Ema Stokholma: “Mi piace l’Eurovision, è divertente e nessuno si prende troppo sul serio. Francesi a parte!”

TvBlog ha intervistato Ema Stokholma che, su Radio 2, insieme a Gino Castaldo e Saverio Raimondo, seguirà l’Eurovision Song Contest 2022.

Com’è accaduto al Festival di Sanremo, Rai Radio2 sarà la radio ufficiale anche dell’Eurovision Song Contest 2022.

Radio2 trasmetterà le due semifinali e la finale che si terranno rispettivamente il 10, il 12 e il 14 maggio, in diretta dal Palasport Olimpico di Torino, con il commento di Ema Stokholma, Gino Castaldo e le incursioni di Saverio Raimondo.

TvBlog ha intervistato Ema Stokholma che ha fornito ulteriori dettagli riguardanti la copertura di Rai Radio2 e non solo.

Ema Stokholma: l’Eurovision, Radio2, la rivalità Italia-Francia, la musica, i talent show, le critiche alla voce

In che modo Rai Radio2 racconterà quest’edizione dell’Eurovision?

Sarà divertente perché io e Gino Castaldo saremo a Torino mentre a Roma, ci sarà Saverio Raimondo. Noi saremo dentro l’evento mentre Saverio commenterà dall’esterno quello che gli arriva dell’Eurovision. Siamo schierati, Radio2 è qui e ci sarà tutta la nostra squadra. Cercheremo di fare del nostro meglio per commentare questo Eurovision meraviglioso, tanto atteso, e devo dire che, per una volta, sto vivendo questa cosa insieme a tutti, di solito ero sempre un po’ sola…

L’Eurovision in Italia è un evento storico, sei emozionata per il fatto di farne parte?

Sì, in realtà mi emoziona quando mi rendo conto che faccio parte dell’Europa, di una cosa più grande del posto in cui vivo, come quando ero bambina che sognavo, guardando Giochi Senza Frontiere. Appena parte quella sigla, mi ritornano in mente quelle emozioni. L’Eurovision mi piace moltissimo, è un momento di condivisione, di apertura mentale e di apertura in generale verso gli altri paesi, le altre culture. Mi piacciono i gruppi che cantano nella loro lingua, mi piacciono di più le cose tradizionali.

Dal 2011, anno in cui l’Italia ha ricominciato a partecipare all’Eurovision, l’interesse del pubblico italiano è cresciuto, edizione dopo edizione. Altri motivi di questo successo, quali sono, secondo te?

Forse ci siamo accorti che siamo capaci, che possiamo benissimo gareggiare con tutto il mondo musicalmente e con la nostra immagine. Piacciamo e, quindi, si partecipa in modo più attivo perché c’è la speranza di farcela, non solo di arrivare primi ma anche di paragonarti agli altri. Sono contenta che questo evento abbia preso piede, è molto divertente, dove non ci si prende troppo sul serio. Francesi a parte!

L’edizione dell’anno scorso, infatti, ha inasprito la rivalità storica tra Italia e Francia. Tu che sei italo-francese, come la vivi questa rivalità?

Sono fortunatissima! È vero che c’è una rivalità tra Italia e Francia, una rivalità familiare, secondo me, nel senso che non c’è un motivo reale per farci la guerra, in modo simpatico ovviamente, siamo semplicemente due cugini che vogliono essere tutti e due i primi della classe! Siamo simili in realtà. Io sono fortunata perché quando l’Italia non ce la fa, posso tifare Francia e viceversa! Ad esempio, mi dispiace per i Mondiali, mi dispiace tantissimo. Stando in Italia, vorrei festeggiare con gli italiani, ovvio.

Considerando, invece, la situazione mondiale, si è parlato spesso, in queste ultime settimane, di una vittoria dell’Ucraina. È giusto che l’Eurovision mandi un messaggio forte di questo tipo?

Più che l’Eurovision, se i paesi votanti vorranno dare questo messaggio e la gente decide che deve essere così, è giusto che sia così. È vero che questa gara dovrebbe stare fuori dalla politica però è impossibile. Nei nostri cuori, è normale che si può pensare di fare questo piccolo regalo all’Ucraina. Devo anche dire che, in realtà, l’anno scorso, il gruppo ucraino, i Go_A, è stato il mio preferito, erano fantastici. Forse il pezzo è piaciuto, il voto è sentito, non te lo so dire. Può anche essere un voto di cuore e quando la gente ci mette il cuore, va bene tutto.

