Fiorello su Affari Tuoi: “Il pubblico pagato 30 euro? Chiamate Corona subito!”.
Ancora uno show scoppiettante di Fiorello a La Pennicanza: prima ironizza sui compensi (ufficiosi) del pubblico di Affari Tuoi poi lancia una stoccata che coinvolge anche l’ex re dei paparazzi, suo ospite telefonico pochi giorni fa con un riferimento al documentario finanziato dal governo.
ncontenibile Fiorello… È bastato un piccolo accenno alla petizione lanciata per salvare il Teatro Delle Vittorie, storico simbolo della produzione Rai d’eccellenza, legata a una tradizione straordinaria degli show del sabato sera di almeno cinquant’anni della TV di Stato dalla vendita Rai per scatenare Fiorello.
Durante la puntata di oggi de “La Pennicanza”, lo show su Rai Radio 2 condotto con Fabrizio Biggio, lo showman ha scoperto un retroscena sulle registrazioni di “Affari Tuoi” che ha del clamoroso.
Fiorello: “Chiamate Corona subito!”
Interagendo con il pubblico in studio, alcune persone hanno rivelato di partecipare spesso come figuranti alle registrazioni del quiz condotto da Stefano De Martino, che si tengono proprio al Teatro Delle Vittorie. Ma a differenza de “La Pennicanza” il pubblico di “Affari Tuoi” riceve un compenso: appena 30 euro lordi per una giornata che comprende la registrazione di tre puntate, per un impegno complessivo di circa sei ore tra riprese e pause per preparare i pacchisti. Una miseria…
La reazione di Fiorello non si è fatta attendere: “Chiamate Corona subito!”, ha ironizzato lo showman, con un evidente riferimento all’ex re dei paparazzi e al chiacchieratissimo documentario su di lui attualmente disponibile su Netflix, che secondo le polemiche degli ultimi giorni sarebbe costato almeno 800mila euro di fondi pubblici.
Fiorello e Fabrizio Corona
La battuta ha colto perfettamente il malumore di gran parte del pubblico ma anche di diversi insider del mondo dello spettacolo sulla questione del finanziamento pubblico al progetto su Corona, tema diventato virale nelle ultime settimane e oggetto di aspre critiche sui social e nei talk show considerando i temi particolarmente forti del documento. Corona tra l’altro era stato ospite telefonico dello show di Fiorello un paio di giorni fa.
Ma lo showman non si è fermato qui. Quando ha scoperto anche che ai figuranti del pubblico non viene offerta neanche dell’acqua, e che possono acquistare le bottigliette solo ai distributori presenti in teatro, è sbottato: “Minimo devono dare 150 euro a persona”, ha rilanciato lo showman, per poi ironizzare anche su un’altra trasmissione Rai… “Chissà quanto danno a BellaMa: ma secondo me lì è il pubblico che paga” ha detto nell’ilarità generale parlando del programma pomeridiano di Pierluigi Diaco.

La proposta: “L’uomo che sussurrava alla frutta secca”
Ma il momento clou è arrivato quando Fiorello ha collegato il tema Corona, con il finanziamento al prodotto poi ceduto in esclusiva a Netflix, con i tagli al cinema: “Mi sono chiesto: se ho una bella idea e faccio richiesta al governo, un documentario di interesse nazionale, mi danno i soldi, come è successo a Corona. Così ho proposto ‘L’uomo che sussurrava alla frutta secca’, un documentario incredibile sul maestro Cremonesi. Chiedo anche io 800mila euro!”.
Lo showman ha poi mostrato un trailer esclusivo dell’esilarante produzione targata “La Pennicanza”, portando avanti la satira sulla questione dei finanziamenti pubblici che sta facendo discutere l’opinione pubblica.
L’appello finale: “Non toccate il Delle Vittorie”
La puntata si è conclusa con un appello accorato di Fiorello, questa volta estremamente serio, per salvare il Teatro Delle Vittorie dalla vendita: “Non toccate il ‘Delle Vittorie’!”, ha esclamato, riferendosi a una petizione lanciata per impedire che la Rai ceda lo storico teatro romano.
Il Teatro delle Vittorie è della Rai da oltre 60 anni: e ha ospitato programmi storici, come Canzonissima, Studio Uno, Fantastico. Fiorello al delle Vittorie condusse la storica edizione di Stasera Pago io del 2004.
Nel corso del programma, il conduttore è tornato a ironizzare anche sui presunti licenziamenti che starebbe compiendo il direttore di Rai Radio 2 Giovanni Alibrandi: “Quante magagne ci sono in questa azienda: chissà cosa c’è dietro questi licenziamenti che sta facendo Alibrandi”.
“La Pennicanza” va in onda su Rai Radio 2 dal lunedì al venerdì, dalle 13.45 alle 14.30.