche che aggiungono qualcosa al racconto dell’evento. E ineccepibile nella scelta del vocabolario. Una voce riconoscibile, uno stile ironico, una eloquenza da manuale, un talento fuori categoria.

Franco Bragagna è semplicemente da clonare.