La fiction italiana ha… Fede: da Don Tonino a Christian, la religione è sempre più una questione seria

Da Don Tonino a Dio Vede e Provvede, fino al successo di Don Matteo ed alla rivelazione Christian: la fiction non snobba la Fede ed i temi ad essa legati

Christian è stata una delle prima sorprese di questo 2022: la serie tv di Sky con Edoardo Pesce ha ripreso i toni di un film cult italiano, “Lo chiamavano Jeeg Robot”, riadattandoli a favore di serie e soprattutto affiancando al genere del superhero drama tematiche più intime e complesse, legate alla fede ed alla religione. Per quanto parlare di religione potrebbe risultare complicato e poco efficace nel mondo della serialità, la fiction italiana si è già addentrata in passato in questo mondo, affrontandolo nei modi più svariati e, soprattutto, prendendolo sempre più seriamente nel corso degli anni.

Perché, a ben pensarci, il punto di partenza quando, negli anni Ottanta, si è iniziato a lavorare a serie tv con protagonisti frati, suore e parroci, era la commedia, e che commedia: il personaggio di Don Camillo e l’interpretazione di Fernandel hanno fatto sì che la figura del religioso un po’ sovversivo ma sempre pronto a tendere la mano (e con la battuta pronta) rimanesse così impressa da diventare punto di riferimento per gli sceneggiatori.

L’altro riferimento è stato invece letterario, ovvero i gialli con protagonista Padre Brown: una cinquantina di casi poi diventati film e, soprattutto, sceneggiati televisivi. La combinazione tra investigazione e clero ha dato così vita a numerosi titoli italiani. Il primo, dicevamo, risale a fine anni Ottanta: sulla cresta dell’onda, il duo comico Gigi e Andrea porto in tv Don Tonino, cimentandosi per la prima volta nella loro carriera con un progetto non esclusivamente comico.

Don ToninoLa comicità resta protagonista anche di un altro titolo a cui chi è cresciuto negli Anni Novanta non può non essere affezionato: Dio Vede e Provvede con Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti ed Athina Cenci era prodotto dalla Lux Vide, che negli anni Duemila diede frutto ai risultati di questa serie mettendosi al lavoro su un altro parroco investigatore, di cui avrete probabilmente sentito parlare: Don Matteo. La serie tv con Terence Hill meriterebbe un discorso a parte per la sua longevità e successo: in questo caso, però, possiamo dire che questa fiction inizia a prendere più seriamente il “mestiere” di parroco, affiancando ad indagini e momenti da commedia all’italiana anche delle riflessioni sull’animo umano e sulla fede.

Il tentativo di riportare la figura del prete sui toni più comici fu affidato, nei primi anni Duemila, a Luca Laurenti, protagonista per tre stagioni di Don Luca, ma anche ad Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti con Benedetti dal Signore. Da un parte un sacerdote che ascolta musica rock, gioca a basket e guida la moto, dall’altra due frati che, giocando sulla contrapposizione dei loro caratteri, risolvono piccolo casi di truffe. Ma c’è poco da fare: in quegli anni i fedeli televisivi sono tutti per Don Matteo.

Dio vede e provvedeEppure, l’idea di associare la figura religiosa alla risata ed al buonumore rimane nell’aria, tant’è che nel 2011 sempre Lux Vide -forte anche dei ricordi di Dio Vede e Provvede- riporta in tv una suora protagonista: è Suor Angela (Elena Sofia Ricci), al centro di Che Dio Ci Aiuti, una serie che capisce presto di doversi differenziare da Don Matteo e che dalla seconda stagione adotta toni più ironici e giovanili, creando una famiglia non convenzionale dove gli equivoci ed i buoni sentimenti sono sempre assicurati.

Fede, giallo e commedia sono l’unica combinazione per portare temi religiosi in tv? Assolutamente no: era il 2012 quando Canale 5 lanciò Il Tredicesimo Apostolo. Taodue rischiò tantissimo proponendo un giallo sovrannaturale, senza inserti ironici, ma in cui il protagonista, Padre Gabriel (Claudio Gioè) è diviso tra una serie di fenomeni paranormali e legati a poteri straordinari -di cui lui stesso si scopre essere dotato-, un’organizzazione segreta e malvagia ed un amore proibito, tra lo stesso protagonista e la psicologa Claudia (Claudia Pandolfi). Un mix totalmente inedito che, insieme a dei primi passi nell’uso di alcuni effetti speciali, ha portato ascolti eccellenti nella prima stagione (superò al debutto i 7 milioni di telespettatori).

Il Tredicesimo ApostoloIl Tredicesimo Apostolo ci ha insegnato che sì, si può parlare di Fede nelle serie tv anche andando oltre la commedia. L’insegnamento è stato recepito da Niccolò Ammaniti che, per la sua prima esperienza da sceneggiatore e regista tv, scelse un dramma tra sacro e profano: era il 2018 ed Il Miracolo, in onda su Sky, fece subito centro. Ammanniti permette alla Fede in tv di diventare più brutalmente sincera, offrendo dubbi, momenti di perdizione, misteri senza soluzione.

Complici i tempi che stiamo vivendo, gli sceneggiatori che si sono trovati ad occuparsi di Fede e di religione hanno iniziato a trattare gli argomenti ad essi legati togliendo una qualsiasi patina ottimista a tutti i costi. Parlare di Fede al pubblico degli anni Venti significa metterlo davanti anche a delle insicurezze, a delle scomodità che possano destare le sue riflessioni e più che trovare risposte, porsi delle domande. E’ ciò che è accaduto anche con Christian, a partire dallo stesso protagonista e dalla sua natura che resta in bilico fino all’ultimo episodio. I tempi sono diventati maturi per affrontare certi temi senza cercare per forza il lieto fine? A quanto pare sì, ed anche questo ci dimostra come la serialità italiana sia cresciuta.