Donne di Calabria: la docu-serie dedicata alle eccellenze femminili nate in Calabria, in onda prossimamente in Rai

La presentazione di Donne di Calabria, docu-serie co-prodotta dalla Fondazione Calabria Film Commission, di cui Giovanni Minoli è presidente.

Nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, domenica 17 ottobre 2021, al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica, a Roma, è stata presentata ufficialmente la docu-serie Donne di Calabria. Nel corso dell’evento, è intervenuto anche Giovanni Minoli, in qualità di presidente della Fondazione Calabria Film Commission che ha co-prodotto la docu-serie insieme ad Anele.

Donne di Calabria è una docu-serie, composta da 6 episodi da 50 minuti ciascuno, dedicata a 6 eccellenze femminili, nate e cresciute in Calabria, raccontate dalle attrici Rocìo Muñoz Morales, Margareth Madè, Tea Falco, Marianna Fontana, Eleonora Giovanardi e Camilla Tagliaferri. La messa in onda di Donne di Calabria è prevista sul futuro canale in lingua inglese della Rai. Al momento, non è previsto un passaggio su altre reti Rai.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte, oltre a Giovanni Minoli, anche Gloria Giorgianni, produttrice e amministratrice delegata di Anele, e quattro delle 6 protagoniste, Rocìo Muñoz Morales, Margareth Madè, Eleonora Giovanardi e Camilla Tagliaferri.

Donne di Calabria: le dichiarazioni delle protagoniste

Eleonora Giovanardi, nel suo episodio scritto e diretto da Mario Vitale, racconterà la storia di Adele Cambria, giornalista, scrittrice e attrice, figura culturale di primo piano nel pre e nel post-Sessantotto, una delle prime donne a scrivere per grandi testate giornalistiche, documentando la condizione delle donne all’epoca:

Ringrazio la Calabria Film Commission e Giovanni per avermi fatto conoscere Adele Cambria. Adele è stata una figura fondamentale per il movimento femminista della seconda ondata. Ho conosciuto Adele Cambria in prima persona, con una narrazione nella narrazione, un racconto nel racconto. Nella mia puntata, io interpreto un’attrice che scopre i luoghi dove ha vissuto Adele Cambria, inseguendo una piccola guida, una bimba di nome Adele. Questi luoghi rimbalzano la biografia di Adele Cambria che, come giornalista, ha parlato a tutta Italia, coprendo le notizie su tutto il territorio nazionale, portandosi sempre dietro le proprie radici e non dimenticandole mai. Ho scoperto Adele attraverso i suoi luoghi, tra Scilla e Reggio Calabria. Mi sono sentita privilegiata perché si può conoscere Adele solo attraverso la sua terra e le persone che l’hanno conosciuta.

Margareth Madè, invece, nell’episodio scritto da Giulia Zanfino e diretto da Enzo Russo, racconterà la storia di Jole Giugni Lattari, prima donna calabrese eletta in Parlamento e prima donna eletta tra le fila del MSI di cui fu anche dirigente, che si prodigò per far costruire in Calabria nuove strade, porti e ferrovie:

È importante conoscere e scoprire donne calabresi, protagoniste di questo paese, totalmente sconosciute che hanno, però, un vissuto incredibile. È da notare, soprattutto, il forte legame per la propria terra di queste donne, questa loro grande tenacia nel lottare e nel cercare di cambiare il proprio paese. Sono una donna del sud e grazie a Jole Giugni Lattari, ho sentito mio, questo legame per la propria terra. Ho scoperto Crotone attraverso Jole che, nei suoi racconti, ne parla con amore incondizionato.

Rocìo Muñoz Morales, invece, nell’episodio scritto da Celeste Costantino e diretto da Enzo Russo, racconterà la storia di Rita Pisano, dirigente PCI a Cosenza, che ha combattuto ingiustizie e disuguaglianze sociali, lottando per i diritti delle donne e subendo anche arresti e processi:

Conoscendo Rita Pisano, la sua storia, ho avuto come l’impressione di averla già conosciuta in un’altra vita. Tante cose mi legavano a lei. Io sono spagnola e molti potrebbero chiedersi ‘Perché ci sei anche tu in Donne di Calabria?’. Uno dei motivi è perché Pablo Picasso ha ritratto il volto di Rita Pisano dopo il Congresso della Pace a Parigi. Attraverso Donne di Calabria, raccontiamo la forza di queste donne che hanno aperto la strada alle donne che sono arrivate dopo. Sono state grandi esempi. Rita Pisano è stata sindaco di Pedace per 4 volte e ha avuto 6 figli che ho potuto conoscere e con i quali ho legato tantissimo. Sono contenti che qualcuno abbia deciso di raccontare la vita e la forza della loro madre. Attraverso i figli e le persone di Pedace, ho capito l’altruismo di Rita, che ha dato la vita per gli altri, che era una donna senza paura. Ho recitato con i veri orecchini di Rita. È stato come mettere le ali in quel momento.