Con Gino Castaldo, hai commentato tante edizioni del Festival di Sanremo e dell’Eurovision. Che tipo di rapporto si è instaurato tra voi?

Il rapporto con Gino è fondamentale per me, lavorare con una persona alla quale vuoi bene sicuramente è una grande fortuna. In più, a noi capita spessissimo di ridere fino alle lacrime, siamo amici che si confidano. Io, quando ho un problema, chiedo sempre consiglio a Gino e seguo sempre i suoi consigli perché è una persona che mi conosce bene. Lavorare così è un grande regalo, è proprio una super-fortuna. Io auguro questo tipo di rapporto a tutte le persone, è un grande regalo aver incontrato Gino Castaldo.

Con Saverio Raimondo, invece, è il secondo Eurovision che commentate. Su di lui, cosa ci puoi dire?

Con lui, è difficile rimanere seri, restare seri a quel tipo di umorismo. Lui è serio quando fa le battute e tu sei spiazzato e non sai cosa fare perché ti viene tantissimo da ridere però lui fa la parte del serio! È una persona molto intelligente, che stimo molto, professionalmente parlando e non. Sono contenta ogni volta che mi dicono che lavorerò con Saverio, sono tranquilla e contenta. E non mi metto i tacchi!

Per quanto riguarda i social di Radio 2, ci saranno extra e contenuti speciali. Ci puoi dire qualcosa in più?

Siamo fortunati per il fatto di poter far parte della delegazione italiana, saremo dovunque, potremo entrare dovunque. La parte bella dell’Eurovision è anche quella che non si vede, tutto il backstage, i personaggi, l’amicizia tra i paesi, il fomento che c’è tra le persone. L’ultima volta che ci sono stata era a Tel Aviv e sono rimasta folgorata perché i paesi si adorano, gli artisti si adorano… È molto bello stare in mezzo a loro e vedere le dinamiche che si creano. È veramente un bell’evento, ho avuto la fortuna di viverlo proprio grazie a Rai 4, la prima volta, e mi sono accorta che c’è tanta emotività.

L’anno scorso hai debuttato come cantante quindi ti chiedo se ti piacerebbe passare dall’altra parte e magari partecipare all’Eurovision come cantante!?

Passare dalla parte oscura! Sì mi piacerebbe però forse mi mandereste a gareggiare per la Francia, così vincerebbe l’Italia sicuro! Possiamo organizzarci, possiamo farla insieme questa cosa, sarebbe divertente! Guarda, io neanche ci credo che ho fatto quella canzone, sono quasi ad un milione su Spotify, un po’ mi vergogno se penso a quel numero!

Sei a Radio Rai dal 2015, un bilancio di questi sette anni?

Sto peggiorando in meglio!

Nella tua carriera hai fatto praticamente di tutto, hai fatto tv, radio, film, libri, musica, arte… Un progetto che hai in mente e che vorresti fare al più presto, qual è?

Io sto investendo molto sull’arte, sulla pittura. Il mio progetto è avere un atelier dove la gente può venire, postare, dipingere insieme a me. Sarebbe bello avere un ambiente artistico tutto mio, mi piacerebbe tantissimo, voglio scoprire il prossimo Lou Reed!

Un talent show lo faresti, come giudice?

Non mi sento di dirti di no, ho fatto talmente tante cose diverse nella vita che se dovesse arrivare anche questa proposta, assolutamente sì, sarebbe bello. Quando si parla di musica, io ci sto sempre dentro.

La tua opinione sui talent show, quindi, è positiva?

Sì, sui talent show musicali sì. Gli altri tipi di talent, non li seguo tanto però quelli musicali sì. Non si può negare che quello che è successo in questi anni, con i Måneskin, non si è mai visto prima. Anche Sanremo Giovani è una specie di talent, Mahmood arriva da lì. La mia opinione è assolutamente positiva.

In passato, ti sei lamentata un po’ per le critiche alla tua voce. Oggi queste critiche, come le vivi?

Ho fatto pace con questa cosa. All’inizio, abbiamo tutti un po’ di complessi però poi li superi. Sta a te superarlo e non aspettare che gli altri lo accettino. Ho capito che con la mia voce ci posso lavorare, piace ad alcuni, non piace ad altri, credo che anche Amanda Lear avesse questo problema, io faccio sempre riferimento ad Amanda Lear, penso a cosa farebbe al posto mio, è il mio idolo! Lei ha avuto critiche di cattivo gusto, pesanti. Non si muore di critiche e non si campa di critiche quindi ‘sti cavoli!