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Pregliasco-Borgonovo, lo stesso duello su programmi diversi. Il talk come una pièce teatrale

Pregliasco e Borgonovo protagonisti di due liti a distanza di ventiquattr’ore, sulla stessa vicenda. Prima a Zona Bianca, poi a Dritto e rovescio

Che nei talk bazzichino sempre gli stessi ospiti è aspetto ormai assodato, che si ritrovino a battibeccare in più programmi pure. Ma raramente era accaduto che questi venissero convocati a strettissimo giro e in contesti differenti per affrontare un identico argomento già approfondito in precedenza.

Prendete Fabrizio Pregliasco e Francesco Borgonovo. Da una parte il virologo, dall’altro il vicedirettore de La Verità. Lontanissimi, agli antipodi, nell’ultimo periodo addirittura rivali dichiarati.

L’ultima polemica in ordine di tempo ha riguardato l’ospedale Galeazzi, di cui il professore è direttore sanitario. Proprio su La Verità è uscito un articolo nel quale veniva raccontato che in alcune comunicazioni interne si invitavano gli operatori ad accettare solo pazienti muniti di super green pass. Una notizia smentita e, in seguito, spiegata nel dettaglio da Pregliasco: “Abbiamo dato indicazione di rivalutare i casi singoli soprattutto su operazioni non urgenti. Se un paziente presenta situazioni critiche, non urgenti, il trattamento sarà spostato un po’ più in là”.

Al di là del caso in sé, a stupire è – come detto – il racconto televisivo in fotocopia, inaugurato mercoledì sera a Zona Bianca e reiterato tale e quale ventiquattr’ore dopo a Dritto e Rovescio, sempre su Rete 4.

Voglio ringraziare il vice-direttore, sono stato investito di insulti e minacce, è quello che volete”, ha affermato Pregliasco da Brindisi. Identico copione da Del Debbio, il giorno successivo: “Tutto questo mi ha creato effetti social pesantissimi, devo ringraziare il direttore, c’e’ una correlazione causa-effetto”.

Ed è stato lo stesso Pregliasco ad evidenziare giovedì sera la ripetitività della formula: “Inciampo diverse volte in un personaggio come questo”. Difficile però immaginare che non sappia ogni volta quali siano gli interlocutori che incrocerà.

L’accusa: l’ospedale che non opera i no vax”, recitava il titolo di Zona Bianca, non troppo distante da “La polemica: Pregliasco non cura i no vax”, esposto da Dritto e rovescio.

L’episodio prova ancora una volta quanto sia abusata la formula del talk, soprattutto su una rete che ne accoglie cinque a settimana. Argomenti triti e ritriti e raramente approfonditi, con il risultato che la discussione si trasforma in una sorta di pièce teatrale, dove lo spettacolo viene replicato all’infinito.

Ma se a teatro il pubblico in sala cambia in continuazione, la sostituzione non si verifica in tv, con gli spettatori chiamati a sorbirsi un eterno déjà vu.