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Enzo Iacchetti attacca Mediaset: “Striscia La Notizia è morta, l’hanno uccisa”

Enzo Iacchetti, storico volto di Striscia La Notizia, ha definito “morto” il programma perché “ucciso”: non manca un velato attacco alla decisione di Mediaset

28 Agosto 2026 17:30

Per anni all’ora di cena, i telespettatori di Canale 5 hanno ricevuto la compagnia di Striscia La Notizia. Un appuntamento diventato quasi un’abitudine di casa: il tg appena finito, il telecomando sul tavolo, il bancone, i conduttori diventati familiari.

Per questo le parole di Enzo Iacchetti pesano. Non suonano come semplice nostalgia da volto storico del programma, ma come il racconto amaro di un passaggio che sa di fine corsa: “Striscia è morta, l’hanno uccisa”.

Enzo Iacchetti all’attacco di Mediaset sul caso Striscia La Notizia

Il comico e conduttore non ha usato giri di parole. Ospite della rassegna Dedalo, intervistato dal giornalista Luca Sommi, lo storico conduttore di Striscia La Notizia ha parlato del futuro del programma ideato da Antonio Ricci con una frase destinata a far discutere: “Striscia è morta, l’hanno uccisa, come l’Uomo Ragno…”.

Parole dure, che raccontano bene lo stato d’animo di chi a quella trasmissione ha legato una parte importante della propria carriera. Iacchetti, per molte stagioni al bancone insieme a Ezio Greggio, ha lasciato capire che il programma avrebbe potuto continuare, se solo gli fosse stato permesso di cambiare davvero pelle: “Avrebbe dovuto vivere fino all’ultimo spettatore. Bastava cambiargli connotazione”. Ma il nodo, alla fine, resta quello più concreto: gli ascolti.

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Enzo Iacchetti contro Mediaset (Instagram @enzoiacchetti) – Tvblog.it

Secondo Iacchetti, la scelta di togliere Striscia La Notizia dall’access prime time di Canale 5 sarebbe arrivata proprio da lì. Il programma, negli ultimi tempi, era sceso attorno ai 2 milioni di telespettatori. Un numero ancora enorme, tanto che lo stesso conduttore lo ha paragonato a venti volte lo stadio Maracanà. Ma nella fascia più combattuta della serata non bastava più. Nel frattempo La ruota della fortuna, con Gerry Scotti, ha dimostrato di poter fare molto di più: circa 5 milioni di spettatori, riuscendo a battere anche la concorrenza ddi Affari Tuoi.

Da qui la sua lettura, secca e molto televisiva: “Qual è la logica commerciale? Togli quello che fa 2 milioni e metti quello che ne fa 5…”. Una frase che spiega bene come si muove la tv generalista quando entrano in gioco pubblicità, sponsor e risultati. Più pubblico significa più forza per la rete. Il punto, però, è anche un altro: Striscia non sembra essere stata superata soltanto da un altro programma, ma da un pubblico che ha cambiato passo.

Il gioco di Gerry Scotti è semplice, familiare, immediato. Striscia La Notizia, nata come tg satirico tra denuncia, costume e scandali, forse avrebbe avuto bisogno di una forma nuova per restare centrale. Ed è qui che lo sfogo di Iacchetti diventa qualcosa di più di un attacco a Mediaset: è il ritratto di una televisione che tiene stretti i suoi simboli finché funzionano, poi li sposta quando il pubblico prende un’altra strada.