Camilla Tagliaferri, infine, nell’episodio scritto e diretto da Saverio Tavano, racconterà la storia di Giuditta Levato, contadina e attivista politica che, nel dopoguerra, lottò per l’eguaglianza e il diritto alla terra dei cittadini, uccisa a 31 anni, in attesa di un bambino, con un colpo di fucile, durante le proteste del 1946 in Calabria in circostanze mai del tutto chiarite:

Prima di partire, sapevo che sarei andata a lavorare su un set particolare, un campo di grano, un casale bellissimo. Quando ci sono arrivata, ho visto questa distesa “d’oro” e ho avuto una sensazione più concreta di Giuditta Levato, una donna straordinaria, che ha lavorato concretamente con le sue mani e che ha letteralmente dato la vita per quella terra. È un viaggio che consiglio a tutti perché, attraverso questi posti e queste storie sconosciute, si può avere l’opportunità di crescere e di avere più speranza per il domani. Quando ho pensato alla sua storia, ho pensato ad una sola parola: ingiustizia. Giuditta Levato ha combattuto affinché le violazioni dei diritti altrui potessero cessare. È stato un grande regalo, portare a casa la verità di questa donna.

Le altre due attrici, non presenti all’evento, come scritto in apertura, sono Marianna Fontana e Tea Falco.

Marianna Fontana, nell’episodio scritto da Esmeralda Calabria (celebre montatrice del nostro cinema, David di Donatello, quest’anno, per Favolacce) e diretto da Maria Tilli, racconterà la storia di Clelia Romano Pellicano, scrittrice e giornalista, pioniera del movimento femminista italiano, che lottò a favore del diritto all’istruzione e del diritto al voto delle donne. Clelia Romano Pellicano è prozia di Esmeralda Calabria, come già scritto, sceneggiatrice dell’episodio.

Tea Falco, nell’episodio scritto da Angelica Artemisia Pedatella e diretto da Domenico Modafferi, racconterà la storia di Caterina Tufarelli Palumbo, prima donna sindaco in Italia che costruì scuole, strade, l’acquedotto e una struttura per i più bisognosi, scusandosi con i cittadini, alla fine del suo mandato, per ciò che non era riuscita a concretizzare.

Donne di Calabria: le dichiarazioni di Giovanni Minoli

In apertura di conferenza, Giovanni Minoli si è soffermato sulla costruzione degli Studios a Lamezia Terme, nei quali verrà realizzato presto un progetto di lunga serialità, sulla scia di Un posto al sole, un successo che dura da 25 anni, rivendicato da Minoli con orgoglio (“Un posto al sole, al momento, è la prima azienda a Napoli. A Napoli, tutti conoscono qualcuno che lavora o che ha lavorato per Un posto al sole”).

Riguardo Donne di Calabria e gli Studios, Minoli ha sottolineato le potenzialità della regione Calabria:

La Calabria è una terra da scoprire, dal punto di vista cinematografico e televisivo. È un luogo che offre delle location straordinarie. Il fatto di star facendo gli studi lì, per la produzione, post-produzione e tutto il resto, spingerà la valorizzazione di un territorio che offre veramente delle opportunità, al di là delle storie da raccontare, un potenziale enorme che non è ancora sfruttato, che può offrire, a chi avrà talento e voglia, l’opportunità di scoprire e usare territori dediti.

Terminiamo con le dichiarazioni di Gloria Giorgianni, ad di Anele, che si è soffermata sull’importanza degli archivi:

Gli archivi sono importanti e il materiale di repertorio è patrimonio del nostro paese. Questo lavoro ci ha consentito, con un po’ di difficoltà, di andare a recuperare dei materiali d’archivio, video e fotografico. Sarebbe importante fare un ragionamento complessivo sugli archivi in generale, nel cercare di salvaguardare e valorizzare questo materiale. È importante che questi progetti portino alla luce il valore dei repertori.

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