Il nuovo Dpcm di ottobre ‘sbarca’ in tv. Tutta colpa delle mascherine

I programmi tv salutano il Dpcm del 4 marzo e accolgono il nuovo decreto dello scorso 7 ottobre. La differenza sta tutta nell’utilizzo delle mascherine

Per sette mesi ha accompagnato le nostre visioni televisive, diventando un vero e proprio mantra: “Il programma è stato registrato prima del Dpcm del 4 marzo 2020”. Dicitura necessaria, per giustificare la presenza del pubblico in studio, la vicinanza tra conduttori e ospiti, i baci e gli abbracci, diventati da un giorno all’altro un tabù per colpa di un’emergenza pandemica che ha stravolto i nostri stili di vita.

In tempi di programmi registrati ripescati dal magazzino occorreva informare gli spettatori ed evitare dubbi e inutili polemiche. Ma ora che si è entrati ufficialmente nella fase due del covid anche la tv è chiamata ad aggiornarsi, con tanto di richiamo ad un nuovo decreto, datato 7 ottobre, a cui ha fatto seguito il Dpcm del 13.

La differenza rispetto al primo avviso sta tutta nell’utilizzo delle mascherine. “Il Decreto – si legge nella normativa – introduce l’obbligo di portare sempre con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Le mascherine dovranno essere indossate non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto. Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”. Tradotto: le mascherine vanno indossate durante i servizi e collegamenti all’aperto e al chiuso, nel caso le persone in onda siano ad una distanza ravvicinata.

Le conseguenze del Dpcm bis si sono già intraviste, a partire da uno sketch inserito all’interno di Una pezza di Lundini su Rai2. Identico discorso, sulla stessa rete, per un servizio di ReStart dedicato ai ciak romani di Mission Impossible. Ed ancora, nel corso di Cartabianca di martedì scorso Enrico Lucci ha dovuto precisare che il servizio appena andato era stato confezionato diversi giorni prima.

A differenza del Decreto del 4 marzo, la sensazione è che l’esposizione dell’attuale avrà per forza di cose una durata inferiore. Col passare dei giorni, infatti, il materiale in esterna riferito al periodo antecedente al 7 ottobre sarà sempre minore.

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